Sitta e i segreti svelati al mondo Parole che hanno sconvolto Obama e i grandi del pianeta

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Sitta e i segreti svelati al mondo
Parole che hanno sconvolto Obama e i grandi del pianeta

di Adriano Primo Baldi

Daniele Sitta, per bontà e predisposizione al perdono, i modenesi lo avevano dimenticato. E’stato tristemente assessore all’urbanistica nella Giunta dell’ex sindaco Giorgio Pighi. Giovedì 7 aprile il mondo ha trattenuto il fiato. L’imprevedibile è sempre in agguato. Ho letto su Prima Pagina un suo lunghissimo articolo. Gli è stata data, come è giusto che sia per chi la democrazia la intende nei fatti e non solo a parole, la possibilità di esprimere il suo pensiero con grande evidenza. Cosa che a Modena non fanno i giornali di sinistra con chi critica il loro potere di riferimento. Sitta ha preso in esame i problemi del mondo. E’ partito dalla globalizzazione, oggetto, dice lui, di personali “riflessioni politiche e filosofiche” per informarci che essa “è arrivata veramente e sta producendo cambiamenti straordinari e irreversibili”. Poiché la stampa modenese viene recapitata già dalle prime ore del mattino all’ambasciata americana a Roma, pare che John Phillpis, attuale ambasciatore Usa, incurante delle sei ore di fuso orario in meno rispetto a noi, abbia chiamato il presidente Obama per esortarlo a leggere l’articolo di Sitta al fine di non essere colto di sorpresa dai temi trattati. Una parolina l’ex assessore l’ha detta anche ai sindacati e agli industriali di tutto il mondo: “La divisione internazionale del lavoro così come l’abbiamo conosciuta negli ultimi 100 anni non esiste più”. La notizia rivelatrice ha gettato nel panico molti sindacalisti e politici del globo. A New York sono iniziate le trattative sulla temporanea sospensione delle contrattazioni: la campanella di Wall Street ha rischiato di non suonare, nonostante l’attesa per il discordo di Janet Yellen, presidente della Federal Reserve. Circa i Paesi del così detto “terzo mondo” e gli “emergenti”, Sitta ha svelato (non senza disappunto e proteste da parte degli industriali di tutte le nazioni) che: “i paesi emergenti partecipano in una condizione subalterna, come fornitori di materie prime e lavoro a bassissimo costo”. Il passaggio che ha maggiormente allarmato i diversi capi di Stato è stato quello relativo all’ordine mondiale. Egli ha affermato, senza mezze misure e preavvisi, che il “20% delle popolazioni del mondo vive in condizione economica privilegiata”. L’allarme più preoccupante per i mercati, già messi a dura prova, è venuto quando ha detto che, secondo lui, è necessario che si arrivi alla fornitura di merci e servizi “senza barriere e difese nazionalistiche che non tengono più”. I cinesi, che le barriere solitamente le aggirano, hanno brindato felici, mentre il resto del mondo si è preoccupato. Come se non bastasse, Sitta ha svelato un pericoloso segreto: “I nostri figli saranno economicamente più poveri di noi”. Immediatamente i giovani di tutte le nazioni si sono organizzati via internet per manifestazioni davanti alle ambasciate, subito strumentalizzati da gruppi eversivi sempre pronti a soffiare sul fuoco. Sitta, rendendosi conto del caos che avrebbe creato con il suo scritto, vi ha inserito una speranza e un ammonimento: “Il declino non è un destino ineluttabile, così come il benessere non era e non è un dono divino immodificabile”. Una rivelazione questa che ha messo a dura prova convinzioni millenarie. Altra cosa di cui nessuno si era accorto, è che: “la crisi esplosa nel 2008 ha segnato il passaggio drammatico e immodificabile a questa nuova situazione”. Sitta ha previsto che molti paesi passeranno in serie B e che l’Italia (governata a Modena per anni anche da lui) “non solo è già tra questi, ma è tra i peggiori di questi”. Non ho spazio per riferire la piccola parte che ha dedicato alle Regioni italiane e ai Comuni. Una sola notazione: chiede di “ripristinare le commissioni tributarie a livello di Comuni e quartieri in modo che vi sia un controllo sociale e una comparazione tra livelli di vita e la dichiarazione dei redditi”. Il delatore di codominio potrebbe essere il passo successivo. Tornando ai problemi internazionali da lui trattati, sarebbe bene che i paesi stranieri prima di assegnargli, come pare, incarichi politico-economici di rilevanza mondiale, leggessero l’ultimo bilancio di quelle che furono Coop legno e Open. Co sotto la presidenza Sitta: scoprirebbero solo fallimenti e fusioni. Da New York, Londra, Tokio e altri capitali, attendono con ansia i suoi pronunciamenti su temi di rilevanza mondiale non affrontati nel suo scritto: si tratta di temi etici, politici, economici, e, come lui ha scritto, filosofici. Le segreterie politiche del mondo, attendono i pronunciamenti dell’ex assessore di Campogalliano prima di coinvolgere i loro parlamenti su temi strategici per la vita di tutti noi. Si tratta di temi che vanno dall’irrisolta guerra in Cecenia, alla rivista boicottata da Israele “The Lancet”; dall’obesità che si diffonde più tra le donne che tra gli uomini, all’addestramento in Francia di Salah Abdeslam ai miliziani del Daesh. E l’elenco potrebbe continuare. Vabbè, quando si guida e quando si scrive, Sitta sicuramente lo sa, non si dovrebbe bere; ma un conto è conoscere una norma e un conto è trasgredirla …

Adriano Primo Baldi