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Il turismo a Parma? Un disastro. A Modena ? Peggio News 

Il turismo a Parma? Un disastro. A Modena ? Peggio

Edoardo Fornaciari

Il fotografo Edoardo Fornaciari ha scritto agli assessori Ferraris e Casa di Parma questa lettera aperta su come Parma si presenta ai turisti. Noi la ripubblichiamo integralmente perchè le somiglianze con la situazione del turismo a Modena sono tantissime.

Gentili Assessori Ferraris e Casa,
è con immenso rammarico che noto da tempo lo stato di progressiva ed inarrestabile consunzione di questa nostra amata città di Parma.
Non solo molti negozi hanno chiuso e stanno chiudendo i battenti, ma moltissimi commercianti ogni giorno mi testimoniano la loro amarezza, le loro difficoltà e la loro totale sfiducia in una ripresa, anche sia pure progressiva, a medio termine.
I Parmigiani sono saturi di millanterie, sia nazionali che locali, e impoveriti da prezzi e tasse esagerati oltre che dalla crisi economica in atto.
Una risorsa potenziale importante è rappresentata, a detta di persone competenti, dal turismo.
I turisti non arrivano, come dovrebbero, perché disinformati e non-attratti dal nostro fascino non adeguatamente pubblicizzato e sbandierato.
A Parma si sentono snobati, a stento sopportati.
Stendhal e la sua Certosa di Parma sono caduti nel dimenticatoio generale tanto quanto Bernardo Bertolucci e il suo Novecento. Per lunghi periodi, nel passato, hanno provocato curiosità ed interesse.
A Lucca Giacomo Puccini è sbandierato ed osannato, a Parma (e a Busseto) Giuseppe Verdi è privatizzato, quasi zittito, dai più dimenticato, da qualcuno a vanvera strombazzato..
L’Antelami, il Correggio e il Parmigianino sono stati surclassati dai vicini Mantegna e Giulio Romano (Mantova).
Il Teatro Regio è in un momento di stagnazione da cui difficilmente potrà risorgere.


Il Parmigiano-Reggiano, il prosciutto, il culatello, il salame di Felino non giustificano più un viaggio a Parma in quanto li si può apprezzare, anche in modo eccelso, ormai ovunque in Europa.
I ristoranti, antico vanto della città sono, in gran parte, decaduti e comunque troppo spesso troppo cari e chiusi nei giorni di festa.
Il risultato è che le vicine Mantova e Lucca sono vivaci e piene zeppe di gente per strada, di turisti che spendono e mangiano e Parma, ahimé, è deserta e triste. Ma se fosse solo triste basterebbe imparare a sorridersi, a guardar per aria. Il guaio è che è anche improduttiva, decadente.
Domenica 9 agosto alle tre del pomeriggio nella desolata piazza della Pace (il pratone della Pilotta) un giovane turista straniero con l’aria istruita mi ha domandato dove fosse il Teatro Farnese e se fosse aperto. Non ci sono indicazioni. La mia risposta è stata puntuale (cortile della Pilotta, scalone, primo piano e….«purtroppo chiude alle 14,00»). Insistendo, il turista mi ha chiesto anche dove poter comprare una punta di formaggio, un salame, ….. e io gli ho risposto che «domani mattina….lunedì….. forse…..».
Si è allontanato scuotendo la testa. Questo avviene spessissimo.
La lunga esperienza al soldo di Panorama Travel, i frequentissimi miei viaggi in Italia e all’estero, la conoscenza di quel che avviene altrove, l’amore per questa nostra città e la preoccupazione per il suo inarrestabile declino mi impongono di dare la mia disponibilità per contribuire all’uscita da questo insopportabile degrado. Parma non si promuove, forse per presunzione, non accoglie, non si rende disponibile nei confronti di chi viene da fuori, del turismo che, come ben sappiamo, può essere fonte di inesauribile prosperità. Un forte e veloce turnover di utenza non può che migliorare l’economia locale.
Il Comune non ha un centesimo, la Camera di Commercio glissa, la Provincia, nel bene o nel male, non esiste più, le associazioni di categoria latitano.
Credo che sia indispensabile provocare un dibattito, muovere un po’ le acque, ossigenarle. Bisogna scuotere i Parmigiani da questo torpore in cui sono caduti, torpore che può portare, col tempo, solo ad un sonno irreversibile.
E’ necessario riposizionare Parma sull’emergenza culturale, monumentale, gastronomica in cui è, per un lungo periodo, nel passato, stata.
Trento e Bolzano sabato 8 agosto erano piene di gente e certo quattro vestitini tirolesi e il Castello del Buonconsiglio non sono neanche paragonabili alle nostre ricchezze. I Comuni e le associazioni dei commercianti delle Province Autonome valgono più noi? Si muovono meglio? Spendono meglio i loro soldi? O vogliamo dare la colpa al clima? A Bolzano c’erano 37 gradi, umidi.
Domenica 26 Luglio Lucca era piena di gente (turisti? stranieri? Italiani? gitanti?), i negozi erano aperti e attivi. Anche i Toscani sono meglio di noi? O vogliamo dare il merito alla vicina Forte dei Marmi? Un gran bel mare!
La ridicola e penosa disputa sui concerti in piazza del Duomo, avvenuta nello scorso mese di Luglio non ha certo giovato al buon nome, al bel vivere e alle attività commerciali della città. Il perenne bivacco di sfaccendati nel cortile della Pilotta (ingresso alla città monumentale), intorno al monumento a Verdi e ora anche in piazza del Duomo (sulle panche del Battistero), il continuo stillicidio di miriadi di accattoni, la presenza costante di rumorosi e puzzolenti «camion del rudo» nelle vie del centro in pieno giorno, l’assenza di indicazioni turistiche (mappe, cartelli, itinerari, orari) non aiutano ad apprezzare ciò che di meglio abbiamo da offrire.
Ma non si può continuare a criticare senza offrire soluzioni, senza fare proposte. Sarebbe auspicabile l’istituzione di un comitato permanente composto da Voi e da consulenti specializzati volontari non retribuiti (turismo, viabilità, arredo urbano, comunicazione, marketing territoriale) che si rapporti con le categorie produttive per tentare di migliorare le cose. Fare parte di questo comitato dovrebbe essere un onore, costituire vanto. I «saggi» non esistono più, ma i «competenti» esistono ancora, bisogna cercarli, ma si trovano.
Vi sarei grato se provaste a battere «Parma» su Google. Escono tre link: «Parma – Wikipedia», «Informazioni turistiche su Parma e provincia», «Comune di Parma». Guardateli con attenzione, con l’attenzione propria di chi della nostra città non sa nulla, ne ha sentito solo parlare e vuole scoprirla prima su internet e poi, magari, di persona. Nello stesso laghetto il pescatore che prende più pesci è quello che ha le esche migliori.
Se Voi foste francesi, inglesi, russi o americani sareste invogliati a venire a Parma dopo aver visto quei siti? La Vostra curiosità sarebbe stuzzicata?
Avete idea di quali siano gli orari di apertura di Teatro Farnese, Pinacoteca Nazionale, Camera di San Paolo, Duomo, Battistero e San Giovanni?
Secondo me la nostra storia, il nostro patrimonio monumentale ed artistico, la nostra comunità e anche la nostra gastronomia meritano ben altro.
Ho inteso parlare di Rinascimento Parmigiano. Si, auspicabile! ma quando?
La Gazzetta di Parma qualche giorno fa ha pubblicato un articolo in cui si sosteneva che il turismo va bene, è in aumento. Se anche fosse, se i numeri dessero ragione, come spero, al quotidiano locale, è necessario sempre tenere presente che il turismo di massa, quello giornaliero che arriva con i pullmann e scarica nel centro storico torme di pensionati vocianti, non costituisce un plusvalore, ma anzi un debito. Costa in termini di fastidio, di pulizia, di declassamento della località / meta. Il solo turismo che conta, che produce è quello individuale, colto e consapevole, che visita, mangia dorme, compra. Certo non si può sbarrare la strada ai torpedoni, tanto quanto non si possono arrestare i flussi di immigrazione, ma si possono fare dei distinguo, attribuire il giusto valore alle cose.
Nel ringraziarVi per la lunga attenzione, Vi invio cordiali saluti.

Edoardo Fornaciari

http://www.gazzettadiparma.it/news/parma/297760/Il-turismo-a-Parma–Un.html

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