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Modena, i regali della Befana: il Cavallo e il MaTa

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«Muzzarelli continua ad investire soldi pubblici per il luogo privato MaTa. Ci batteremo per un 2016 all’insegna di una reale progettualità al servizio dei cittadini, sulla cultura e non solo»
 
 «Il Sindaco Muzzarelli ha vietato i botti per capodanno, ma a leggere ciò che sta venendo avanti in Comune sul tema della cultura pare che i fuochi d’artificio siano pronti. 
E, in conformità con l’ordinanza, sul patrimonio privato.
Avanti tutta con il nuovo, da poco attivo, spazio espositivo “MaTa“, con la costosissima collettiva internazionale; piccolo in quanto a dimensioni, in futuro sarà utilizzato per promuovere l’arte modenese e continuerà a esporre mostre di valore nazionale e internazionale.
Ma soprattutto sale la febbre per il Cavallo. 
Ecco la vera sorpresa di Natale! Siamo milionari e non lo sapevamo. È aperta la trattativa sul Cavallo di Modena, del maestro Domenico Paladino. È in vendita, così si legge da qualche parte. Viene in mente un altro cavallo, fu il regalo d’addio a degni avversari dopo dieci anni di combattimenti.
Ma quel telo che ricopriva la torre campanaria, la Ghirlandina, non l’aveva fatto sempre Paladino? Comprato è stato senz’altro… è da qualche parte ben piegato, in lista d’attesa per un posto. In attesa così come la direzione artistica della Galleria Civica, vacante ormai da un anno, in seguito allo scippo della Palazzina Vigarani destinata all’Expo 2015 per il “Villaggio del gusto”.


La Galleria sembra un’anatra zoppa, nonostante abbia un posto importante nella storia: è stata una fabbrica di promozione culturale e artistica capace di incentivare gli sviluppi economici e sociali, una modalità tutta nuova di fare cultura che ben presto conquistò la ribalta nazionale, diventandone il modello principe.
Per caso si è vinto un Superenalotto milionario? Allora ci sono i denari per le spese correnti della Civica e anche quelli per il MaTa, che costa 50mila euro l’anno (IVA esclusa). 
Ma se non siamo diventati milionari, questi denari dove li prendiamo? Perché se li abbiamo anche senza essere milionari, prima del Cavallo, prima del MaTa, viene la Galleria Civica, e non solo lei.
Si è festeggiato – si fa per dire – da poco il centenario della Prima Guerra Mondiale, e il Tempio Monumentale ai Caduti della Grande Guerra è chiuso, per colpa del terremoto del 2012.
Il Parco della Rimembranza? Sequestrato a seguito della costruzione poco regolare dei nuovi chioschi e abbandonato a se stesso.
Il Museo del Risorgimento da vent’anni giace dimenticato e indisturbato, come un bell’addormentato in attesa del bacio di una principessa. Ogni tanto qualche cimelio va però in trasferta presso altri Musei suoi fratelli, e a noi di Modena, se vogliamo veder qualcosa, ci tocca andare in gita.
Non è finita. Il Foto Museo Panini poverino è chiuso pure lui, per visitarlo occorre fissare un appuntamento. Sembra di andar dal dottore.
Cagionevole è dunque lo stato di salute della cultura modenese con tanti capitoli sospesi, e qualcosa in attesa di giudizio. Non c’è una visione generale di lungo periodo, ma solo un obiettivo a breve, quello di promuovere il MaTa, un luogo senza identità, senza storia, senza un passato di prestigio da utilizzare come giacimento prezioso di conoscenze, sapere, cultura.
La nostra città meriterebbe un organico piano culturale che possa fungere da valido supporto per ricerca, sperimentazione, contaminazione e innovazione artistica, in grado di influenzare e incrementare positivamente molti altri aspetti che concorrono per il futuro sviluppo di Modena.
Invece per la Befana arriverà forse un fiero destriero! E non tramite una donazione o un lascito, magari come conseguenza del tema del Festival Filosofia 2015, “Ereditare”, ma grazie all’ennesimo sostegno economico a un privato.
Prendendo spunto dalla cultura, verso la quale l’Amministrazione Muzzarelli pare aver dimenticato le origini e non avere un progetto di valorizzazione a lungo termine, anche per l’ambiente e i rifiuti, per la mobilità e il trasporto pubblico, per la sicurezza e lo sviluppo economico, per la scuola e l’innovazione auguriamo a voi concittadini e concittadine un 2016 con meno proclami e improvvisazione e una più concreta cura del territorio e delle relazioni sociali. 
E auguriamo a noi stessi di trovare sempre più cittadine e cittadini disposti ad impegnarsi per il bene della comunità tutta», conclude il Movimento 5 Stelle Modena. 
Modena in MOvimento
MoVimento 5 Stelle Modena


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