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Cultura, spazi espositivi e “polo dell’immagine

L’assessore Cavazza ribadisce quanto affermato dal Sindaco  “con l’affitto del Mata abbiamo aumentato gli spazi espositivi”. Per mettere in mostra cosa? Forse lo sanno i due interessati, non la gran parte dei modenesi. E ora, gli stessi due, ci prospettano un percorso per costituire assieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena un “polo dell’immagine contemporanea” che  dovrebbe portare “al coordinamento, al consolidamento e al rilancio internazionale di Fondazione Fotografia, Museo della Figurina e Galleria civica”. Capisco che ci si attacchi volentieri a chi ha i soldi (FCRMO), ma tenendo sempre a mente che si stratta pur sempre di soldi dei modenesi, che vanno spesi bene e soprattutto con cautela, che vanno investiti e non usati per tenere in vita entità asfittiche o in crisi solo per garantire lo stipendio a qualche fortunato che non deve rendere conto a nessuno. La beneficenza va fatta in altri modi.  

Siamo sicuri che unire due debolezze (Museo della figurina e Fondazione delle Fotografia, attiva da pochi anni ma già bisognosa di rilancio) con una Galleria Civica che, al di fuori del “periodo Pierini”, poco ha brillato e che il Sindaco spera di sbolognare alla Fondazione, non si finisca per creare un inefficiente e superfluo baraccone che di nome si chiamerà “polo dell’immagine”, ma di fatto diventerà “un polo fantasma”?

Senza contare che la Fondazione Cassa di Risparmio nell’addossarsi queste tre entità compie due errori gravi

Il primo è di ordine economico: il Comune si sgrava ma la Fondazione si sovraccarica di spesa;

Il secondo è di tipo culturale. Sarà in grado la Commissione Cultura dalla Fondazione, appena istituita, di gestire e indirizzare una situazione di questo tipo? Il neoeletto presidente ha le carte in regola (competenze ed esperienze) per un tal compito? Non c’erano altri maggiormente qualificati e più appropriati? Oppure anche lì le nomine devono garbare al Sindaco?


Dire che a Modena manca una visione culturale è ormai tautologico. Ascoltando i discorsi sugli interventi nel Polo S’Agostino ci si rende conto della confusione e dell’assoluta mancanza di idee e prospettive.

Il problema è che a Modena manca il presupposto fondamentale per sperare nel buon funzionamento della cultura. La cultura richiede autonomia, assenza di asservimento, libertà da strumentalizzazioni di qualsiasi genere, politiche soprattutto. Esattamente il contrario di quanto avviene a Modena, con il Sindaco Muzzarelli e l’Assessore Cavazza.

Un Città per divenire “colta”  si affida  ai veri e indipendenti operatori culturali presenti sul territorio. Sono pochi, ma non mancano neppure a Modena: dall’Università all’Accademia di Scienze Lettere e Arti, al San Carlo, che ogni giorno generano e diffondono cultura con la C maiuscola. A questi occorrerebbe dare data carta bianca chiedendo loro di avere come finalità l’interpretazione e la valorizzazione dell’immagine della città come la recepisce la comunità, come è in realtà

Se Sindaco e Assessore non capiscono questo e continuano a volere condizionare e orientare la “cultura locale”, sprecando risorse pubbliche in eventi che non hanno mai radicato qualcosa, ripercorrono esattamente quanto fatto dalle precedenti amministrazioni di sinistra modenesi.  Cosa hanno lasciato gli ultimi assessori alla cultura Lugli, Alperoli? Il nulla.

Giuseppe Pellacani, consigliere comunale di Forza Italia nel Comune di Modena


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