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Inquinamento-atmosferico

Non trasformiamo l’obbiettivo della riduzione dei gas inquinanti nella solita imposizione sui cittadini. Per superare l’esame di settembre invitiamo Guerzoni, Giacobazzi e Vandelli ad ascoltare cittadini e associazioni in modo da rendere la transizione a un modello meno auto-centrico praticabile per l’autunno 2016


Manovra antismog: prima bisogna migliorare il servizio pubblico, incentivare l’utilizzo di veicoli elettrici, fornire abbonamenti ridotti o gratuiti per chi rottama l’auto. Invitiamo gli assessori Guerzoni, Giacobazzi e Vandelli ad ascoltare cittadini e associazioni in modo da rendere la transizione a un modello meno auto-centrico praticabile per il prossimo autunno 2016. Noi non intendiamo ignorare il danno economico per chi possiede un auto che all’improvviso non può più circolare liberamente: bisogna almeno compensare la perdita di tale valore ricalibrando le tariffe di bollo e assicurazione tenendo conto dei chilometri effettivamente percorsi: basta installare un GPS come già da diverso tempo fanno alcune compagnie d’assicurazione o altre semplici ma concrete iniziative». 
È la posizione del Movimento 5 Stelle Modena riguardo la manovra antismog, annunciata dall’Amministrazione, che dovrebbe entrare in vigore dal prossimo ottobre.
«Siamo convinti che i cittadini possano essere più disponibili a un piccolo sacrificio in nome di una misura che, a differenza delle targhe alterne degli ultimi anni, possa risultare per la prima volta incisiva contro un inquinamento che abbassa decisamente la vita media anche a chi l’auto non la usa. A una condizione, o meglio una serie di condizioni: che vengano predisposti e condivisi tutti i possibili incentivi e messe in campo quelle misure necessarie, anche alternative all’uso dell’auto, affinché il passaggio a un nuovo stile di mobilità sia concretamente disponibile alle cittadine e ai cittadini modenesi.
Le auto nelle zone urbane vanno ridotte significativamente e non sostituite da altre che fra pochi anni dovremo ancora una volta rottamare. Questo per evitare da un lato un esborso continuo da parte dei cittadini, dall’altro per contribuire ad una città migliore per tutti sia in termini di mobilità e sicurezza che di inquinamento. La riduzione del numero di macchine in circolazione richiesta dal PAIR (il Piano Aria Integrato Regionale 2020) è auspicabile, ma siamo contrari ad ulteriori incentivi per la rottamazione e alle solite deroghe a pioggia (al di là di quelle dettate dal buon senso e non da qualche lobby più o meno potente). La prima cosa da fare allora non è sborsare decine e centinaia milioni di euro per indurre a comprare nuove auto, quanto piuttosto migliorare notevolmente un servizio di trasporto pubblico in modo che sia all’altezza di una comunità operosa e a rischio di malattie tumorali sempre più frequenti. Quindi più corse, parco autobus a norma, mezzi moderni e senza rischio che si incendino, più piccoli, elettrici o ibridi.
Occorre poi incentivare l’acquisto di bici anche elettriche, fornire abbonamenti ridotti o gratuiti per chi rottama l’auto senza acquistarne una nuova e spingere verso l’uso e l’acquisto di auto elettriche nonché per lo sviluppo del car sharing, del car pooling sino a tutte le forme di condivisione del percorso, coinvolgendo anche il servizio Taxi. Ancora: privilegiare nella mobilità corsie preferenziali, semafori intelligenti e parcheggi scambiatori ai confini della città. Puntare sulla mobilità a due ruote, rendendola molto più sicura, realizzando finalmente una rete ciclabile che consenta una percorribilità della città meno frammentata, non trascurando il ruolo che le aziende possono avere nel favorire gli spostamenti in bicicletta anche individuali dei propri dipendenti. I temi e le idee sono tanti: per superare l’esame di settembre invitiamo gli assessori Guerzoni, Giacobazzi e Vandelli a coordinarsi e soprattutto ad ascoltare i cittadini e le associazioni in modo da rendere la transizione a un modello meno auto-centrico praticabile per l’autunno 2016. Siamo consapevoli di essere di fronte ad una scelta importante e forse anche ad una rivoluzione culturale del fare e stare nella città. E su questo chiediamo che gli assessori modenesi siano meno funzionari e più coraggiosi.
Ci rendiamo conto che il Piano dell’Aria adottato dalla Regione sia poco noto, e questo è un grosso errore politico che inevitabilmente fa apparire tutte le misure prese come improvvisazione dilettantesca calata dall’alto. Pretendiamo quindi che dalla Regione Emilia-Romagna e dal Comune arrivino segnali di disponibilità a introdurre misure alternative e compensative come quelle sopra proposte ed altre ancora sulla cui elaborazione il M5S è da sempre disponibile a collaborare. Vogliamo evitare di trasformare quello che è di fatto un obiettivo condivisibile di tutte le città d’Europa (limitazione del traffico privato a combustione interna) in una imposizione senza contropartita per la collettività. Questo sarebbe segno di un pressapochismo politico assolutamente inaccettabile», conclude il Movimento 5 Stelle Modena. 
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