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Legalizzazione Cannabis: le posizioni dei deputati modenesi

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In queste settimane si fa un gran parlare della proposta che sta circolando in Parlamento e che potrebbe aprire per l’Italia scenari impensabili. Il tema è molto delicato, si parla di legalizzazione della cannabis.
In data 15 luglio è stato presentato alla Camera un progetto di legge da parte di un intergruppo parlamentare composto da esponenti di vari schieramenti politici. Un organismo bipartisan nato da alcune settimane proprio con l’obiettivo delicato di dar vita a una legge per regolamentare l’utilizzo della marijuana, sia per scopi terapeutici che ricreativi.
Attualmente l’utilizzo per finalità terapeutiche è già consentito, ma si tratta di un meccanismo pieno di falle dato che il prodotto deve essere importato dall’estero poichè ne è proibita la produzione in Italia. Il risultato è che, molto spesso, a farne le spese sono quei pazienti affetti da alcune patologie per le quali l’utilizzo della cannabis costituirebbe un aiuto efficace.
Ad oggi i cannabinoidi vengono usati con risultati soddisfacenti soprattutto per lenire dolori cronici e sintomi legati a patologie gravi come tumori, sclerosi, Aids. Utilizzata in combinazione con altri farmaci è utile per curare glaucoma e diabete. Viene inoltre impiegata per alleviare disturbi del sonno, ansia, stress e depressione.
Molti studi in fase sperimentale si stanno incentrando su quelle che potrebbero essere altre facoltà curative della sostanza. Si parla soprattutto di rimedio per malattie autoimmuni o anche per curare il cancro.
Il testo presentato in Parlamento ha superato le 250 firme e una forte spinta è arrivata anche dai parlamentari di Modena. La proposta è stata presentata da Vittorio Ferraresi, modenese del Movimento 5 Stelle e ideatore della proposta relativa alla possibilità di coltivazione personale in modo associato, ripercorrendo un po’ l’esperienza club nati in Spagna noti come cannabis social club.
Più diviso invece il Pd modenese, che alterna posizioni favorevoli ad altre contrarie. Assolutamente contrario è invece il noto senatore Carlo Giovanardi, anche lui modenese doc. Secondo Giovanardi, una legge per consentire l’utilizzo ricreativo sarebbe antistorica in quanto contraria ad altre norme punitive appena approvate, quali ad esempio l’omicidio stradale che prevede l’aumento di pena fino a 18 anni per chi, guidando sotto effetto di droghe, uccide una o più persone.
Quella che si terrà nelle prossime settimane in Parlamento sarà quindi una battaglia piuttosto importante, dato l’argomento delicato, con prese di posizione opposte. La decisione finale, a giudicare dagli attori in causa, passerà anche da Modena.

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