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Quel baraccone da festa dell’unità News 

Quel baraccone da festa dell’unità

piazza roma

di Adriano Primo Baldi

La cultura a Modena: grandi mostre al Palazzo Ducale dentro e fuori.
Il programma è iniziato con cotechini e zamponi a cura di Massimo Bottura. Così, tanto per farci riconoscere.

E’ una malattia. Non c’è dubbio. Se il Consiglio comunale obbligasse il sindaco Gian Carlo Muzzarelli a un esame medico, verrebbe dichiarato affetto da un disturbo, peraltro comune al gruppo di maggioranza, della vista. Si tratta dell’incapacità di mettere a fuoco immagini antiestetiche. Approfonditi studi hanno accertato che in molti casi la malattia è prodotta “da incapacità del giudizio”. Gli articoli 30 e 31 della legge sulla stampa del 31 luglio 1981, consentono la critica e puniscono la diffamazione. Lo dico per far sapere che sono consapevole della differenza tra critica e offesa, e come ho avuto modo di dire recentemente all’ex sindaco Giorgio Pighi, citando Erasmo da Rotterdam, ho sempre “voluto ammonire non offendere, giovare al costume degli uomini, non nuocere loro”.
La scorsa settimana sono stato invitato, con garbo, a non fare ulteriori attacchi al sindaco. Attacchi che potrebbero indirettamente nuocere un amico per il solo fatto di non disconoscermi. Ovviamente accolgo l’invito e da questo momento sospendo gli attacchi. Sia pure continuando a dire il vero come ho sempre fatto e della qual cosa non mi pento. Ma come scrive Torquato Accetto: “… amando come sempre la verità, procurerò nel rimanente de’ miei giorni di vagheggiarla con minor pericolo”. Almeno per non creare problemi a miei amici che hanno rapporti con sostenitori del sindaco ai quali non sono gradito. Voglio precisare che scrivo quasi sempre di persone che conosco poco e che solo qualche volta le ho incontrate. Non ho verso di loro né odio né rancore. Sono persone che seguo sui giornali; che conosco per il loro modo di amministrare che identifico spesso in malcostume sociale.


Muzzarelli sa che certe critiche che da più parti ha subito sono il risultato delle difese di alcuni suoi incauti cortigiani. Quando all’inizio parlavo di difetto della vista e di incapacità del giudizio, mi riferivo, almeno in questo caso, a quella specie di baraccone da festa dell’Unità che il sindaco ha allestito nella rinnovata piazza Roma, costata ai cittadini 1milione200mila euro. Si è trattato di un allestimento della durata di due giorni per una manifestazione, con Massimo Bottura, inneggiante al cotechino. Poco tempo fa scrissi che con Muzzarelli la piazza avrebbe ospitato sagre paesane in permanenza. Facile intuizione. Cotechini e zamponi sono importanti per la nostra tradizione e per la nostra economia, ma non meno valore hanno le piazze. Il Palazzo ducale, arredato con la foto di Bottura che inneggia al cotechino è una scelta da cotechini. Per queste “sfanfarate” c’è il Novi Sad. Mi sa che dovremo fare gli anticorpi al provincialismo Fananense.

Piazza Roma va valorizzata perché ricca di bellezza e storia. Occorrono accordi con la dirigenza dell’Accademia militare per la realizzazione di grandi iniziative di carattere culturale capaci di richiamare l’interesse nazionale e non solo. Bisogna favorire la possibilità di visite agli affreschi che contiene, alle collezioni d’arte, di libri e di armi raccolte dai duchi D’Este, senza dover passare per atmosfere di rumorose sagre. I cotechini di Bottura hanno come sede naturale il ristorante. In esterno, va benissimo il Novi Sad. La statua di Ciro Menotti, condannato a morte dal duca Francesco IV, volge lo sguardo al Palazzo ducale tenendo in mano la bandiera, non un cotechino. La presenza a Modena di cittadini immigrati, regolari e irregolari, fa di noi una città multietnica. Questo dice che forse passeremo a concorsi e sagre di salcicce turinge, feta greca, pomodorini spagnoli, sushi giapponese, kebab turco e altro ancora. Al posto del suono delle bande militari del soppresso Festival internazionale che per vent’anni ha animato la piazza, avremo i cori delle tradizioni che accompagnano i cibi delle nuove sagre.

Se il sindaco di Roma usasse il metodo Muzzarelli destinerebbe piazza Montecitorio e piazza Colonna a sagre e concorsi di porchetta di Ariccia, trippa de Roma e bucatini alla amatriciana, da cucinare davanti a Palazzo Chigi. Noi siamo modenesi ma anche italiani, alle elezioni politiche potremmo esportare Muzzarelli a Roma, ma tenerlo qui è il male minore.

Adriano Primo Baldi


Gabriele Morelli

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Social media Manager at GMComunicazione
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