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Facciamola noi una mostra

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Abbiamo visitato la mostra “Il manichino della storia” ed abbiamo maturato una convizione: la prossima la allestiamo noi cittadini modenesi e siamo sicuri che sarà un successo perchè abbiamo diverse capacità e tante idee in più rispetto a quelle che abbiamo visto esposte.
La mostra Bottura-Milazzo è costata 600 mila euro, una cifra enorme rispetto a quello che viene mostrato in una collettiva che mischia in modo sconfusionato diversi generi artistici dal  concettualismo al neo-pop, dal superkitsch all’ arte povera all’immancabile transavanguardia, dall’ astrattismo all’iperrealismo.
600 mila euro per una mostra costretta in spazi non adatti. Il locali della manifattura che lo sceriffo ha voluto affittare non sono idonei per una mostra che contiene anche opere di notevole dimensione che avrebbero bisogno di spazio, di respiro e di aria per essere osservate. Gli spazi della manifattura sono piccoli e tutto risulta immediatamente compresso come in un mazazzino. Il curatore Milazzo non l’ha notato oppure la confusione visiva è parte della messa in scena ?

La prossima mostra facciamola realizzare ai cittadini, fuori dagli spazi deputati, direttamente nella città, distribuita nei luoghi pubblici, nell’atrio del Policlinico, nell’Ufficio postale del centro, nelle vetrine dei negozi, nella sede di Equitalia, lungo lo scalone del Comune, nelle sedi di quartiere, alla Rotonda, nei bruttissimi nuovi quartieri di periferia senza servizi, senza negozi e senza vita. Facciamola realizzare ai cittadini nei gruppi e nelle pagine di Facebook.
Decida il sindaco quale contributo economico può assegnare ad una idea come questa.
La cosa importante è che non ci proponga Milazzo come curatore dell’iniziativa perchè saremmo costretti a rispondere che abbiamo già dato, che ci ha fregato una volta e di conseguenza non può pensare di fregarci la seconda.


Nella mostra che abbiamo visto abbiamo notato i soliti errori plateali commessi in modo compulsivo in quasi tutte le esposizioni.
Le opere da una parte e i cartellini didascalici dall’altra, collocati a grappolo in modo da rendere quasi impossibile il collegamento tra titolo e autore dell’opera e l’opera stessa.
DSC04948Abbiamo visto cartellini con le informazioni collocati per terra per poter essere letti accovacciati in posizione comoda e rilassata

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Abbiamo visto opere collocate a 3 metri di altezza, probabilmente per una visione contemplativa a mani giunte (il cartellino didascalico era appesa a 70 cm da terra nella parte di fronte. 

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Abbiamo visto la solita illuminazione con faretti diretti che in alcuni casi creano bagliori di luce sull’opera esposta modificandone e infastidendone la percezione.

DSC04959Abbiamo letto descrizioni alla Vanna Marchi, parole in libertà organizzate sintatticamente con un logica da strapazzo che fa casualmente fa rima con Milazzo.

Abbiamo visto quello che non avremmo mai voluto vedere, una initile e insignificante provocazionne che forse andrebbe rimossa dalla mostra, come è stato fatto per un’altra opera simile al MAXXI di Roma,  e contestualmente sarebbe da dimezzare il compenso di Milazzo che in questo caso fa rima con l’oggetto esposto.
DSC04962Abbiamo notato il solito vecchio modo aristocratico di proporre arte alla gente, una modalità finalizzare a far pensare “sarò io che non me ne intendo” oppure “a fare quello ci riesco anch’io”, pensieri entrambi sbagliati ma che hanno lo scopo di mantere l’arte o anche la più grande cagata su un piedistallo inaccessibile.

La prossima volta la mostra la facciamo noi.
Dipingete qualsiasi cosa su qualunque suporto vi capiti tra le mani, un tovagliolo, una tela, un lenzuolo, un pezzo di carta, biancheria intima vostra o di altri, dipingete però senza pensare, quello che viene viene, al significato da scrivere sul cartellino ci pensiamo dopo, al catalogo pure. Un Milazzo qualsiasi riusciamo a trovarlo anche noi,

Fotografate le vostre opere originali e mandatele alla nostra redazione, modenacome@gmail.com, vi promettiamo con le modalità indicate sopra la più grande mostra mai realizzata.
Una cosa è certa: sarà un successo.

Gabriele Morelli

Gabriele Morelli

Social media Manager at GMComunicazione
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