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VERSO IL FUNERALE DEL PICCOLO COMMERCIO? Comunicati 

VERSO IL FUNERALE DEL PICCOLO COMMERCIO?

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Ripubblichiamo tratta da Prima Pagina una nota di Franco Fondriest: andiamo avanti noi che siam convinti

VERSO IL FUNERALE DEL PICCOLO COMMERCIO?
In attesa del nuovo PSC
di Franco Fondriest

PROMEMORIA:
MODENA – Prima le chiamavano le “casette dell’acqua”; ve ne sono alcune in città ed erogano acqua dell’acquedotto naturale refrigerata gratuitamente o, sempre la stessa, ma gasata a 5 centesimi al litro.
Ora, abbiamo appreso, si chiamano “fontane urbane”; ma cosa erogheranno? Acqua di fonte, magari alpina o appenninica? No, sempre acqua del rubinetto. E allora, chiamiamo le cose col loro nome!




I dati diffusi nei giorni scorsi dall’Osservatorio Confesercenti Modena riguardanti i mesi di gennaio e febbraio 2016 sono drammatici e confermano una china ormai inarrestabile: negli ultimi 60 giorni, nel modenese, sono scomparse oltre 200 piccole imprese nei settori della vendita al dettaglio, nei pubblici esercizi e tra gli ambulanti.
L’allarme è stato raccolto? Non sembra che ci siano segnali in questa direzione; anzi, se proprio ci sono, sono in direzione del tutto opposta.
Vediamo perché.
Nella nostra città, oltre al centro storico, ci sono, o meglio, c’erano alcune vie
“ a vocazione commerciale”; facciamo degli esempi: parliamo di via Gramsci, di via Buon Pastore/via Carlo Sigonio, di via Storchi, di via Medaglie d’oro/via Vignolese.
Ebbene, cosa ne sarà di loro, nel prossimo futuro?
Alla Sacca, zona via Gramsci, sorgerà un nuovo supermercato, presumibilmente di 1.500 metri e la “vecchia” Coop verrà ampliata; siamo sicuri che ciò non avrà nessuna ricaduta (negativa) sul piccolo commercio della zona?
In Buon Pastore, nell’ambito della progettazione dell’area ex-AMCM, sorgerà un centro commerciale, presumibilmente di 1.500 metri; siamo sicuri che ciò non avrà ricadute sul piccolo commercio della zona?
E veniamo alla zona di viale Storchi; tra qualche anno, si fa per dire, la “vecchia” stazione delle corriere si sposterà vicino alla stazione ferroviaria; che cosa sorgerà al suo posto? Un bel centro commerciale che possa massacrare i negozi al dettaglio della zona? Speriamo di no, ma non ne siamo assolutamente certi, visto l’andazzo.
E che destino potrebbero avere i negozi di via Medaglie d’oro/via Vignolese, se nell’area della stazione piccola venissero costruiti quei palazzi già presentati come “suggestione” nella precedente legislatura, a cui certamente non mancherebbe un buon centro commerciale?

E allora, qualche considerazione va fatta.
Quello del commerciante al dettaglio è un lavoro sempre più faticoso e sempre meno redditizio; le liberalizzazioni, soprattutto quelle che riguardano gli orari di apertura, lo stanno massacrando.
La presenza dei piccoli negozi è una dei più importati segni di vita nel quartieri; i negozianti vedono tutto, meglio, molto meglio, dei (rari) passaggi dei vigili, quindi sono un deterrente alla delinquenza.
Non solo; spesso i commercianti, soprattutto quelli del settore alimentare, conoscono bene la popolazione della zona e sono in grado, come spesso succede, di segnalare problemi di anziani soli o in difficoltà.
E chi tiene puliti i marciapiedi dalle foglie e dalle neve? Hera? Non scherziamo! Spesso sono sempre loro che ci pensano.
Insomma, il piccolo commercio migliora la vivibilità dei quartieri, mantiene la coesione sociale e cura il decoro delle strade.
Per comprendere cosa vuol dire avere pezzi di città “liberi” da negozi, basta andare a vedere i nuovi quartieri come quello di via Salvo d’Acquisto e quello di via Santa Caterina. Una desolazione; poco più che dei dormitori intervallati da spazi verdi spesso inutilizzati.
Insomma, i commercianti sono un patrimonio della città ed andrebbero protetti né più né meno dei panda, prima che si arrivi alla loro estinzione. In un certo senso, si potrebbero definire dei benefattori.
E non si dica che i centri commerciali aumentano l’occupazione; non so se è vero; certamente è una cosa fare i dipendenti di un “negozietto” rispetto a quelli dei centri commerciali dove si vive una situazione di anonimato pressati da turni festivi serali ed orari spezzati.
Non per niente, ormai le “cassiere” stanno per essere sostituite dalle casse automatiche.
Vero è, invece, che super ed iper sono serviti non poco a calmierare i prezzi; e proprio qui, forse, è stata la debolezza del piccolo commercio e delle sue organizzazioni.
Non vorremo assistere al funerale dell’ultimo negozio, come stiamo assistendo al funerale delle Direzioni Didattiche.

Franco Fondriest




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