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cavallo di paladino

La domanda giusta da porsi non è tanto se il Comune debba comprare il cavallo o se l gallerista Mazzoli lo possa regalare alla città, ma la domanda fondamentale è “perchè dovrebbe rimanere a Modena ?”
Sull’ipotesi spero improbabile di un acquisto da parte del comune non esiterei ad organizzare immediatamente una raccolta di firme ed una chiamata all’iniziativa della sonnolenta opposizione.
Sull’eventualità che Mazzoli decida di regalarlo, la prima considerazione che mi viene in mente è “sai che regalo!”
Ritengo che Paladino, artista non particolarmente interessante, abbia già fatto perdere alla città troppo tempo. Abbiamo dimenticato le discussioni sul telo che per anni ha coperto la Ghirlandina ? Quelle figure geometricamente inutili, quel telo che una volta smontato ha sollecitato anche in assessori comunali le peggiori ipotesi di riutilizzo ? Dall’individuazione di un luogo per conservarlo come un’opera preziosa, all’idea di tagliarlo a pezzi e venderlo ai cittadini bramosi di conservarne a casa propria almeno una strisciolina ? Alla fine ha avuto pietosa sepoltura in un magazzino comunale.
Ora si ripropone analogo dilemma. Cosa ci facciamo con il quadrupede messo su un piedistallo ?
Non ci sarebbe nemmeno bisogno di invitare il gallerista Mazzoli a venirselo a prendere per riportarlo dov’era prima.
E’ scontato che se ne debba andare. La cultura a Modena ha già dato ampiamente sia a Mazzoli che a Paladino.
Per quali motivi ?
Innanzitutto è collocato al MATA per i motivi che conosciamo legati all’organizzazione della mostra “il manichino della storia”.
Bene il MATA non esiste, è un luogo virtuale, non pubblico – inteso come bene pubblico, inventato affittato da Muzzarelli per 6 anni, utilizzato per la mostra e come favore agli sponsor che si sono attivati durante la campagna elettorale.
Può essere che il MATA per ragioni contingenti si esaurisca al termine del contratto di affitto oppure per ragioni diverse anche prima.
Che facciamo allora, diamo il via ad una nuova discussione su dove collocare il quadrupede ?
Modena ha già dato.


Secondariamente, ma non troppo, non si tratta di un’opera eccellente ma di un prodotto industriale che si può quasi comprare alla coop, 3×2 o via internet. E’ un prodotto seriale collocato già in altre città.
Quanti sono? Cinquanta?
Perchè anche a Modena ?
Altro motivo per cui è gradito il suo ritorno al maneggio è dato dall’essere diventato il simbolo di un flop annunciato, la mostra ormai è certo ha raccolto poco interesse e pochi visitatori, il simbolo di un modo di procedere poco attento alla trasparenza, quasi per niente competente.
La cultura a Modena penso abbia o dovrebbe avere contenuti più interessanti su cui dibattere ed elaborare progetti che non perdersi ancora una volta a discutere sulle opere di Paladino.
Qualcuno suggerisce che il gallerista Mazzoli potrebbe regalarlo per sdebitarsi con una città dalla quale fino ad oggi ha preso a mani basse, vedi l’ultima mostra privata realizzata al MATA con soldi pubblici, senza mai dare niente.
Ci sono tanti modi per farlo, ad esempio quello di contribuire fattivamente a riempire un vuoto e cioè la promozione con strumenti adeguati, anche finanziari, di tanti artisti modenesi o comunque presenti sul territorio, che non trovano spazio e promozione, di contribuire alla diffusione del sapere artistico con iniziative appositamente progettate per essere distribuite sui social network.
Vorremmo evitare infine che attraverso una eventuale donazione del quadrupede, il cui elemento più interessante è il basamento, frutto di una pregevole manualità artigiana, si avviasse un processo di beatificazione del gallerista e per estensione di Paladino.
Più che una donazione potrebbe essere un dispetto.


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