Baggiovara, la manutenzione viene pagata due volte

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«L’intervento all’Ospedale di Baggiovara poteva essere risolto in garanzia a carico dell’impresa CMB, senza gravare sulla spesa pubblica per 1,8 milioni di euro. La collettività in questo modo sarà costretta a pagare due volte».

È uno dei punti dell’interrogazione depositata dal gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Modena, sul caso degli impianti idrici dell’Ospedale di Baggiovara, da rifare a seguito di trattamenti termici disinfettanti.

«A soli 10 anni dall’inaugurazione, avvenuta il 2 giugno 2005, nel Nuovo Ospedale Civile S. Agostino-Estense a Baggiovara si è reso necessario un costoso intervento da 1,8 milioni di euro per il rifacimento dell’impianto idrico. L’Ausl Modena ha spiegato che la causa del danneggiamento potrebbe essere dovuta a seguito dei ripetuti interventi di “iperclorazione” e “shock termico” effettuati negli anni passati per combattere la legionella. Interventi previsti ovunque e che tutte le strutture svolgono. Ma a questo punto è doveroso fare qualche passo indietro. La costruzione dell’Ospedale di Baggiovara porta la firma del colosso cooperativo CMB Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi, responsabile dell’intera filiera del processo di progettazione, costruzione e manutenzione dell’ospedale, manutenzione che effettua ininterrottamente dal 2005 sino ad oggi. Vien da chiedersi: perchè si è aspettato sino ad oggi, non appena scaduto il termine decennale di garanzia previsto dalla legge, per finanziare con fondi pubblici un intervento che poteva essere tranquillamente posto a carico dell’impresa costruttrice?


Se gli interventi di “iperclorazione” e “shock termico” rientrano nei protocolli di igiene ospedaliera previsti anche nelle linee guida della Regione Emilia-Romagna, e diffusamente utilizzate in tutti gli ospedali per la prevenzione dalla legionella, non si comprende perché gli impianti dell’Ospedale di Baggiovara non siano stati progettati in maniera tale da poter resistere adeguatamente alle azioni di disinfestazione effettuate, al punto che dopo solo 10 anni debbono essere totalmente rifatti. Anche l’Ospedale di Sassuolo è stato inaugurato nel 2005, ma non si ha notizia di analoghi problemi alle reti idriche. I trattamenti anti legionella sono disciplinati da linee guida regionali e valgono quindi per tutti gli ospedali pubblici e privati. Quali sono le condizioni degli impianti idrici dell’Ospedale Policlinico di Modena e di tutti gli altri ospedali pubblici della provincia?», domanda in conclusione il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle Modena.