Ennesima marchetta di un giornale locale nei confronti del cuoco chimico

bottura 4Al cuoco in odore di santità presso l’amministrazione comunale e svariati politici,  piace molto farsi pubblicità e per questo motivo ha frequentemente dei comportamenti senza scrupoli. Dopo la pietosa performance del Refettorio Ambrosiamo  di Milano ha scoperto che i poveri, purtroppo in aumento considerato il governo che abbiamo a cui evidentemente piacciono molto, sono un grande veicolo di marketing. Proprio per il fatto di essere tanti. Poi con poca spesa consentono di ottenere molta resa, mettono in pace la coscienza sia a destra che a sinistra e consentono ai più salottieri, quelli che hanno sempre un po’ di puzza sotto al naso, di fare il bel gesto concedendo non tanto qualche donazione ma la loro, peraltro inutile, benedizione.
Per i nostri giornali locali è una pacchia.
Per le persone libere è un insulto insopportabile questa continua marchetta nei confronti di un personaggio che oltretutto si intromette pesantemente nelle scelte culturali della città (vedi la mostra al Mata)
Un refettorio per i poveri attivato a Modena con la partecipazione propagandistica di chef stellati è un insulto alla povertà, all’indigenza, un insulto a chi ha bisogno. Non ci si può approfittare in questo modo dello stato di necessità di fetta sempre più larga di popolazione.
Chi ha bisogno di un sostegno per mangiare tutti i giorni non vuole un “ricordo di panino alla mortadella”, ma ha bisogno del pane e della mortadella. Non  vuole “il bollito non bollito” o qualche mousse di prosciutto, ma vuole il bollito e anche il brodo e anche il prosciutto.
I poveri e gli indigenti hanno bisogno delle materie prime e di un luogo attrezzato, poi ci pensano loro a cucinare e forse, anzi ne sono sicuro, potranno cucinare qualcosa di più appetibile che non i piatti creati con gli avanzi che piacciono tanto agli snob, solo in determinate circostanze però, altrimenti preferisco ostriche e champagne.
Che i paciughi alimentari siano riservati al pubblico di radical chic che per l’ultimo dell’anno si è abbuffato di panettone con il cotechino al posto dei canditi.
Lasciate ai poveri, dopo gli avete tolto tutto, la loro dignità. Non un refettorio ma una casa, degli alimenti, dei cibi non contaminati, delle materie prime, di questo hanno bisogno. Non di propaganda, ma di occasioni di lavoro, non di essere ulteriormente sfruttati per iniziative pubblicitarie, ma di rispetto.
Volete per forza realizzare il refettorio botturiano ? Fatelo al Mata, è lo spazio adatto.
MArchette&TArocchi.