“Era già scritto sui libri del destino, che qui altro non sono che i libri del regime”

piazza roma

“Era già scritto sui libri del destino, che qui altro non sono che i libri del regime”.

Il sindaco Gian Carlo Muzzarelli andrà a inaugurare piazza Roma, finalmente liberata dalle auto. A maggio 2013 si è svolto un dibattito in Consiglio comunale sulla pedonalizzazione. Ora si festeggia il risultato di quel voto. La piazza ha ritrovato la sua vera natura di luogo d’incontro finalizzato alla soddisfazione di esigenze comuni. Un luogo attorno al quale si possono determinare funzioni utili all’insieme della società e agli incontri di tutti i ceti sociali. Piazza Roma si è finalmente liberata da quell’accozzaglia di lamiere che facevano violenza al Palazzo Ducale. Ma c’è un però. E non è di poco conto. Per arrivare a questa decisione sono passati attraverso la farsa. Come sempre. Chiamarono a discutere i rappresentanti delle diverse categorie, e in seguito, con apposita seduta, vi fu un dibattito in consiglio comunale. Andai ad ascoltarli.

Mi venne in mente il famoso processo di Burgos che si svolse nella Spagna di Francisco Franco il 4 dicembre 1970. L’inviato dell’Unità di allora, il bravissimo Guido Nozzoli, a proposito di una sentenza scontata di condanna, iniziò l’articolo così: “Era già scritto sui libri del destino che qui altro non sono che i libri del regime”. L’esito del dibattito su piazza Roma era anch’esso già scritto sui libri del destino e mise in evidenza che c’era da temere per la perdita del parcheggio senza adeguate alternative; e c’era da temere del colpo di grazia che avrebbe subito il centro storico. Ricordate Giocchino Murat? “Mirate al cuore, salvate il viso”. La bellezza del volto deIl’agorà è salvo. Hanno mirato al cuore della polis.

Chiunque poteva capire che da quel consiglio comunale c’era da temere del loro parlare di democrazia e di tavoli di confronto; del loro parlare d’ascolto dei cittadini e delle categorie di rappresentanza; che c’era da temere l’ipocrisia di chi voleva far credere di tenderti la mano per portarti poi in un’imboscata; che c’era da temere il fatto che una ragazzotta Pd, con un foglietto davanti, si mettesse a leggere un demenziale compitino come facevano le giovani Balilla, affermando: “ascoltiamo il parere di tutti ma non torniamo indietro”. C’era da temere che l’allora capogruppo Pd Michele Andreana, si mettesse a chiedere il contributo di ognuno per migliorare un progetto (già totalmente deciso) dicendo che si trattava di scelte che dovevano nascere con il concorso di tutti.

In San Giovanni, dove ha sede l’Usl, potevano fare un parcheggio interrato e a silos con il sottopasso a Canalgrande rendendo possibile un percorso coperto dai portici, che poteva servire tutta la città: da via Emilia a Canalino a Canalchiaro etc. Pare invece che prima o poi venga trasformata in uffici e appartamenti. Il centro storico l’hanno ucciso ormai da trent’anni per far nascere potenti Coop nelle periferie. Poi alle coop hanno aggiunto società speculative del tipo “Modena Parcheggi”. “La coop sei tu”. E’ un marchio biologico, genetico, molecolare. Il centro è ormai ridotto a un lazzaretto il cui funerale è stato celebrato da tempo. Non c’è da aver paura che uccidano ciò che già hanno sepolto. Senza parcheggi molti negozi del centro non potevano vivere. L’auspicio è che i soprusi che compiono a danno degli esercenti servono almeno a smascherarli nel loro aspetto di finti democratici. E’ un vizietto che hanno da sempre quello di decidere e poi chiamare i cittadini al confronto. Muzzarelli lo dice sempre: parleremo con la gente. Lo fanno solo dopo aver deciso.

Riservare ai pedoni la piazza, anche senza aver prima fatto i parcheggi, era nel loro programma elettorale. I politicanti della sinistra modenese del lavoro dei negozianti se ne fregano. Campano di chiacchiere e di denaro pubblico. Incluso quello delle tasse delle loro vittime.
Gli esercenti di tutte le età volevano al 100% la piazza liberata dalle auto solo dopo aver fatto i parcheggi. La città li aspetta da oltre trent’anni. Interrati e a silos. Piazza Roma, costata più di 2milioni di euro, sembra studiata per gli adolescenti che, data l’età, non necessitano di panchine in legno con schienali. Quelle messe a forma di fagiolo sono di marmo, e gli anziani, a parte i mesi estivi, le useranno con l’ausilio dell’aspirina. Trasmettono il freddo per via reumatica in modo diretto dal fondoschiena al cavo orale. La gente in età avanzata in una città turistica non è bella da vedere. Meglio evitare che vi sostino troppo a lungo.

Muzzarelli vuol trasformare la piazza in un luogo di animazione culturale. Temo invece che diventi un luogo di sagra permanente con “contaminazioni” di cultura Equus/Kulan, oggi così di moda in municipio. Dalla vendita di Hera e Farmacie il sindaco ha ricavato 12milioni di euro. Non si può escludere che con qualche riunione all’Osteria Francescana li spenda in “cultura” al Mata e con Modenamoremio. Il livello è quello. Per fare cassa potrebbe trasformare la Ghirlandina e il Teatro Comunale in una proprietà pubblico-privato: sarebbe una figata, tanto per dirla nel linguaggio giovanile. Con il ricavato avrebbe la possibilità di investire qualche soldo in parcheggi. Quello al Novi Sad è vicino a piazza Roma, ma per sua natura e per il contesto che lo circonda non potrà mai servire alle attività commerciali del centro storico: sempre che non ne ridisegnino una parte da dare in gestione a Bottura, Mazzoli, Miana, Panini, per mostre e spettacoli, e far diventare il Novi Sad una specie di “Mata” o Mattanza due.

Adriano Primo Baldi