Animata discussione con il sindaco Muzzarelli in via Castellaro.

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Animata discussione con il sindaco Muzzarelli in via Castellaro.
di Adriano Primo Baldi

Sapevo che piazza Grande è una zona a rischio. Altre volte mi sono detto che prima o poi lo avrei incontrato. Infatti, ho imboccato via Castellaro e dopo pochi metri me lo sono trovato sullo stesso marciapiede. Che cosa faccio, lo saluto? Certo.
Mi ha preceduto. “Caro Baldi ci prova proprio tanto gusto a insultarmi tutti i giorni?” “Non le sembra di essere monotono a dire e ridire sempre le stesse cose?” “Fin qui non le ho mai risposto perché non credo di dover scendere in polemica con singoli cittadini, e in particolare con chi usa l’insulto al posto della discussione, però … ”.

Per prima cosa io non l’ho mai insultata e per seconda ho sempre scritto nel merito delle questioni. “Questo lo crede lei”. Può darsi, mi dica un solo caso dove ci sono insulti e non l’esposizione di fatti precisi.

“Se per fatti precisi intende le ironie, i sottintesi, e quel suo modo di esporre sarcastico, da provocatore e da saccente, che poi non sa un bel nulla, posso prendere in blocco tutti i suoi articoli e farle un’unica citazione” “Non la querelo perché sono un signore, montanaro come lei ogni tanto scrive, ma un signore”.

Senta sindaco, se vuole, rimango qui fino a domani ma se dobbiamo parlare di niente, ci possiamo salutare. “Può andare quando vuole, visto che a lei non sembra niente l’aver trasformato mostre e spettacoli solo in fallimenti”

“Tutta la stampa ne ha parlato, e questo non è parlar di niente” “Lei non ama questa città e fa di tutto per deprezzarla”.

L’ho sempre amata, ma come dice Metastasio parlando di Nice: “… or vedo alcun difetto, che mi parea beltà”. Quanto a deprezzare la città non sono io ad amministrarla. Lei ha strapagato una mostra e un curatore; ha agito senza un progetto e non ha ascoltato chi le diceva che la mostra al Mata sarebbe stata un fallimento.


“Ma mi faccia un piacere, sa cosa …”

No, no, mi lasci dire che poi l’ascolto io. Del Mata non c’era nessun bisogno perché bastava la galleria Civica, e in ogni caso lei si dovrebbe limitare alle funzioni di sindaco. Fare le scelte artistiche e le mostre non rientra nelle sue competenze.

“Cosa ne sa lei se l’ho scelta io o l’assessore o altri nostri consulenti” “Non credo di dovere interpellare lei in tutto quello che faccio, o no?”.

Lei non deve interpellare me ma i soldi che spende sono anche miei e dei cittadini. Non le basta un risultato inconfutabile che ha nome fallimento? Ci rifletta. Lei non ammetterà mai i suoi sprechi, continuerà a girarci intorno, ed io continuerò a ripetere all’infinto che l’avevo avvisata, e che quella mostra è stata un danno economico per la città. Di più, è stata politicamente un “pacco” che le hanno tirato i suoi amici Bottura e Mazzoli per quanto riguarda il Mata, e un altro “pacco” di Panini e Miana per gli spettacoli ai giardini Ducali. In Italia c’è solo lei che paga cifre assurde.

“Senta Baldi, non voglio alzare la voce e litigare perché già mi chiamano sceriffo, voglio dire che lei esagera sempre: esagera nell’ingrandire i fatti, esagera negli aggettivi ed è sempre sopra le righe” “Per il resto se vuole che le dica che mi sono fidato di Bottura, e non potrà negare che è un grande: sì, mi sono fidato”.

Grande a fare i tortellini …

“Non mi’interrompa, mi lasci dire” “Così come mi sono fidato di Mazzoli”. Eh, che attraverso di lei ha gratificato i suoi clienti con i nostri soldi invece di addebitargli i costi per la valorizzazione delle loro opere. “Va bene, se mi lascia andare avanti forse capisce, se invece vuole parlare lei, faccia pure”.

No, no, anche se non capisco la ascolto. “Ecco, le farà bene, ascolti pure”

“Noi per la cultura abbiamo un piano di riforme che riguarda il San’Agostino, La Civica, la Fondazione Fotografia, il mercato di via Albinelli, gli spettacoli estivi, la notte bianca, la rivalutazione del centro storico e tanto altro: possibile che a lei non vada bene nulla?”.

Ha detto bene, nulla. Cambiare per peggiorare non ha senso. Poi perché cambia discorso, stavamo parlando del fallimento della sua mostra al Mata, dei 700mila euro buttati via lì, più 800mila ai Giardini, li paga lei?

“Io del Mata difendo la scelta del luogo” “Se poi vuol dire che l’affluenza non è stata quella che immaginavo, ammetto la scarsa affluenza” ”Giacché ci tiene tanto, anche da Mazzoli non mi aspettavo le dichiarazioni che ha fatto” “Il bando con il quale abbiamo annunciato la richiesta di artisti per lavorare gratis lo stiamo ritirando; circa il Sant’Agostino ritireremo il ricorso; Maria Carafoli non è mai stata la mia consulente e per sbaglio le abbiamo assegnato l’organizzazione di una mostra; Modenamoremio smetteremo di finanziarla; faremo per il centro storico parcheggi interrati e a silos e ridurremo le tariffe orarie; la galleria Civica resterà al Comune, avrà un direttore e una commissione di gestione, e così per il teatro; all’Istituto Orazio Vecchi faremo un nuovo regolamento e investiremo risorse.” “No, non mi interrompa perché non ho finito: rivedremo l’accordo con Modena parcheggi; il mercato coperto manterrà le sue caratteristiche esclusivamente alimentari; gestiremo direttamente il Festiva della Filosofia e le attività culturali ai Giardini usufruendo di consulenti esterni; non realizzeremo un supermercato all’ex Amcm per non uccidere il centro storico, e i chioschi in cemento del parco saranno demoliti”. “Ha capito?” Posso continuare se vuole, ma parlare con lei è inutile perché è prevenuto, presuntuoso, disfattista e …”.

Scusi un momento sindaco … pronto? Sì, ma che ore sono? Le sette? Scusa, mi vesto e arrivo subito, di solito mi sveglio alle nove. Non era che un sogno. Non credo proprio che i sogni aiutino a vivere.

Adriano Primo Baldi