La fascia tricolore

luminarie

 
di Adriano Primo Baldi

Il sindaco in fascia tricolore, accompagnato dalle note della banda musicale, ha inaugurato il passaggio dalla candela alla lanterna; e dalla lanterna alla luce elettrica. Ha messo un dito sull’interruttore e in un colpo solo ha acceso le luminarie di Natale. “I Mazziniani piangevano”.

La metafisica del nulla fa capolinea in Piazza Grande. Arriva con il trenino di Natale pilotato dall’associazione Modenamoremio. Domenica scorsa il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, è sceso in Piazza avvolto nella fascia tricolore. Accolto dalla Banda Musicale, si è fatto largo con passo solenne tra i curiosi. La solennità del momento ha trattenuto gli astanti col fiato sospeso. Siamo nel centesimo anniversario della prima guerra mondiale. Un conflitto mai visto prima. Migliaia di morti. Quasi tutti i paesi del continente rovinosamente coinvolti. Fu una tragedia planetaria. Un grande lutto collettivo.
A cent’anni di distanza il sindaco Muzzarelli, indossando il tricolore, “alle cinque della sera”, si prepara – almeno pensi – a rievocare l’evento per far comprendere ai cittadini lo sviluppo e il significato che quel tragico evento ha avuto per l’Europa attuale. Sono momenti in cui rimuovi le contrapposizioni. Non pensi più se il sindaco ha fatto bene o male a vendere le azioni di Hera; delle Farmacie; se ha capito che ricorrere a una sentenza che gli ha dato torto sul progetto Sant’Agostino era giusto o penoso; se la nomina di Vanni Bulgarelli all’azienda trasporti è una vergogna; se l’assenza di parcheggi ha distrutto le attività commerciali del centro storico; se le dichiarazioni della sua assessora Anna Maria Vandelli, sono più adatte a una città della Beciuania che alla città di Modena dove “tutto diventa arte”. Flatulenze incluse.


Vedi la Banda musicale e la fascia tricolore. Ti basta. Ti accingi a metterti sull’attenti in segno di rispetto. Pronto ad ascoltare parole di monito verso le tragedie che ancora oggi insanguinano l’Europa. Guardi il tricolore che indossa e senti l’orgoglio dell’appartenenza. Ogni sua parola prescinde dal nome di chi la pronuncia: è il tuo sindaco. E’ il primo cittadino. E’ colui che la città ha votato ad amministrarti e a rappresentarti. Ti senti orgoglioso e gratificato dalla vista dei colori che indossa e dalla vista di quei musicisti ai quali perdoni ogni tipo di dissonanza musicale. A un certo punto però ti accorgi che tutto quello che hai pensato non c’entra nulla. La Banda musicale e il tricolore sono lì per testimoniare un reverenziale atto di omaggio al Natale modenese per l’agonizzante centro storico. Al posto degli inni patriottici risuoneranno, a onore del grande abete di circa 12 metri fatto apposta venire dall’Appennino, e più precisamente da Fanano (patria del sindaco), le canzoni della sua infanzia “Vecchio scarpone”, “Si va sulla montagna”, “La bella montanara”. Ti commuovi ugualmente, ma ti chiedi se la fascia tricolore sia da indossare con tanta disinvoltura.

Ti chiedi se questo modo di ostentarla sia opportuno. Ti chiedi se non ci sia tra i tanti “cortigiani” e “beneficiati comunali”, almeno uno, uno solo, che gli ricordi che Modena non è Fanano. Che Modena ha poco a che fare con il suo paesello di provenienza. La stessa fascia tricolore che ha indossato all’inaugurazione della mostra “Contaminazioni” prodotta da Modenamoremio, lo ha già reso ridicolo una volta. Speri quindi che qualcuno gli dica che non è il caso di insistere indossandola per accendere le luminarie di Natale. Gli va spiegato che un colpo di tamburo per l’accensione delle luminarie, non è assimilabile al colpo di cannone sparato sul fiume Neva a San Pietroburgo dall’incrociatore Aurora. Fu nel 1917 l’inizio della rivoluzione d’ottobre con l’assalto al Palazzo d’Inverno. Non c’è paragone. Qualcuno che spieghi a Muzzarelli la differenza tra esibizionismo provinciale e cultura, si spera che anche in Comune salti fuori. E a proposito di cultura va convinto che questa non si fa con materiale di scarto, o con bidonate economiche, ma con scelte oculate e competenti.

L’art. 50 comma 12 del D. Lgs. 267/2000 definisce la fascia tricolore come: “distintivo del Sindaco, unitamente allo stemma della Repubblica Italiana. Supera la funzione di un semplice ornamento, perché dotato di specifici significati, e per tali ragioni non avulso da un uso mirato ed opportuno”. La fascia tricolore, quindi, non va “contaminata” ma indossata con giudizio. Avanti di questo passo c’è il rischio che il sindaco si presenti avvolto nel tricolore anche all’inaugurazione dei condomini liberati dai servizi di Modena Spurgo. E non sarebbe il caso!

Adriano Primo Baldi