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Un comunicato dell’efficientissimo ufficio stampa del Comune (12 persone) ci informa che saranno presi provvedimenti, significa sanzioni, sulle biciclette parcheggiate male. Il comunicato recita:
Le biciclette se parcheggiate in modo irregolare possono essere rimosse e spostate in deposito. Può accadere se sono legate ad arredi come segnali, panchine, alberi, pali della luce; se sono appoggiate fuori dalle rastrelliere in luoghi ad alta frequentazione e ostacolano il passaggio; se addossate a edifici monumentali e artistici, portici compresi, costituendo un fattore di degrado dello spazio pubblico.”

Ora la questione delle biciclette in centro storico è a dir poco drammatica, in particolare al mattino dove anche nelle zone pedonalizzate, ma piene di furgoni dei corrieri, si fa fatica a muoversi ed anche a fermarsi. La bicicletta in sostanza non si sa dove metterla. Le poche rastrelliere che sono state messe, esteticamente orribili, sono stracolme di biciclette. E’ evidente che chi arriva in centro in bicicletta, sfidando le varie tipologie di pavimentazioni, ciottoli, ciottoli misti a lastre, cubetti misti a lastre e cittoli, la bici la deve pur parcheggiare ed inevitabilmente finisce per metterla sul marciapiede e legarla come può, considerato anche il numero dei furti quotidianamente molto elevato. 

Minacciare sanzioni da parte del Comune serve a poco. Il problema va inquadrato all’interno di un ripensamento della mobilità urbana ed in centro storico. L’uso della bicicletta va incentivato il più possibile, come va incentivato l’uso di cargobike per la consegna delle merci in centro eliminando il transito e la sosta di furgoni da 35 quintali per consegnare un pacchetto dal peso di 2 etti.
Incentivare l’impiego delle biciclette significa contestualmente agevolarne l’uso, pensando anche alle persone anziane. Non solo, significa dimensionarne il traffico. Se in centro girano normalmente un certo numero di biciclette e vogliammo anche incentivarne l’uso, occorrerà provvedere all’installazione di un certo numero di rastrelliere, ad aprire dei depositi, ujtilizzando anche negozi vuoti se necessario.
Sembra fin troppo logico.

Altra questione, cogliendo la palla al balzo, è quella di ripensare a tutto l’arredamento urbano nel suo complesso. In centro a Modena sembra che gli arredi urbani siano stati messi a caso, senza nessun progetto. Addirittura in Sant’Eufemia sono state collocate delle panchine con le spalle al Duomo e vista su un negozio di ottico.

Nella altre città si stanno sperimentando delle soluzioni di arredo urbano multifunzionale per cercare di rendere servizi ai cittadini e valorizzare, anche con la qualità degli arredi, gli spazi urbani. A Modena si procede in senso contrario.
portabici  Se noi vogliamo che in una città intelligente le persone si vuovano in bicicletta e a piedi dobbiamo essere in grado di offrire loro degli arredi urbani multifunzionali, da collocare in diversi punti della città selezionando bene la tipologia dell’aredo e il contesto.
Le esigenze delle persone cambiano e favorire la pedonalità significa anche fornire soluzioni per la ricarica degli smartphone, per il collegamento a internet, per l’adozione di pensiline per gli autobus, anche in questo caso multifunzionali. Più riusciamo a rendere la città attrattiva e più favoriremo il movimento e la sosta delle persone, rilanciando in questo modo anche il commercio.

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