La fissazione delle concentrazioni

12715236_10208349197278578_4869400940573368970_nC’è qualcosa che non convince in questo insistere sulla necessità per lo sviluppo e la crescita di Modena di realizzare un polo dell’immagine al Sant’Agostino.
C’è molto che non convince, dopo le prime performance nell’assessore Cavazza.
Galleria Civica, Museo della figurina e Fondazione fotografia oltre alla vecchia idea della biblioteca estense, dovrebbero secondo un progetto e una logica di concentrazione essere tutte collocate al Sant’Agostino, più che riqualificato rifatto con nuove costruzioni (illegittime)
Sindaco, assessore, Fondazione Cassa di Risparmio proprietaria dell’immobile, spingono tutti nella direzione del polo, tutti insieme nello stesso luogo per creare, dicono, un grande polo espositivo culturale.
A pensarci bene è una logica abbastanza strana anche sul piano della valorizzazione dei singoli istituti culturali. Non esiste nessuna garanzia che una volta collocati tutti nello stesso luogo, ognuno e tutti insieme possano funzionare meglio.
Non è nemmeno detto che una direzione unica riesca a gestire meglio la programmazione dei singoli istituti per il fatto che sono all’interno di un unico contenitore.
Modena oggi per effetto di varie attività dismesse si trova a avere disponibili diversi spazi ed immobili, in parte già acquisiti da parte del Comune in parte ancora di proprietà del demanio.
Con una visione generale della città e del suo sviluppo negli anni futuri, considerando anche le necessità di trasformazione urbanistica, a me verrebbe più da pensare ad una collocazione sull’intero territorio urbano dei vari istituti culturali, piuttosto che ad una loro concentrazione.
Siamo una città con un centro storico che ha il diametro di un chilometro ed una progettazione intelligente sia sullo spazio urbano che su quello extra urbano sicuramente gioverebbe all’intera città intesa come area vasta su cui operare.
In un ambiente urbano come il nostro le concentrazioni possono arrecare più danni che altro.
Guardate ad esempio la concentrazione di ipermercati che è stata creata in zona fiera e pensate al traffico automobilistico generato proprio da quella scelta.

Altra concentrazione è quella dei 1700 posti auto del Novi Park, utilizzato solo per un terzo.
Non sarebbe stato meglio individuare quattro spazi in altrettanti punti della città in modo da offrire una diversa possibilità di utilizzo dei parcheggi ?
Anche in termini di sviluppo turistico a me sembra che si potrebbero ottenere risultati maggiori cercando di elaborare un visione generale del territorio, altrimenti si rischia che da un lato si concentrano attività in determinati luoghi, creando poi vari problemi di mobilità e dall’altro si concentrano spazi vuoti, deserti, creando poi vari problemi sociali.