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Uomo avvisato, mezzo salvato. Comunicati 

Uomo avvisato, mezzo salvato.

primo baldiUomo avvisato, mezzo salvato.
di Adriano Primo Baldi

Roberto Vezzelli a seguito del mio articolo sugli anoressici della cultura modenese, ha scritto che gli amministratori comunali non rispondono ai miei articoli per un calcolo strategico. Se da un lato questo atteggiamento – scrive Vezzelli – può apparire inoffensivo, dall’altro Baldi si dovrebbe preoccupare. Roberto Vezzelli, è un uomo: pane al pane e vino al vino. Purtroppo ce ne sono sempre meno. Da quanto ne so è cresciuto con i valori tradizionali di una sinistra che reclamava giustizia. Parlava di diritti senza trascurare i doveri. Pretendeva osservanza e moralità. L’esempio era per tutti una regola di comportamento. Naturalmente c’era chi sgarrava, ma a differenza di quanto avviene oggi, non riceveva promozioni. Anzi, prendeva qualche calcio nel sedere accompagnato dal foglio di via. Questa era la sinistra che da ragazzo ho conosciuto io. Chi rappresentava il partito non poteva mettersi in tasca i soldi che riceveva da un incarico pubblico strapagato, ma doveva lasciare al partito la differenza tra quanto percepiva lui e quello che percepiva un dirigente di federazione. A fare la differenza bastava l’onore di essere scelto a un ruolo di prestigio. Nelle federazioni ogni tanto si faceva il punto sul come i designati nelle istituzioni assolvevano al compito assegnato nell’interesse della collettività e a onore del partito che rappresentavano .Ho riassunto a grandi linee. Nel confronto è facile constatare come oggi la politica sia arrivata al limite dell’accettabilità. E’ in mano a gruppi di persone che nello stesso partito agiscono per bande.


I soldi hanno sostituito gli ideali. Non si cerca altro che la sistemazione personale. La corruzione, la tangente, il voltafaccia, il cambio di partito, di gruppo, di corrente, è sempre finalizzato al mantenimento di assurdi privilegi. Sono questi ormai i valori del rosario quotidiano al quale si appellano i nuovi politici. Molta gentaglia si fregia del titolo di onorevole, e confonde il mandato di rappresentanza con altri tipi di mandato … Non a caso il Parlamento è pieno di indagati in modo quasi trasversale. Negli ultimi trent’anni i partiti hanno allevato opportunisti, carrieristi e ipocriti. Non escludo che qualcuno si salvi, ma la regola è quella descritta.

Un amico, ovviamente di sinistra, mi ha detto che se i Muzzarelli mi avessero fatto lavorare non avrei scritto gi articoli che scrivo. Gli ho risposto che i lavoratori che scioperavano, e che lui difendeva, quando gli davano il lavoro smettevano di scioperare. Però, almeno per quello che mi riguarda non basta il lavoro, c’è un altro aspetto: non so badare ai fatti miei. Potevo stare tranquillamente a fare il professore d’orchestra in un grande ente lirico sinfonico, ma mi occupavo del sindacato, e se qualcuno veniva trattato ingiustamente, mi aveva al suo fianco.

Potevo fare tranquillamente l’insegnate, ma venivo eletto vice direttore e ero sempre ad occuparmi dei fatti degli altri. Incarichi questi mai retribuiti. Roberto Vezzelli mi ha fatto notare che nessuno risponde ai miei articoli. “La strategia – dice Vezzelli – è quella del non ti rispondo, quindi non esisti, sei una nullità che non merita attenzione … prima o poi ti stanchi ed io continuo a fare come voglio”. Poi Vezzelli mi mette in guardia e aggiunge: “attento Baldi … la vendetta è’ un piatto che si consuma freddo e prima o poi i tre moschettieri presenteranno il conto. Baldi si accerti che la loro anoressia culturale non abbia una seconda faccia di bulimia della rivalsa”.

Per la verità una volta hanno risposto. Lo ha fatto il giovane segretario Pd Andrea Bortolamasi, ma credo che la mia replica abbia fatto passare a lui e ad altri la voglia di insistere. So che prima o poi qualche vendetta arriverà. Il discredito verso chi critica lo praticano da sempre. La discriminazione, pure. Ho fatto mostre in tutta Italia nelle maggiori istituzioni pubbliche: dal Vittoriano a Roma, allo Spazio Oberdan a Milano, e ho collaborato con i maggiori storici dell’arte di tutta Italia. Dove sono andato una volta spesso sono ritornato.

Se avessi voluto appartenere al gruppo dei Mazzoli, Miana, Panini, Bottura e altri cortigiani del potere locale, Vezzelli sa che ne sarei stato capace. Ma sa anche che, come lui, anch’io, pretendo di vivere riservandomi il diritto di dire ciò che penso, e se questo comporta di dover pagare un conto che prima o poi arriverà, lo aggiungerò ai conti che già ho pagato. L’incarico dato dal Comune a Maria Carafoli in un settore delicato come quello della cultura è stato un atto offensivo verso tutti gli operatori culturali della città. Quindi io non ho offeso, io sono stato offeso. Così come sono stati offesi gli artisti e gli operatori culturali modenesi a partire da quei silenziosi firmaioli di petizioni che usano stare sempre sotto l’albero del regime per vedere se casca qualcosa.

Adriano Primo Baldi


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