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La mela di Eva e l’Ultima Cena. Mostra, Bottura – Mazzoli News 

La mela di Eva e l’Ultima Cena. Mostra, Bottura – Mazzoli

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Adriano Primo Baldi

 

Emilio Mazzoli, intervistato da una Tv locale, si è lamentato delle critiche alla mostra “Il manichino della storia”, proposta al sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, dal cuoco Massimo Bottura e da lui stesso. Il sindaco, da esperto d’arte debuttante, ha fatto propria la mostra mettendo a disposizione 550mila euro, più l’affitto degli spazi espositivi (all’ex Manifattura tabacchi, Mata) e il lavoro per diversi mesi del personale della Civica, per un totale che alla fine si avvicina ai 700mila euro. Il presidente della regione, (cultura discutibile), riconosce la validità della mostra: il suo assessore di settore molto meno. Il sindaco vuole riservare lo spazio Mata agli artisti operativi sotto la Ghirlandina. L’assessore alla cultura a quelli internazionali. Sembrano tutti arrivati da Bosco di Sotto sul carro della famiglia Pavironica. Con l’aggravante che spendono i nostri soldi.
Mazzoli ha dichiarato: “sono stato criticato da gente che non conosco e con cui non sono mai andato a cena”. Il quotidiano Prima Pagina gli ha immediatamente risposto: “ Stupenda questa impostazione dove per poter esprimere il proprio pensiero, e i propri dubbi, si deve andare a cena con Mazzoli”. Risposta esauriente e lapidaria. Nelle parole di Mazzoli mi riconosco personalmente. Nascondermi non sarebbe dignitoso. Ho ripetutamente criticato senza averne il diritto, almeno secondo il pensiero di Mazzoli, la sua mostra, la spesa, il luogo dove è stata decisa, le dichiarazioni di Mazzoli e del sindaco. Non ho criticato l’assessore perché pare inesistente, ma il curatore, Milazzo, si, l’ho criticato. Tutto questo senza conoscere Mazzoli e senza essere andato, mai una volta, a cena con lui.
Il cibo si lega alla storia, alla cultura, alle tradizioni, e agli affari. Le chiamano cene di lavoro: mangiano, mangiano di tutto e mettono in conto. Però c’è il rischio. Basta guardare cosa ha combinato la signora Eva solo per aver mangiato una mela … E quei dodici a cena? Avrebbero mai pensato di avere tra di loro, alla stessa tavola, quel Giuda traditore? Sicuramente, no. La fiducia era totale. Non si è mai abbastanza cauti di fronte all’imprevisto: Cautum est in horas, dicevano i latini. Io cerco di stare attento, ma frequento le osterie dei poveri e non è detto che anch’io possa cascare in qualche cena discutibile. Semmai dovesse capitarmi veramente, giuro che tutti potranno criticarmi anche senza essere stati alla mia tavola, “ anche se non li conosco, anche se una sola volta li ho veduti”.
La tavola è un posto pericolosissimo: per le compagnie che a volte si infiltrano, e atre volte per l’eccesso del conto. Nel corso della storia vi sono molti casi di avvelenamento propinato durante il banchetto a un re o a un imperatore, con conseguenze mortali. L’imperatore Claudio, è morto improvvisamente dopo aver mangiato un piatto di funghi avvelenati. L’imperatore, Caligola, venne ucciso dai pretoriani mentre andava a un pranzo. L’imperatore Commodo fu avvelenato durante un banchetto serale: vomitò cibo e veleno, ma venne ucciso ugualmente.
Si convinca Mazzoli, a tavola si corrono dei rischi. Senza andare troppo indietro nei secoli, il nostro ministro del lavoro, Giuliano Poletti, ha quasi fatto cadere il governo Renzi per la famosa cena dove è stato fotografato con protagonisti di mafia Capitale. Visto che Mazzoli accetta di essere criticato solo da gente che conosce, il suo amico Bottura avrà tutto il diritto, e credo anche il dovere, di criticarlo. Cerco di immaginare un eventuale dialogo tra Massimo Bottura e Emilio Mazzoli: “Vedi Emilio, non devi rilasciare altre dichiarazioni, come hai fatto, sostenendo che se la mostra avrà anche un solo visitatore sarai contento ugualmente: i nostri critici non sono artisti come noi; quelli, oltre all’invidia, pensano a quel che è costata, e alle masse; e Muzzarelli che di vecchie lire ne spende 1miliardo400mila, non ha preso bene la tua dichiarazione. Per Milazzo te lo avevo detto: 48mila euro “non sono abbastanza”. Se è arrivato a lamentarsi del suo compenso con la stampa, vuol dire che ha ritenuto inutile parlarne con noi. E’ vero che proprio tu avevi detto al sindaco di pagarlo il doppio: ma si doveva tener botta e non accettare la metà. D’altra parte per Muzzarelli, che non usa soldi suoi, non sarebbe stato un gran problema. Noi avremmo fatto bella figura con Milazzo, e le critiche …, le critiche, ci sarebbero state ugualmente.

Gli invidiosi, sono critici a prescindere”. “Si, forse hai ragione, ma messo tutto insieme mi sembrava di esagerare: il catalogo a Panini e a mio figlio, i quadri venduti per la maggior parte da me …, tutto ci ruota intorno e alla fine, cosa vuoi, è andata così. Vuoi che io vada a pensare che Milazzo si mette a dire alla stampa che il suoi 48mila euro sono pochi perché spende dai 5 ai 7 euro per entrare in un Museo e perché spende altri quattro soldi per fotografare un quadro? Potevo pensare che ha dovuto spendere qualche piccola somma in quanto non lasciano fotografare per vendere il catalogo? Questa è l’Italia, ma un amico, prima di parlarne alla stampa, avrebbe dovuto consultarsi con noi. Vedi, quello che non sopporto è anche che uno come quel tale che si firma Adriano Primo Baldi, come se con quel nome fosse uno dei sei Papi della storia, si è messo a criticare senza nemmeno conoscermi e senza essere mai venuto a cena con me. Da te è venuto?” “No, mai!”. “E allora, come si permette?” “Questa storia deve finire! Pare che vada a dire in giro che se anche non verrà a cena con noi continuerà a criticare senza conoscerci. Cosa assurda! Non credi?”.

Il dialogo lo finisco qui, ma molto altro si potrebbe aggiungere.
A proposito di pranzi e cene mi vengono in mente i Promessi Sposi, e in particolare il dialogo che si svolge, a pranzo, tra il conte zio e il padre provinciale dei cappuccini. Bottura e Mazzoli, e lo dico senza criticare perché come dice Mazzoli non ne ho il diritto, nei loro dialoghi non sono minimamente assimilabili, almeno per raffinatezza, al conte zio e al padre provinciale, ma ogni epoca ha i suoi pranzi, le sue cene, e il suo declino!

Adriano Primo Baldi


Gabriele Morelli

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