Provinciale e snob: Modena grande nonostante i grandi eventi

renzi hollandeRilanciamo come abbiamo fatto altre volte il punto di Giuseppe Leonelli, condividendone lo spirito e riconoscendo la sua maestria nell’osservazione della realtà e nel saperla raccontare. Vi invitiamo alla lettura.


C’è l’anziana col grembiule che da uno stand di Ponte Alto guarda Renzi e quel presidente francese, con la faccia da impiegato del catasto, come fossero la Sacra Famiglia. E c’è il militante storico ex Pci ed ex Ds che pur di non vedere quello che comunque è il segretario del suo partito, si è fatto cambiare il turno di servizio alla Festa. C’è il presidente della Regione che si affanna a farsi fotografare sorridente e compiacente di fianco al leader e c’è la scorta transalpina terrorizzata e stupefatta dal ritrovarsi col proprio presidente a quella che più che una festa di partito sembra una sagra paesana. C’è l’intoccabile Bottura che dopo la cena dichiara come i suoi ospiti abbiano pulito i piatti fino all’ultima briciola. E c’è chi ostenta con orgoglio l’aver passato la serata al bar, quello fuori dal centro. Perchè «io no». Modena di fronte ai grandi eventi è così: provinciale e commovente. Sensibile e patetica. Felliniana e snob allo stesso tempo.

Lo è di fronte all’arrivo di Renzi e Hollande e lo è davanti all’affollata sagra filosofica. I ragazzi con la cartina della città in mano, con lo zainetto e i sandali a coprire piedi un po’ anneriti e comunque volgari, in un’estate che non vuole finire. E resiste nonostante settembre. I ragazzi, lì seduti in piazza Grande ad ascoltare l’anziano filosofo, che lo si abbraccerebbe anche solo per quella sigaretta appoggiata alle labbra. E quella voglia di fine.
I vecchi ai bordi della piazza, con le camicie azzurre a mezze maniche e le mani avvinghiate sul manubrio della bicicletta a guardare la loro Modena invasa. E i professori, gli studiosi o i millantatori in prima fila. Che di sorridere non se ne parla, perchè la filosofia è una roba seria. Poco distante in un bar qualcuno commenta che tutta quella gente con la filosofia non ha nulla a che fare. E intanto ordina un altro prosecco, sicuro di averla lui la vera Filosofia. In tasca.
Modena è così. E forse non solo Modena.
Ma mentre il cielo si colora di rosso alle sette di sera si pensa che i grandi eventi sono belli proprio perchè finiscono in fretta. Perchè poi restituiscono la città di sempre. Quella sporca e non fintamente pulita e blindata per compiacere il leader di turno. Quella di piazza Grande vuota. E quella che se si passeggia in centro si possono riconoscere le facce. Una a una.
La Modena che è bella nonostante Bottura, riapparso ieri mattina alla Manifattura non nelle vesti di chef a servizio dei ‘Grandi’, con pubblicità annessa, ma di organizzatore di mostre (dalle quali fino a ieri aveva preso le distanze). Che non ha bisogno della filosofia infantile di Ratatouille, della storia della nonna e della sua sfoglia che esce dal tavolo per allestire una esposizione d’arte contemporanea. E che non deve appellarsi a totem o a ‘eventi’ per sentirsi città. 

Lo è di fronte all’arrivo di Renzi e Hollande e lo è davanti all’affollata sagra filosofica. I ragazzi con la cartina della città in mano, con lo zainetto e i sandali a coprire piedi un po’ anneriti e comunque volgari, in un’estate che non vuole finire. E resiste nonostante settembre. I ragazzi, lì seduti in piazza Grande ad ascoltare l’anziano filosofo, che lo si abbraccerebbe anche solo per quella sigaretta appoggiata alle labbra. E quella voglia di fine.I vecchi ai bordi della piazza, con le camicie azzurre a mezze maniche e le mani avvinghiate sul manubrio della bicicletta a guardare la loro Modena invasa. E i professori, gli studiosi o i millantatori in prima fila. Che di sorridere non se ne parla, perchè la filosofia è una roba seria. Poco distante in un bar qualcuno commenta che tutta quella gente con la filosofia non ha nulla a che fare. E intanto ordina un altro prosecco, sicuro di averla lui la vera Filosofia. In tasca.Modena è così. E forse non solo Modena.Ma mentre il cielo si colora di rosso alle sette di sera si pensa che i grandi eventi sono belli proprio perchè finiscono in fretta. Perchè poi restituiscono la città di sempre. Quella sporca e non fintamente pulita e blindata per compiacere il leader di turno. Quella di piazza Grande vuota. E quella che se si passeggia in centro si possono riconoscere le facce. Una a una.La Modena che è bella nonostante Bottura, riapparso ieri mattina alla Manifattura non nelle vesti di chef a servizio dei ‘Grandi’, con pubblicità annessa, ma di organizzatore di mostre (dalle quali fino a ieri aveva preso le distanze). Che non ha bisogno della filosofia infantile di Ratatouille, della storia della nonna e della sua sfoglia che esce dal tavolo per allestire una esposizione d’arte contemporanea. E che non deve appellarsi a totem o a ‘eventi’ per sentirsi città.

Giuseppe Leonelli
http://lanuovaprimapagina.it/news/modena/12134/Provinciale-e-snob–Modena-grande.html

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