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pd crisi

E’ indelicato e imprudente intervenire sulle rogne altrui. Tutti ne hanno. Ognuno pensi a grattare le proprie, si potrebbe dire. Però il PD nazionale e locale è investito da uno tsunami che è impossibile riuscire a minimizzare, malgrado gli sforzi di tutti i suoi addetti. Qualcuno afferma che è “un partito spaventato dalle idee”. Qualcuno prova ad alzare il livello della discussione, ma il difetto sta proprio nelle idee, confuse, fuori dalla realtà, spesso inconciliabili tra loro.
Il PD è incartato su se stesso, perso nell’affermazione “tafazziana” dei vari populismi, dall’accoglienza indiscriminata al buonismo sfrenato. Considera l’insicurezza e la paura crescenti “percezioni”, al più dei “sentiment”.


Rinnega l’identità e le tradizioni nazionali e regala per voti la cittadinanza a chiunque, facendo del nostro Paese una terra di nessuno, sicuramente non più nostra. Insomma sta affogando nei gorghi insidiosi della continua disperata difesa di ogni richiesta libertaria, assillato dal terrore di essere scavalcato a sinistra. Ha smarrito il senso dell’oggi e si è fatto disattento alle esigenze e paure crescenti della gente comune. Oggi, al suo interno ci offre un desolante spettacolo della confusione del tutto contro tutti.

E’ la fine dell’impero? I segnali ci sono tutti. Basta leggerli. Non è un caso che la crisi nel PD avvenga in concomitanza con quella delle cooperative rosse. Costrette ad associarsi per salvare il salvabile, ma in via di smantellamento, divorate oltre che dall’esterno, anche e soprattutto da dirigenti incapaci e affamati. Pd e mondo della cooperazione sono da sempre un tutt’uno. Legati mani, piedi e portafoglio. E tutti sanno che quando vengono a meno i quattrini anche le famiglie apparentemente più solide si sgretolano.

Sono rose che non potranno che fiorire ad aprile/maggio al tempo delle elezioni amministrative. Intanto in Francia sono già fiorite anche in autunno. Così gira il mondo: si veda, sempre ieri, il Venezuela.

Sarà il definitivo declino della sinistra? E’ possibile. In ogni caso lo stato confusionario e di panico che lacera il PD è destinato ad aumentare nel prossimo futuro. Ne vedremo delle belle.

Giuseppe Pellacani

 


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