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Abbiamo da affrontare qualcosa di molto più grande dello spostamento della produzione della Maserati. Comunicati 

Abbiamo da affrontare qualcosa di molto più grande dello spostamento della produzione della Maserati.

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di Giuseppe Pellacani

L’aria di una smobilitazione alla Maserati di Modena tira da tempo. La preoccupazione era già alta nel giugno 2014, tanto che interrogai il sindaco Muzzarelli sullo stato dell’arte dei rapporti con la Maserati e sulle reali prospettive di sviluppo dell’azienda a Modena. Suggerivo anche di non presentarsi isolato alla proprietà ma di riunire le forze modenesi, opposizioni comprese, per dare alle trattative quelle garanzie solo una forte compattezza territoriale può offrire. Per tenere alta l’attenzione e dimostrare tutto l’interesse sul problema proponevo, inoltre, la costituzione di una Commissione speciale del Consiglio comunale. Ovviamente, le proposte sono cadute nel vuoto..

Il Sindaco da allora ha proceduto, come al solito, nella perfetta solitudine dell’ “uomo forte” (il “ghe pensi mi<2 milanese), praticamente ignorato dalla Maserati. Ricordo, da ultimo, il mancato (o rifiutato?) incontro durante la recente visita di Marchionne all’Università. Evidentemente Marchionne non lo ha considerato una controparte sufficientemente autorevole tanto da non metterlo nemmeno al corrente delle strategie modenesi del gruppo. Quello che Muzzarelli ha raccolto con la strategia dell’uomo solo al comando è sotto gli occhi di tutti: la Maserati se ne va da Modena, con buona pace dei sindacati che l’hanno sostenuto e corteggiato durante tutta la campagna elettorale.

Ora continuare a piangere sul latte versato non serve. Come non serve ricordare, come fa l’ex assessore Sitta, gli accordi del 2006/2007. Sono inutili alibi della “politica” inconcludente. Da allora ad oggi sono trascorsi anni luce, nel frattempo è cambiato il mondo ed evidentemente anche le strategie Maserati. Le occasioni o si sfruttano, cioè si realizzano, immediatamente oppure divengono sorpassate nel giro di brevissimo tempo.




Oggi bisogna solo provare a capire la realtà, anche se cruda. Quali i riflessi su Modena e come fare a contenerli o a capovolgerli a favore del nostro territorio, che può contare sulla eccellenza e unicità rappresentata da un indotto industriale nel campo dell’autoveicolo di altissimo livello qualitativo. E’ un patrimonio che possiede una forza intrinseca straordinaria, che va oltre al lato tecnico, che deve sempre mantenersi del massimo livello, e che ha bisogno del supporto di politiche locali adeguate per fronteggiare alla pari le concorrenze internazionali.

E’ vero la produzione via da Modena di Maserati costerà non pochi sacrifici ai lavoratori. Oggi l’annuncio di 120 esuberi. Domani chissà. Ma va anche considerato che siamo entrati nell’era della rivoluzione digitale che determina l’evoluzione di tanti settori industriali. Il prezzo da pagare è alto, riguarda la transizione delle attività lavorative verso nuovi contenuti.  Nei Paesi sviluppati l’occupazione tende a crescere per le posizioni ad alta specializzazione e alta remunerazione (manager, professionisti, tecnici) e per alcune a bassa specializzazione e bassa remunerazione (esempio, le badanti). La classe medio-bassa tende invece al declino in quanto in tutti i mestieri con procedure facilmente codificabili, sia cognitive che manuali e ripetitive, gli uomini rischiano di essere sostituiti da macchine e software.  Il futuro non risiede più nella sola prospettiva di sviluppo associato alla crescita ma nella creazione dei nuovi “beni”.

Oggi, dobbiamo essere consapevoli che abbiamo da affrontare qualcosa di molto più grande dello spostamento della produzione della Maserati. Dobbiamo gestire  la trasformazione verso nuovi contenuti, verso i nuovi saperi che caratterizzeranno le future attività lavorative. La società prospererà soprattutto con idee e innovazione ed è con questo orizzonte che Modena deve confrontarsi

In questa visione si colloca perfettamente il centro di ricerca dell’ALFA in via Emilia ovest, dove è attivo un team di ingegneri ultra selezionati (si parla di 700) che lavorano ai nuovi modelli (almeno sette) fino al 2020. Teniamocelo caro! E’ una fortuna averlo. Questo è il futuro per Modena: puntare sulle attività lavorative di alto livello e remunerazione. Distinguersi ancora una volta per aver saputo anticipare il futuro. Le carte in regola per produrre effetti di crescita economica e sociale le abbiamo. Da una parte un indotto industriale sull’autoveicolo forte e consolidato, dall’altra un’Università, in particolare con la sua Facoltà di Ingegneria, che forma professionalità in grado di coniugare e integrare la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica.

La politica, intendo chi governa Modena, ne è consapevole? Non può stare inerte ad aspettare che la tempesta tecnologica passi solo perché non la comprende. Bisogna impegnarsi a guidarla altrimenti i risultati saranno drammatici. Non perderemo solo la produzione della Maserati, ma rischiamo di perdere definitivamente posizioni e benessere raggiunti con i sacrifici delle passate generazioni.

 




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