Il più o meno di Muzzarelli

più meno

IL SEGNO PIù DEL SINDACO MUZZARELLI
di Adriano Primo Baldi

Il sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, usa dire io ci metto la faccia. Alla mostra del MaTa gliel’ha messa e l’ha persa. Ha sprecato 700mila euro di soldi nostri. Dovrebbe tirare le somme e farsi da parte. Invece la mena e la rimena più o meno così: io non ho detto che …, io puntavo sulla qualità e non sul numero …, io puntavo sul numero ma la qualità … Insomma, la solita menata … Quando un personaggio qualsiasi continua a fare il finto tonto rischia di diventare tonto davvero. Se la recita passa dal palcoscenico alla realtà, tutto si capovolge. Il raccontar balle richiede memoria. Fare affidamento sulla perdita della stessa da parte dei destinatari delle proprie menzogne si rischia di diventare (e in tutti i paesi ce n’è almeno uno) la barzelletta del villaggio. Il sindaco di Modena ha una speciale vocazione a ritenere noi cittadini – disastrosamente amministrati – privi di memoria e incapaci di intendere e volere. Muzzarelli la racconta, e il 90% dell’informazione modenese lo asseconda. Ma i suoi fallimenti si sanno ugualmente. Persone come Giovanni Finali, un signore che fa informazione con un frequentatissimo facebook, e che non mi sembra proprio un sovversivo, ha subito un comportamento da regime ad opera di Sergio Gimelli dell’ufficio stampa della Fondazione. Voleva escludere Finali da una conferenza del sindaco e del presidente della Fondazione con un pretesto burocratico di tipo sovietico. L’accaduto meriterebbe una pagina di commenti, ma è urgente una nota sulle recenti dichiarazioni del sindaco Muzzarelli che ha sprecato milioni di euro di noi tutti.

L’impudenza singolare con la quale il sindaco spiega il fallimento, peraltro annunciato, della mostra realizzata per i suoi amici Massimo Bottura e Emilio Mazzoli al MaTa (700mila euro) è senza limiti. La mostra è stata combinata all’Osteria Francescana, nuova sede comunale per riunioni tra amici … dove decidono cosa fare dei nostri soldi. Soldi pubblici, dei pensionati al minimo, di coloro che non si possono curare perché costretti dalle attese a ricorrere alla sanità privata per non peggiorare la propria salute; quelli di chi non riesce a pagare il mutuo. L’elenco potrebbe continuare.

Per Muzzarelli l’aver buttato via 700mila euro, l’equivalente di una pensione minima annuale di 116 persone (nonostante fosse stato avvisato del fallimento al quale andava incontro), non è un problema. Ne ha buttati via altri 800mila (corrispondenti alla pensione minima annuale di 133 persone), sempre per incarichi dati ai suoi amici Marco Miana e Marco Panini per spettacoletti ai giardini Ducali. Altri 300mila per l’affitto di un’ inutile sede espositiva al MaTa: ‘Uno spazio inadeguato alle mostre’, parole del gallerista Mazzoli. Oggi, senza vergogna e senza dimettersi, Muzzarelli, ha l’impudenza di raccontarci che la sua “politica culturale porta scritto, il segno più”. Allora vediamolo questo segno più. Sicuramente più impudenza nell’agire politico. L’immobile affittato al MaTa è in parte di proprietà delle cooperative che hanno sostenuto la sua campagna elettorale, tutto regolare, ma ciò vuol dire che non c’è più limite alla sfrontatezza politica.


Le mostre, dice Muzzarelli, sono solo il 10% del bilancio della cultura. Figuriamoci cosa avviene nell’altro 90%. Se ha dato milioni senza appalto per le iniziative sopra descritte, nel restante 90% non si può che ipotizzare situazioni ancor più preoccupanti. Il teatro, ad esempio, ha una programmazione sempre più ridotta e più limitata nella qualità. Per le altre manifestazioni hanno pubblicato un bando che cerca artisti disposti a lavorare gratis e addirittura con l’obbligo di pagare le spese di allestimento degli spettacoli. Un’amministrazione di sinistra che cerca di non pagare i lavoratori è più da vecchio padrone delle ferriere che da compagno. Il programma annunciato della galleria Civica è fatto da parvenu della cultura. Regalare alla FCRM di Modena la galleria Civica e il Museo della Figurina, privando la città della gestione diretta da parte del Comune di questi strumenti è da politici sempre più incapaci di amministrare.

Muzzarelli è arrivato nel breve tempo del suo mandato a depauperare un patrimonio accumulato nei decenni. E’ il sindaco più irresponsabile che ci potesse capitare. Non c’è più il senso della politica, dell’equità e della competenza. Il fatto che di fronte all’inconfutabile prova del fallimento al MaTa, pagato dai cittadini, non vengono imposte al sindaco immediate dimissioni è il segnale più evidente del decadimento a cui andiamo incontro. Avremo una società con facce di bronzo sempre più impudenti, più sfrontate, più manipolatrici, più sprecone, più clientelari e più ipocrite. Se è questo il segno più che ha inaugurato Muzzarelli, meglio tornare al segno meno: meno boria, meno clientele, meno schifezze. Pio Rossi nel XVII secolo scriveva: “Il trono Regio non è mai sordo alle voci del popolo”. “Le sue risposte vengono sempre più dalle mani, che dalla bocca”. I tempi sono cambiati. Muzzarelli può sperare che al posto delle mani i modenesi usino le urne.

Adriano Primo Baldi