News 

Al Mata la mostra dei record (tutti negativi)

RECORD

Si potrebbe servire con dignità.

di Adriano Primo Baldi

La Gazzetta di Modena da tempo piegata a ’90 gradi al potere locale inventa senza pudore servili paragoni. Servi si nasce e impudenti buffoni si diventa.

Cooperativa “rossa” licenzia in un giorno il 50% delle maestranze. L’annunciava un manifessto della Dc in un paese della Bassa modenese alla fine degli anni ’50. Fu un periodo di forti contrapposizioni tra comunisti e democristiani. Erano anni di grandi lotte operaie, di scioperi, cortei e manifestazioni di piazza. L’unità attaccava i “padroni” sfruttatori del mondo del lavoro. Molti parroci mettevano in guardia i fedeli dal pericolo “rosso”. Una notizia come quella del manifesto richiamato stava a significare che i compagni delle cooperative licenziavano come gli odiati padroni. La verità però era un’altra. La cooperativa che aveva licenziato il 50% delle maestranze, di fatto, ne aveva licenziato uno solo dato che gli occupati in tutto erano due. Dire il 50% lasciava intendere un disastro sociale. Questo quotidiano, per principio non attacca mai i colleghi di altri giornali. A ciò mi attengo senza rinunciare alla verità. Cercherò quindi di esprimermi in modo leggero. Un giornale che presenta ai lettori una notizia allo stesso modo del manifesto iniziale, compie un’azione fuorviante e truffaldina. E’ ciò che ha fatto il quotidiano modenese di Carlo De Benedetti, soprannominato prima tessera del Pd.

Nell’ informare del numero di visitatori alla fallimentare mostra del Mata, voluta dal sindaco, si è comportato come i democristiani del manifesto. Ciò si evince a partire dal titolo che riporto: “Manichino, una mostra record”. “Sommersa dalle critiche risulta tuttavia la più vista a Modena negli ultimi anni”. Presentata in questi termini uno pensa a un successo. Poi prosegue: “Ha totalizzato circa 17 mila spettatori e si è trattato di un piccolo… record. Non di un flop”. “Negli ultimi tempi le mostre sono state infatti ben al di sotto di 17mila ingressi”. Queste le parole dell’articolista.


Presentando l’iniziativa in Comune parlavano di un importante ritorno di immagine anche all’estero; di una mostra capace di attrarre turisti in massa da tutti i paesi. Non si è visto nessuno. Un autorevole storico dell’arte, intervistato proprio dal giornale in questione, dichiarò che per essere un successo avrebbe dovuto raggiungere almeno 250mila visitatori. Ne ha avuti 17mila e paganti meno di 10mila. Non è stata un flop ma una sarabanda di flop. Paragonare questa mostra con altre dal costo insignificante, è un depistaggio.

E’costata 700mila euro. L’assessore ne dichiara meno perché non tiene conto dell’affitto del Mata e del personale della Civica impegnato nell’organizzazione. Senza andare ai 400-500mila visitatori delle mostre di Roma o Milano, ma restando in Emilia, il confronto è impietoso. Modena in regione ha i risultati peggiori. A Bologna “La ragazza con l’orecchino” ha registrato 342mila presenze. Altre esposizioni con investimenti simili al “Manichino” come a Forlì quella intitolata “‘Icons and Women’ di McCurry” ha avuto 75mila visitatori. Boldini a Ferrara 125mila, De Chirico supererà i 200mila (solo dal 31 dicembre al 3 gennaio ha fatto 10mila visitatori), e sempre a Ferrara la Rosa di Fuoco, ne ha avuti 50mila. A Reggio Emilia una mostra considerata di scarso successo su Piero della Francesca ne ha totalizzato 27mila500.

Ci vuole impudenza a dire che con 17mila non è stata un flop e paragonarla a esposizioni di modesto costo. Così come ne occorre per scrivere che rispetto ad altre mostre (del deserto modenese) questa è da record. Una verità così riferita diventa un inganno non diverso dai dati del manifesto democristiano.

La mostra in questione è stata un fallimento e il giornalista che parla di “record” lo sa bene. E’stata un bidone tirato al sindaco; una vergogna per il come e il dove è stata decisa; e un offesa ai cittadini modenesi per la quantità di denaro buttato al vento. Hanno speso 60mila euro solo in pubblicità su giornali e riviste. Ciononostante in Italia e all’estero non erano interessati, come io scrissi, a una mostra del sindaco e dei clienti del gallerista Mazzoli. Quando si scrive bisogna avere una regola morale che vale sempre: dire la verità senza dare dati in modo depistante. Si potevano servire direttore, editore e sindaco, parlando dei pittori e stendendo un velo pietoso su tutto il resto. La mostra al Mata è stata uno spreco, una vergogna, un fallimento prevedibile, e la dimostrazione del livello di indecenza politica a cui siamo arrivati. Mi sono espresso in modo lieve e diplomatico. Il giornale che mi ospita desidera sobrietà. Ritengo grave un certo modo di dare le notizie, e ritengo l’omologazione, il conformismo, e la disonestà intellettuale una violenza assoluta. Parafrasando l’ex Governatore dell’Illinois Adlai Ewing Stevenson: se certi giornali e certi politici smettono di dire bugie, io smetto di dire la verità su di loro.

Adriano Primo Baldi


Related posts

Modena Come giornale online Modena Come giornale online Emilia Romagna. GMComunicazione - modenacome@gmail.com
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: