Pericolo cultura

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di Adriano Primo Baldi

I programmi annunciati al Mata e alla Civica sembrano studiati dal sindaco assieme a Maria Carafoli. Quindi culturalmente pericolosi.

L’uno, il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, poi spiegherò perché, non è ancora sceso completamente a valle. L’altro, Giampietro Cavazza, continua a ignorare di essere assessore. L’una, Francesca Maletti, si dimette da consigliere provinciale perché Muzzarelli, che è anche presidente della Provincia, fa tutto di testa sua: non discute con nessuno, decide, e le impedisce di svolgere il suo mandato. Lei non ci sta e si è dimessa. Resta però in consiglio comunale, dove Muzzarelli l’arroganza la esprime allo stesso modo. La differenza sta nel fatto che il Comune è un ente attivo (che lei presiede) e non in via di liquidazione come la Provincia. L’altra, l’ex assessore Ingrid Caporioni ha detto basta: non voglio stare al fianco di un sindaco che si comporta come un padrone. Coerentemente si è dimessa. Sel all’istante l’ha scaricata e sostituita. Anche in Sel la lista d’attesa per accomodarsi su qualche poltrona c’è. Due figure istituzionali di tal fatta: Muzzarelli e Cavazza, andrebbero almeno separate. Nello stesso ente possono produrre effetti devastanti. E li producono!

I giornali locali, meno Prima Pagina, li sostengono amplificando i comunicati stampa del Comune che rappresentano bene i giornali del giorno dopo. Anzi, di simili giornali se ne potrebbe fare a meno, giacché sono una fotocopia dei richiamati comunicati. “Cosi fan tutte” le radio e le televisioni locali. Intanto la città va a ramengo. L’ordine pubblico è un problema sempre più grave. Si torna a casa e non si sa se si trova devastata. L’indigenza aumenta. Due coniugi si sono trovati entrambi senza lavoro e dopo aver bussato a porte, portoni e cancelli, hanno costatato che erano rovinati e senza speranza. Non potendo vivere con onore l’hanno fatta finita. Come dice Butterfly per altri motivi: “Con onor muore chi non può serbar vita con onore”. Si potrebbe pensare che di fronte all’aggravarsi dei problemi sociali, la cultura non c’entri, ma sarebbe sbagliato.

La cultura sovrintende a tutte le espressioni di vita sociale organizzata. Si tratta però di qualcosa di diverso e più complesso da quello che per cultura intendono Muzzarelli e il suo fantasma, Cavazza, regalato alla città dalla Maletti, così si dice. Sui sistemi della cultura constato con piacere che un giornale cittadino ha scoperto, parecchi mesi dopo, ciò che io scrissi in merito: “Non è il numero dei visitatori che definisce la validità di una scelta culturale”. Lo scrissi quando pensavano che con la mostra il Manichino (un bazar di opere senza logica), sarebbero arrivati turisti da tutto il mondo. A Modena la mostra è stata promossa anche troppo, ma nonostante le centinaia di articoli locali è stata ignorata dagli stessi modenesi. Chi scrive oggi che non è importante il numero di visitatori lo fa solo per coprire il fallimento della mostra. Per la cultura occorrono un progetto e una visione strutturale, che non ci sono. Spero che il sindaco la smetterà di occuparsi di cultura. Quando sente questa parola, dovrebbe allungare il passo.

Muzzarelli si comporta come se fosse ancora sindaco del paesello appenninico di Fanano. Lui, con o senza fascia tricolore, è comunque il sindaco, e la sua presenza è sempre istituzionale. Andare ad avallare iniziative di discutibile qualità come se fosse a Fanano, non va bene. La presenza istituzionale del primo cittadino trasmette dignità anche all’orrido. Muzzarelli l’ha fatto “contaminato” da Maria Carafoli e continua a farlo. Va in tutti i buchi senza distinzione qualitativa. Non sa distinguere gli eventi culturali. Ciò reca danno a chi nella cultura esprime professionalità, e non giova al prestigio del tricolore. Con la mostra il Manchino (un assemblaggio senza costrutto da casa d’aste), il sindaco ha estetizzato l’inganno. Di un bando comunale per iniziative al Novi Sad e del programma annunciato per i prossimi due anni al Mata e alla Civica (programmi che sembrano “studiati” dal sindaco Muzzarelli e da Maria Carafoli insieme), ne parleremo in seguito. Attenzione sindaco, come dice Confucio: “Studiare senza meditare è inutile, meditare senza studiare è pericoloso”. Qualunque cosa Muzzarelli possa fare assieme a Maria Carafoli, studiata o meditata che sia, è culturalmente pericolosa.

Adriano Primo Baldi

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