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Pubblichiamo la lettera inviata da Ivan Maria Gozzi, artista modenese, al neo assessore alle pari opportunità dott. Busi e per conoscenza a Muzzarelli.
La cultura a Modena sta diventando un problema serio, una cultura infarcita di vecchi e poco edificanti modi di fare sta mobilitando artisti, critici, intellettuali, professionalità diverse che intendono farsi sentire. Ne può uscire qualcosa di nuovo. Noi lo auspichiamo e lavoriamo in questa direzione.
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Mi appello alle pari opportunità …
di Ivan Maria Gozzi

Per il dott. Bosi, Assessore per le pari
opportunità del Comune di Modena.
e, p.c. dott. Muzzarelli-Sindaco di Modena.

Mi pregio informarla dei fatti che mi obbligano a chiedere di ottenere “ PARI OPPORTUNITA’” alla direzione della Galleria Civica di MODENA .
Da questo ente che dovrebbe essere un servizio culturale alla città, sono sempre stato emarginato causa la mia avversità politica ai comunisti che da sempre ci governano e anche se alla Bolognina l’On. Achille Ochetto ha detto che si deve cambiare nome perché il comunismo è stato un orrore per l’umanità, a Modena nulla è cambiato.

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Da oltre 50 anni una decina di personaggi, definiti “ARTISTI”, ogni anno sono convocati e ben retribuiti per fere loro esibire lavori di disegno, pittura, grafica o applicazioni di collages di ogni tendenza artistica e anche se spesso si tratta di cose ridicole tutto va bene.
C’è dell’altro. A tanti di costoro, senza concorso, furono commissionate costosissime sculture anche se loro di scultura non conoscevano nulla e non avevano avuto studi o esperienza classica in merito.
A tanti fu concesso dal comune di creare orrori artistici come “Tetta tricolore”, “l’Estasi del Paracadutista”, “Grappolone”, “Ocarone” o “Il camminatore” oppure “Frullini” che sono offesa all’arte dell’eleganza e dell’esteticamente bello.
Logico che nella conduzione della Galleria Civica, tra vari direttori succeduti a C. F. Teodoro, nessuno aveva potere su i raccomandati di partito, cosi i Castagnoli, Gualdoni, Guadagnini, Vettese e Pierini proposero sempre qualche loro esterno gradito artista ma tutti gli anni ci sono state mostre personali e Collettive dove gli uomini di partito erano sempre presenti.
Oltre a costoro si sono i fotografari, che hanno pieno potere espositivo e riempiono ogni spazio, ma ora con il maestro Mazzoli è stato superato ogni limite. Il Mazzoli è un imprenditore privato che ci invase con la trans-avanguardia e di seguito con il Palladino.
In merito al Paladino si ha l’impressione che, dopo il telo di ogni scarabocchio che costui produce, la città non possa farne a meno e debba essere esibito in mostra o comprato.

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Da qualche mese con il progetto MATA il Mazzoli è diventato il “consigliori” del sindaco e il Muzzarelli gli ha concesso soli 700.000,00 .per la mostra del “Manichino” usando soldi nostri.
Poi per giustificare il fallimento della mostra ha raccontato che il flop è stato dovuto allo spazio del Mata che non è adeguato (dice Lui)per grandi mostre e, queste sono balle.
Ora Ivan Maria Gozzi, mi appello alle pari opportunità …
In attesa di incontrarci per avere pregiate comunicazioni porgo distinti saluti.

Ivan Maria Gozzi.

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