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Maria Carafoli e la cultura: non si conoscono News 

Maria Carafoli e la cultura: non si conoscono

maria caafoli

di Adriano Primo Baldi

La pensionata comunale Maria Carafoli, direttrice dell’associazione Modenamoremio, e un certo Giampietro Cavazza (sempre in attesa che qualcuno gli comunichi che è assessore alla cultura), hanno presentato la Notte bianca, “Nessun Dorma” del 21 maggio 2016. Molta gente la notte più che bianca la passa in bianco per le angosce della precarietà in cui si trova. Il sindaco ne è consapevole, e come un imperatore dell’antica Roma, elargisce panem et circenses. La consulta delle associazioni è stata soppressa. Un altro modo per allontanare i cittadini dalle scelte. Sarà Modenamoremio e la sua direttrice, Maria Carafoli, ad avere un ruolo nelle scelte culturali per l’intossicante notte annunciata?


Una nota del Comune dice testualmente: “Modenamoremio è solo uno dei soggetti coinvolti, non l’unico con i quali si individueranno forme di collaborazione …” Alla presentazione, la dirigente ha informato che il partner di riferimento per valutare le collaborazioni sarà Modenamoremio. La nota del Comune non dice che non è vero e che non avrà nessuna parte nelle scelte. Afferma soltanto che: “Sarà comunale il nucleo di valutazione che esaminerà le proposte”. Giusto. Chi ne fa parte? Sarà un nucleo comunale perché al Comune fa capo. Una smentita vera sarebbe stata: “L’associazione della Carafoli e lei stessa non c’entrano nulla con le scelte di programma”. Sarebbe comunque rimasto il dubbio che, dato il primo annuncio, e le protezioni muzzarelliane di cui gode la Carafoli, ciò che non avviene ufficialmente può sempre avvenire in segreto. “Ma quando si fa qualcosa in segreto, nasce inevitabilmente il sospetto che le cose non siano pulite, che ciò che si vuole sia in realtà comprare fedeli servitori del sistema esistente”. Sono parole di Andrei Sakharov, scritte nel suo saggio del 1968. Per ora, nonostante la nota del Comune, i dubbi su di un particolare coinvolgimento di Modenamoremio rimangono. La Carafoli sta alla cultura come Ilona Staller (Cicciolina) sta a Maria Goretti. Sarebbe come se a valutare i progetti del CNR ci fossero, tra gli altri, l’associazione Colombofili e la sua direttrice di Cà del Bosco di Sotto. Pensando ai tanti giovani senza lavoro mi vengono in mente le parole del pensatore Pio Rossi, ma ne parlerò alla fine. Per presentare un progetto culturale al vaglio di un organismo che comprende la Carafoli, dovrei prima essere internato in un reparto di neuropsichiatria.

Chi dà alla Carafoli un ruolo nel settore cultura non ha dignità politica. Stando ai risultati elettorali è però indubbio che tra chi ha votato il protettore di quello che appare una specie di gerontoiatrico modenese, e cioè l’attuale sindaco Gian Carlo Muzzarelli, vi sono persone di ogni ceto sociale. Ci sono quelli che cercano casa; quelli che faticano ad arrivare a fine mese; quelli che hanno una pensione corrosa dagli aumenti quotidiani dei servizi; quelli che il lavoro l’hanno perduto; quelli che per sentirsi sicuri in casa propria hanno bisogno di inferriate e di moderni sistemi di antifurto; quelli mandati in pensione e non la riscuotono; quelli che dopo aver lavorato una vita sono stati raggiunti dallo sfratto e non hanno alternative; quelli che se non hanno figli, vivono soli, e non sono immigrati, si trovano agli ultimi posti nelle graduatorie per una casa popolare che non avranno mai; quelli che per una visita in chirurgia della mano debbono aspettare minimo due anni; quelli che al Pronto Soccorso (nonostante i 92 anni di età) sono stati costretti ad aspettare 8 ore; quelli che per un permesso di accesso al Centro storico per carico e scarico si sono sentiti chiedere una visura camerale (a chi ha fatto queste norme dedicai le parole di Platone: “L’intelligenza è in tutti gli Dei e in pochi uomini”); quelli che sono stati costretti a chiudere l’attività in Centro storico per l’assenza di servizi indispensabili come i parcheggi; quelli che in un solo anno, trattasi di 55mila, sono stati multati per accesso alla zona ZTL; quelli che al posto dei parcheggi si vedono assegnata una bella Notte bianca con arie e canzonette; quelli che hanno visto l’area ex Amcm trasformarsi in una grande speculazione e che non potranno più parcheggiare se non per andare alla Coop che vi sorgerà (quasi sicuramente rossa); quelli che hanno visto un incompetente di nome, Vanni Bulgarelli, di anni 64, diventare presidente dell’Azienda Trasporti per il “merito” di avere organizzato la campagna elettorale del sindaco Muzzarelli; quelli che vedranno il peggior sindaco che ha avuto Modena dal 1946 a oggi, Giuliano Barbolini, diventare presidente della Fondazione Fotografia per volontà di Muzzarelli, anche lui pensionato di anni 71. L’elenco potrebbe continuare. I giovani dovrebbero ascoltare bene le parole di Pio Rossi: “Non è dolore che renda più impaziente la sofferenza quanto la severità dell’ingiustizia”, Se un giovane vuole un domani migliore, ha la responsabilità di liberarsi, se non con la rivoluzione, almeno con il voto, dalle ingiustizie di amministratori come Muzzarelli.

Adriano Primo Baldi


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