Uno schiaffone all’arroganza del potere

sant'agostino

Un sonoro schiaffone si è abbattuto sul Comune e sulla Fondazione Cassa si Rirparmio.
Il Tar ha accolto in pieno il ricorso presemntato da Italia Nostra riguardante il progetto Sant’Agostino.
Negli ultimi anni è la seconda volta che il potere politico economico locale viene stoppato con schiaffoni decisi, ora da parte di un tribunale amministrativo prima da parte della magistratura ordinaria per la poco edificante vicenda dei chioschi bulgari nel Parco delle Rimembranze.
In entrambi i casi sono presenti illeciti che violano gli stessi regolamenti comunali, una arroganza unica nel voler a testa bassa, contro ogni logica e qualità progettuale, portare a termine progetti non condivisi con la città, pesanti sul piano ambientale, privi di contenuti.
In entrambi i casi Modena si è divisa tra sostenitori e difensori d’ufficio dell’amministrazione comunale e delle sue commistioni con il potere eeconomico e cittadini critici su progetti con forti tratti di balordaggine e inutilità.
Occorre affermarlo con forza, progetti di tale portata non possono più essere realizzati contro il volere dei cittadini.
Non siamo più e non voglisamo tornare indietro ai tempi dei sindaci che ottenevano l’approvazione ai loro piani urbanistici direttamente in Piazza Grande per acclamazione.
In quel modo hanno costruito periferie devastanti con soluzioni abitative popolari ma sbagliate, in quel modo hanno ampiamente favorito la grande distribuzione, hanno fatto morire il commercio di prossimità e iniziato la devastazione della città.
La sentenza del Tar che noi abbiamo salutato con un applauso deve fare aprire gli occhi a tutti definitivamente per procedere da ora in poi in modo deciso verso il cambiamento.
Ci devono essere concorsi di idee, consultazioni online, sondaggi, consultazioni referendarie, il parere dei cittadini non può in nessun caso e mai più essere ignorato.
Conosciamo la caparbia arroganza di certi amministratori, abbiamo visto i disastri delle amministrazioni Pighi-Sitta, ora è il momento di dare spessore e visibilità al pensiero e alle esigenze dei cittadini.
Chi continua a difendere l’operato di amministratori che giocano con scaltrezza sospetta tra le normative e i regolamenti sperando che nessuno se ne accorga, sappia che in questo modo si mette dalla parte dell’illegalità.