14 gennaio, ciao Gaetano

galligaetano

Ciao Gaetano, è passato un anno da quando sei andato avanti, da solo come ti piaceva dire in alcune occasioni. “Io vado da solo”
In quest’anno sono accaduti alcuni fatti nuovi, altri sono rimasti immobili quasi a testimoniare quando rimanga difficile a Modena portare avanti alcune battaglie di buon senso. Le stesse che hai sempre voluto fare tu.

Il Parco delle Rimembranze con le sue attrattive dei chioschi bulgari fa ancora bella mostra degli scheletri bloccati dalla magistratura. Il processo che vede imputati due assessori e due dirigenti comunali, processo che doveva iniziare a settembre è stato spostato, come spesso accade per un vizio procedurale, a marzo.

L’atteggiamento del Comune è quello di voler mantenere a tutti i costi il progetto originario quello che chioschi gastronomici con centinaia di coperti in modo da devastare completamente il parco e contemporaneamente fare concorrenza ai locali del centro storico. Niente di nuovo. Per mantenere questo folle progetto stanno facendo di tutto per arrivare alla prescrizione dei reati contestati, una piccola parte di quelli che tu con estrema perizia hai evidenziato nei tanti esposti presentati alla magistratura.

Se riescono ad arrivare alla prescrizione non devono abbattere gli scheletri di cemento armato e possono continuare lo scempio da dove è stato interrotto.

Noi ti raccontiamo queste cose, ma sicuramente le conosci meglio di noi. Lo facciamo per comunicare alla città che ci siamo e che continueremo come possiamo a difendere il parco.

Lo sta facendo in modo egregio, con continuità e dedizione il Comitato dei cittadini e residenti presieduto da Rita Del Vecchio. Cerchiamo di farlo noi a vario titolo e con gli strumenti che abbiamo.

Una cosa piacevole però possiamo raccontartela e riguarda il trenino dal quale saluti.

Per vari motivi di ordine burocratico e per altri legati all’idea di trasformare il Parco delle Rimembranze in una sorta di festa dell’unità permanente, ad un certo punto sembrava che il trenino, gioco storico in funzione da 50 anni, fosse diventato improvvisamente pericoloso e come tale dovesse essere fermato. Un grande interesse raccolto nell’opinione pubblica, una pagina aperta su Facebook che ha raccolto oltre 5200 adesioni, interviste e articoli vari, ricordi di cittadini che sul quel trenino sono andati e poi hanno portato figli e nipoti, hanno consentito di creare attenzione e pressione sull’argomento. Il trenino è salvo e dalla prossima estate sarà nuovamente in funzione.

In modo semplice ci teniamo anche a raccontarti che a metà novembre, avuta la conferma che il trenino sarebbe rimasto, un gruppo di persone ha chiesto alla Sig.a Mazzanti di fare una apertura straordinaria per un giro di festeggiamento. Le fotografie di quella mattina riportano la didascalia “omaggio a Gaetano Galli”

E’ con questo spirito che proviamo a continuare le tue battaglie, anche se – inutile dirlo – ci manca la tua competenza tecnica di altissimo livello e la tua determinazione.

In questa Modena che perde punti per la qualità della vita nella classifica delle città pubblicata annualmente, in cui il degrado avanza quotidianamente, in cui si assiste alla bocciatura di progetti nati vecchi, come nel caso del Sant’Agostino, in cui si discute di cavalli e di ronzini e mancano progetti culturali d’insieme, è impegnativo e difficile continuare a voler cambiare le cose, difendere l’ambiente, salvaguardare i beni culturali valorizzandoli in un progetto di città consapevolmente intelligente.

Potremmo raccontarti tante cose, tanti piccoli e grandi episodi accaduti in quest’anno. Chissà forse li conosci già. Ciao Gaetano.