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Modenamoremio, strafinanziata per vegliare il cadavere del Centro storico che hanno ucciso. News 

Modenamoremio, strafinanziata per vegliare il cadavere del Centro storico che hanno ucciso.

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Il 13 ottobre scorso Prima Pagina ha pubblicato un lungo e argomentato articolo, a firma Giuseppe Leonelli, sugli assurdi finanziamenti all’associazione Modenamoremio. Nessuno se l’è filato. I servitori della stampa locale, a partire dalla Gazzetta di Modena, hanno fatto finta di nulla. Non conosco lo stato d’animo di Leonelli di fronte a questo schifo, ma conosco il mio. Il potere, anche quello locale, è in grado, e ne fa mostra o mostre tutti i giorni, di distribuire favori e privilegi a tutti, anche ai giornali. I camerieri della carta stampata locale quasi sempre tacciono: annacquano o smussano; o servono in tavola nella mensa della locanda comunale sempre pronti a interpretare i desideri del non stellato chef fananese.

E’ come se Modena avesse una zecca che stampa denaro. Il sindaco, è notizia di questi giorni, ha speso 100mila euro all’Expo. Ne spenderà 70mila in divertimenti di piazza a Capodanno. Ma quello che lascia interdetti è che ne ha speso 223mila per finanziare l’associazione Modenamoremio. Più questa benemerita, si fa per dire, ne riceve anche altri. Ad esempio ne ha avuti 80mila per la mostra “contaminazioni”. E questo dice che qualche contaminato in giro c’è davvero.
Del finanziamento di circa 440milioni di vecchie lire ne ha dato notizia soltanto Prima Pagina con un articolo di Giuseppe Leonelli. Il finanziamento erogato, e la partecipazione del Comune all’associazione Modenamoremio investe una palese contraddizione politica, etica e di costume, con i principi dell’ex Pci. Partito del sindaco Muzzarelli che ne ha seguito tutte le trasformazioni. Ciò porta ad alcune considerazioni sul sindaco e il suo partito. Il borgomastro modenese, è diplomato in ragioneria e non figura in nessun ordine professionale. E’un bancario in aspettativa. Da giovane si è legato al Pci e per 10 anni ha fatto il sindaco di Fanano. Poi il segretario della federazione comunista modenese Werther Cigarini, lo ha chiamato a ricoprire l’incarico di assessore in Provincia. Quindi assessore regionale e ora sindaco.

Le banche di soldi ne incassano tanti ma sono pochi quelli che decidono come e dove spenderli. Muzzarelli da sindaco ha una possibilità che in banca difficilmente avrebbe avuto. Può decidere, magari nel corso di una serata all’osteria, a chi assegnare cifre milionarie. E’ pur vero che ci sono le regole, ma da noi non manca mai la possibilità di interpretarle. E in certi casi di aggirarle restando nella legalità. E’ un privilegio della politica. A proposito di regole, nel novembre del 1968, poco dopo l’invasione sovietica della Cecoslovacchia (i carri armati entrarono a Praga nella notte tra il 20 e il 21 agosto), andai con alcuni amici per un mese a Karlovy Vary. Allora eravamo comunisti. Tutto era nazionalizzato. Anche il barbiere. Regnava l’uguaglianza, ma qualcuno era più uguale degli altri. Nessuno possedeva nulla. Il problema non era il possesso dei beni, bensì l’utilizzo. La dacia era dello Stato ma l’avevano in uso i dirigenti di partito. L’auto con autista, pure. Le scuole migliori erano riservate ai figli dei dirigenti. Così per le cliniche migliori. La differenza di classe era evidente dappertutto. Però, tutti avevano un lavoro. Tutti avevano una casa, anche se in buona parte in coabitazione. Tutti avevano accesso all’istruzione. Stiamo parlando di cose serie: casa, lavoro, sanità, istruzione. Nessuno era escluso da questi fondamentali diritti. Tra i diritti era escluso per tutti quello della libertà.


Al ritorno non rinnovai la tessera del Pci. Al partito non hanno perso nulla e io sono stato bene con me stesso. Fu il crollo di un’illusione. Malgrado tutto ho sempre mantenuto rispetto, e in certi casi apprezzamento, per alcuni comunisti. Tra questi gli ex sindaci Alfeo Corassori, Rubes Triva, Germano Bulgarelli, e per alcuni dirigenti politici come Werther Cigarini, Lanfranco Turci, Luciano Guerzoni. Per dirla con Matteo Renzi quando cita Totò (un tempo citavano Gramsci) non sono mai stato contro la sinistra a prescindere. Sono contro la strafottenza della mediocrità e le scelte clientelari sostenute con arroganza: mi riferisco a quelle dei vari Sitta prima e dei Muzzarelli oggi.
Giuseppe Leonelli ha dedicato tutta una pagina agli assurdi dell’associazione Modenamoremio e nessun altro giornale ha ripreso i dati riportati. Qui va tutto bene. Sempre. Qualche marginale osservazione (per non dare troppo nell’occhio) ogni tanto si legge, ma sempre espressa con ‘Judicio’.
Il partito comunista che ha formato i vari Muzzarelli, e che ha preso oggi il nome di Pd, ha urlato per anni nelle piazze contro i privilegi, contro i raccomandati e i favoritismi. Ha esaltato i diritti dei giovani e la necessità che essi hanno di trovare un lavoro. Ha biasimato chi attraverso le famiglie o le conoscenze riusciva a scavalcare chi non aveva protettori.

Siamo all’assurdo che il Comune dopo aver messo in pensione una dipendente, la retribuisce ancora indirettamente finanziando questa sua specie di azienda partecipata dal nome Modenamoremio. Sono sicuramente molti quelli che hanno votato Muzzarelli e che hanno figli in cerca di lavoro: saranno lieti di sapere che la signora direttrice di questa associazione, prende da anni denaro extra pensione per decine di migliaia di euro. Ovviamente alla faccia dei tanti giovani disoccupati.
L’associazione Modenamoremio nei fatti non serve a nulla. Dovrebbe vitalizzare il centro storico. Impresa impossibile. Siamo all’assurdo che gli stessi che lo hanno ucciso adesso finanziano un’associazione per rianimarlo. L’amministrazione ha fatto una politica che ha dissanguato i commercianti circondando la città di supermercati. Non facendo i parcheggi e altro ancora. Oggi da soldi a un’associazione per tenerli in vita artificialmente e continuare a spremerli con tasse di tutti i tipi.
E’ come se Dracula per continuare a nutrirsi finanziasse l’Avis.
Ho un immobile e un ufficio in centro e non parlo per sentito dire. Per le attività commerciali lo hanno ucciso. Le norme di accesso, anche per chi ha delle attività, consentono con difficoltà di avvicinarsi a un cadavere a cui il Comune ha prescritto “illacrimata sepoltura”.

Adriano Primo Baldi

Gabriele Morelli

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Social media Manager at GMComunicazione
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