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dittatura stupidità

Siamo entrati nella dittatura della stupidità. Da tempo molti lavorano per questo risultato ed ora, dopo il referendum di domenica, siamo arrivati: la dittatura della stupidità è al potere.
Le milizie del potere stupido hanno arruolato quasi tutti, convinti assertori della stupidità come metodo di vita, opportunisti che pensano che sia meglio una vita stupida piuttosto che impegnarsi a cercare di capire qualcosa, qualunquisti e mediocri vari a cui va sempre tutto bene purchè loro possano sopravvivere all’ombra di qualcuno in modo comodo senza fare fatica.
Nella dittatura della stupidità non c’è nemmeno bisogno di abolire le classiche libertà come quella di svolgere libere elezioni, di votare, come la libertà di stampa, di manifestare il proprio pensiero. Semplicemente gli stupidi, cittadini elevati a modello di nuova civiltà, si comportano come se queste libertà fossero state abolite anche se sono ancora lì a portata di mano e basterebbe usarle. Non lo fanno perchè in quanto convinti stupidi si comportano da cittadini modello e quindi non vanno a votare, non scrivono, non parlano, non esprimono pubblicamente quello che pensano. La dittatura della stupidità non ha bisogno di eserciti per mantenere l’ordine sociale e reprimere rivolte. Gli stupidi non si ribellano. Non serve sciogliere il parlamento ed assumere i pieni poteri, sono gli stupidi ad attribuire il potere completo anche a chi non ne ha alcun diritto semplicemente perchè tali personaggi si sono insediati ed hanno cominciato a muoversi come se avessero ricevuto una legittimazione universale. Gli stupidi si sono guardati in faccia ed hanno pensato che andava bene così.
Anche l’attuale espansione tecnologica utilizzata spesso in modo inconsapevole e casuale favorisce una dittatura mondiale basata sulla stupidità. Si è sempre detto che la tecnologia non è stupida o intelligente in sé, ma che tutto dipende dal modo in cui viene utilizzata. Converrete però che è molto più facile usare in modo stupido uno strumento come lo smartphone, nonostante il nome, che non il martello o la vanga. Con lo smartphone siamo continuamente connessi senza sapere bene con chi e il perchè, siamo obbligati a risposte brevi e immediate, ad essere veloci nella lettura e nella scrittura, ad eliminare i tempi di riflessione necessari per capire quello stiamo facendo. La connessione continua che ci portiamo anche in bagno e a letto ci impone un drastico ridimensionamento delle nostre capacità di riflessione, quindi di analisi e di comprensione, riducendo contemporaneamente le nostre capacità decisionali. Lo smartphone in una mano e il telecomando nell’altra inducono facilmente una stupidità collettiva che non ha precedenti nella storia dell’umanità, la comunicazione diventa sempre più veloce e il pensiero sempre più breve. Al contrario per decidere di usare un modo stupido un martello per colpirsi ripetutamente i coglioni occorre mettercisi d’impegno. Solo alcuni sono in grado di dimostrare questa straordinaria abilità, ma sono pochissimi quelli in grado di replicare l’azione. Con lo smartphone quasi tutti producono continuamente lo stesso comportamento replicato all’infinito.
A proposito dei risultati del referendum di domenica qualche cioccapiatti ha commentato che 70 a 30 vuol dire democrazia, arruolando nel 70 % chi non ha mai votato e mai voterà, chi non ha nemmeno capito che si stava svolgendo un referendum e su quale argomento, chi ha perso il certificato elettorale, chi “io non vado a votare perchè lo ha detto Renzi”, chi “io non vi vado per don dare un dispiacere alla mamma”, un po’ come nel business dell’immigrazione che comprende profughi in fuga dalle guerre, richiedenti asilo, persone in fuga dalla giustizia dei loro paesi di origine, mestieranti della clandestinità, aspiranti terroristi, invasati religiosi, ecc..
Sarebbe il caso di porsi qualche domanda. A quando risale l’ultimo referendum in cui è stato raggiunto il quorum ?
Nelle ultime tornate elettorali, politiche ed amministrative, l’astensione ha avuto un incremento notevole al punto che a Modena, territorio tradizionalmente fedele e conservatore, Muzzarelli è stato eletto al ballottaggio con meno del 50% dei suffragi.
Se 30 persone decidono di compiere coscientemente un’azione, quella di andare a votare, uscendo di casa per recarsi in un seggio e utilizzare uno strumento antico come una matita, mentre 70 persone rimangono lì con lo smartphone in mano, connesse con chi sa chi, a parlare di non si sa che cosa, siamo sicuri di essere ancora in democrazia ?

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