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Conferenza di Philippe Daverio a Frassinoro

Philippe-Daverio
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Conferenza di Philippe Daverio a Frassinoro. Dichiarazione dell’illustre storico, con galleria in America per 20 anni, sulla mostra di Bottura-Mazzoli. “Richard Milazzo non lo conosco. Dal nome sembra un italo-americano. Ma non so altro”.

“Ciao, sono in colonna da circa 40 minuti, non ho tenuto conto che oggi è venerdì ed è il 31 luglio, giornata di esodo. La conferenza è alle 21? Speriamo di arrivare in tempo”. “Capisco, non venire a casa mia, vengo io a Modena nord, facciamo prima”. E’ arrivato con macchina scoperta, vestito con grande eleganza e distinguibile a distanza kilometrica. Salgo, il navigatore segna l’arrivo a Frassinoro alle 20/55. Telefono per rassicurare gli organizzatori e chiedo che ci preparino un panino ciascuno con salame e un gin tonic. Gli ricordo che deve parlare degli ultimi libri: “Guardar lontano veder vicino”, e “Il secolo spezzato delle avanguardie”. “Però, se non hai problemi, perché te lo dico solo ora, qualche parola su Matilde di Canossa sarebbe gradita. Hanno in corso le celebrazioni matildiche. Un’altra cosa: ho stampato dalla registrazione una tua dichiarazione sulla curatela di una mostra che ti leggo così la ricordi meglio, e se sei d’accordo la utilizzo in un eventuale mio articolo o in appendice alla conferenza di questa sera. Certamente ricordi la mostra che intitolasti “LAS AMERICAS LATINAS. Las fatigas del querer”: mostra promossa e organizzata dalla Provincia di Milano in collaborazione con Adac/Associazione Diffusione Arte Cultura di Modena con Jean Blanchaert. Ti chiedo di confermarmi quanto hai già dichiarato sull’argomento: come venne costruita, quale fu il tuo rapporto di curatore con l’amministrazione, quali furono i costi, e cosa comporta oggi allestire una mostra. Tieni conto che nella mia città si sta lavorando a una esposizione sui pittori della transavanguardia a cura di Richard Milazzo, e che si tratta di una iniziativa molto criticata”.
“I costi che incidono principalmente in una mostra, sono quelli relativi ai trasporti e alle assicurazioni sul valore delle singole opere. Per esempio, la grande mostra dedicata al Centro-Sud America e allestita nelle sale dello Spazio Oberdan della Provincia di Milano, con la collaborazione dell’Associazione modenese “Adac”, ha presentato alti costi per i trasporti. E’ stata una mostra importante anche perché è stata la prima dedicata ad artisti interessanti del lontano Centro-Sud America. E’ costata 280.000 euro, ed è stata recensita dai maggiori e più prestigiosi giornalisti e critici dell’arte italiani, e visitata da oltre centomila persone. E’ costata così poco anche perché come curatore non ho voluto nulla. L’ho fatto per spirito di militanza. Quindi è stata una mostra sostanzialmente economica. Non farsi pagare o farsi pagare troppo sono due atteggiamenti ugualmente sbagliati. Occorre trovare un giusto equilibrio. A proposito di altre mostre come quella che Modena sta preparando sulla transavanguardia, sostengo che non è più necessario si facciano vedere e rivedere cose già note. A Modena potrebbero fare di più, ma, temo, non sanno che cosa fare. Sul curatore e il suo compenso preferisco non pronunciarmi. Desidero solo sottolineare che la notorietà del curatore serve per fare andare a vedere la mostra. Milazzo non lo conosco. Dal nome sembra un italo-americano. Ma non so altro”.
Siamo arrivati in perfetto orario, ricevuti dal sindaco di Frassinoro Elio Pierazzi, siamo saliti sul palco e dopo un breve saluto del presidente dell’associazione ARCATA (Associazione Ricreativa Culturale Artistica Trekking Appenninica) e il saluto di una consigliera regionale, è intervenuto il sindaco ringraziandoci. Mi ha passato la parola, e subito dopo Philippe Daverio, in forma più che mai, trascinato dalla presenza di un pubblico che raramente si è radunato così numeroso a Frassinoro, ha parlato per circa un’ora. Al termine c’è stata una vera ovazione. Gli applausi si sono interrotti solo quando Daverio, visibilmente soddisfatto, ha preso il microfono per ringraziare. Poi la parola è passata al pubblico. Ha risposto a tutte le domande, e giù applausi a non finire. Alla fine una simpaticissima cena a casa di Elio nella veste di amico e con vecchie amicizie. A Modena nord, alle quattro del mattino, ho ripreso la mia automobile. “Philippe vai piano. In autostrada c’è quella macchinetta mangiasoldi che ti spia (o se vuoi che ti protegge) fino a Milano”.

Adriano Primo Baldi


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