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Se il Comune vuole il suo catalogo lo deve pagare due volte? News 

Se il Comune vuole il suo catalogo lo deve pagare due volte?

quattro amici

Criticare è facile. Prestare il fianco alle critiche è ancora più facile. Per ovviare a questo qualcosa si può fare: più cautela, più modestia e meno presunzione, aiutano. Più ascolto e meno arroganza qualche fastidio lo possono evitare. Ho sentito Matteo Orfini, presidente nazionale del Pd, affermare: “Noi non dobbiamo avere paura di governare”. Se lo avesse detto a Modena, dove governano il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e il presidente della Camera di Commercio Maurizio Torreggiani, la risposta sarebbe stata immediata: “Siamo noi che abbiamo paura di essere governati da voi”. Anche quando si fa bene c’è sempre qualcuno che può dire che si poteva fare meglio. Se così è per le cose fatte bene, figuriamoci per quelle fatte da Muzzarelli e Torreggiani.


In questi mesi abbiamo appreso che quattro amici: Bottura, Mazzoli, Miana, Panini (che non sono quelli cantati da Gino Paoli che s’incontravano al bar), ma gente con ben altre risorse economiche e che si incontrano nella lussuosa Osteria Francescana, con la benedizione del sindaco e del presidente della Camera di Commercio, si sono garantiti 1milione500mila euro per la realizzazione di mostre e spettacoli riservati a noi che non siamo andati in vacanza. A parte che con quella cifra alla Colonia Modenese di Pinarella ci saremmo stati tutti, non è passato giorno che la nostra cistifellea non sia stata sottoposta a dura prova. Maurizio Torreggiani, pur essendo un personaggio incolore del quale nessuno si occupa, presiede un ente di diritto pubblico: la Camera di Commercio, e sperpera a man bassa. (Robert Musil, autore, tra gli altri, del libro “L’uomo senza qualità …”, avrebbe trovato da queste parti ulteriore ispirazione). Non ho mai capito in base a quali qualità uno come Torreggiani abbia potuto trasformare uno stipendio che alla CNA non avrebbe superato i 2mila euro al mese, in più di 230mila euro l’anno. Boh!, misteri della politica e della sinistra.

Il giornale Prima Pagina ha pubblicato una notizia che avrebbe fatto deglutire anche il compagno Peppone. Si tratta dell’aggiunta di altri soldi che il sindaco ha deliberato a favore di Richard Milazzo. Dopo mesi di interrogazioni e polemiche per il compenso strampalato di 48mila538 euro, riconosciuto a Milazzo per curare la mostra dei clienti della galleria Mazzoli, Muzzarelli, sicuramente indispettito dalle lamentele, ha aggiunto altri soldi. Così quelli che protestano sempre, imparano!

In questo modo il sindaco ha voluto affermare il suo potere: qui comando io, questa è casa mia. Mi fa ridere sentir chiamare Muzzarelli, il Duca. Anche se è detto con ironia, gli si da un valore che non corrisponde al personaggio. Un Duca vero, Francesco V, era di carattere abbastanza mite, più del padre Francesco IV, e non decideva, sia pure potendo, da solo alla Muzzarelli.
Milazzo avrà altri soldi. Lo ha scritto Prima Pagina ed è bene rileggere: oltre ai citati 48mila583 euro, come se non bastassero, avrà 1.000 euro di spese telefoniche senza l’obbligo di documentarle, 900 euro per pagare una settimana all’hotel Canalgrande, 2.948 euro per viaggi di andata e ritorno in aereo da casa sua a Modena. Il più deve ancora venire e lascia esterrefatti tutti quelli che hanno un pochino di sale in zucca. Si tratta di cosa che faccio fatica a credere e a raccontare. Riguarda la somma più incredibile di cui io abbia mai sentito parlare. In quarant’anni di lavoro non mi era mai capitato di sentir dire, nemmeno nei racconti più strampalati, quando si fa a chi la spara più grossa, magari dopo tutta una notte passata a improvvisare scenette di finta esecuzione di concerti senza strumenti e a recitare tragedie greche, o poemetti goliardici uniti ad ameni racconti di fantasia. Nemmeno quando tra amici si fa a sparare balle atomiche recitate con il bicchiere sempre tra le mani, e sprofondati nel divano con i piedi sul tavolo e la voce impastata; mai, mai mi era capitato di sentire inventare voci di spesa da teatro dell’assurdo. Nessuno, almeno che io sappia, aveva mai pensato, detto, e tantomeno messo in pratica una simile stravaganza.

Il sindaco spende 700mila euro e paga tutta la mostra di Bottura-Mazzoli- Milazzo. Paga allestimento, catalogo, trasporti, assicurazione e tutto il resto. Il catalogo lo hanno sempre compreso (per loro dichiarazione) nelle voci citate. Ora salta fuori che per farsi dare dall’editore (Panini, scelto da loro) 200 di quei cataloghi che il Comune stesso ha prodotto pagando con i nostri soldi e che contengono il logo del Comune di Modena, il colophon, il testo del sindaco e altri scritti istituzionali, debbono pagarli a parte una seconda volta. Tutte le fatture di questa produzione verranno pagate dal Comune, o da chi per esso, con soldi pubblici. Oggi le cose pare stiano così: il Comune paga il catalogo, Panini lo vende e tiene i soldi. Tiene l’incasso. Anzi, se il Comune ne vuole una o più copie, le deve pagare. Così il sindaco ha deliberato a favore dell’editore Panini altri 5mila900 euro per avere 200 copie del suo catalogo, lasciando l’incasso, anche di tutti gli altri che verranno venduti, e che sempre noi abbiamo pagato, a Panini stesso. Scusate, che ore sono? Che sogno ragazzi, un vero incubo, ero alla neuro e … come impazzito, ho sognato queste strampalerie! Se domani mi smentiranno dicendo che Panini dal Comune non riceverà neanche un penny e che l’editore ha prodotto il catalogo tutto a sue spese: e che il logo e i testi istituzionali del Comune non ci saranno e quindi, essendo cosa privata dell’editore ne fa quello che vuole, e se il Comune ne vuole anche solo mezza copia, se la deve pagare: vuol dire che l’editore pagherà anche il personale che si alternerà al banchetto di vendita cataloghi alla mostra e la distribuzione. In altre parole, se dimostreranno che il Comune con quel catalogo non c’entra nulla, io sarei smentito, ma ci troveremmo di fronte a un caso di follia editoriale, e, forse, a un caso di circonvenzione … dall’una e dell’altra parte in modo alternato.

Adriano Primo Baldi

Gabriele Morelli

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