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L’arroganza del comando,occupare tutte le poltrone possibili News 

L’arroganza del comando,occupare tutte le poltrone possibili

vanni bulgarelli modena come

E uno! Con la nomina di Vanni Bulgarelli alla presidenza di Seta il partitone ha dato inizio alla consueta opera occupazione delle poltrone che contano. Non discuto della professionalità e delle capacità della persona, ma questa nomina dove fare riflettere, perché è la sfacciata ripetizione di una prassi ormai consolidata. Ogni posizione che conta a Modena, dalla camera di commercio alle fondazioni, dalle associazioni culturali alle società partecipate, e via dicendo, è attentamente presidiata dal PD.
Da decenni è impossibile trovare ai vertici una donna o un uomo che non abbiano la tessera di partito, non abbiano anni di militanza, non siano fedeli servitori o vicini ideologicamente alla sinistra. Viene da dire: ma è possibile che al di fuori di quest’area non vi siano persone di valore?
E’ la combinazione letale tra un sistema perverso delle nomine e un meccanismo ben oliato di relazioni fra politica e interessi economici che consente a chi governa da settant’anni, seppur con una maggioranza sempre più ormai risicata, di fare l’asso pigliatutto e lascia alla sua buona volontà la scelta di assicurare un po’ di democrazia. Finora abbiamo visto com’è andata. Adesso sarebbe ora di cambiare, incominciando dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena che è “bene comune” dei modenesi.
Perché il suo operato sia indipendente occorre che le nomine dei consiglieri siano sottratte alla politica e restituite ai cittadini. Solo così si eviterà una gestione asservita agli interessi di qualcuno. E’ infatti ovvio che, ad esempio, tutti coloro (la maggioranza) che saranno designati dal sindaco/presidente della provincia gli saranno riconoscenti e fedeli e ne seguiranno i “suggerimenti”.


Per questo bisogna avviare un percorso di revisione di statuto e regolamento che consenta di rendere la FCRMo “democratica”, indipendente e concentrata sugli obiettivi che lo sono propri.
Perché questo percorso possa essere avviato occorre che le forze di opposizione si uniscano su questo obiettivo a lungo termine, che consentirebbe di rimuovere quei vizi istituzionali e relazionali ormai divenuti consuetudini in una citta come Modena, dove il PCI-PDS-DS-PD imperversa da settant’anni.
La partita che si gioca sulle imminenti nomine è cruciale. Per non perdere altri cinque anni e poter avviare una battaglia di democrazia è necessario che nei Consigli della Fondazione siano presenti anche rappresentanti delle minoranze, perché è illusorio sperare he un cambiamento possa venire dai “soliti nominati”, che difenderanno strenuamente la posizione di potere da loro acquisita e quella di chi li ha nominati.
Col sistema attuale dubito molto che le candidature avanzate dalle minoranze possano avere qualche spazio, e ancor meno ne avranno le autocandidature, cariche di autoferenzialità e di autostima.
L’unica possibilità (ma ci credo poco) è che il sindaco Muzzarelli, dopo aver sbandato paurosamente negli ultimi tempi, capisca che con le nomine ha un’occasione straordinaria di stupire in senso positivo i modenesi con un gesto concreto di “democrazia“ apprendo un tavolo di confronto con le minoranze sulle nomine nel Consiglio di Indirizzo delle FDCRMo.
Vedremo cosa succederà.
Ma poi nessuno si stupisca quando, per dirne una, un bel po’ di milioni del salvadanaio modenese verranno spesi per l’acquisto ad un prezzo sovrastimato delle azioni delle Farmacie comunali.

Giuseppe Pellacani, consigliere comunale di Forza Italia nel Comune di Modena

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