Il concerto di Vasco e lo sconcerto per una città inadeguata

vasco Un concerto di Vasco a Modena come celebrazione di 40 anni di una carriera straordinaria, penso irripetibile, è un evento doveroso. Lo è per i suoi fan che sono distribuiti in tre generazioni, lo è perchè è da troppo tempo che a Modena non si organizza un concerto importante. Lo è perchè sì, perchè è così come direbbe forse Vasco stesso se interrogato al riguardo. Per chi ha sempre seguito le sue canzoni, il suo modo di fare musica, di interpretare quel rock italiano volutamente mantenuto italiano, Vasco rappresenta un personaggio che va oltre ogni definizione, che rompe gli schemi tra eccessi, follia, genialità artistica, che esprime anime diverse a volte in conflitto altre contaminate.
Vasco ha avuto la straordinaria capacità di saper utilizzare una comunicazione immediata, breve, di scrivere canzoni utilizzando parole di uso comune, frasi a volte incomplete ma efficaci nel condividere emozioni. A tratti c’è poesia semplice e diretta nei suoi versi.
Vasco ha battuto ogni record, di presenze, di fedeltà da parte dei fan, di durata. E’ amato dal suo pubblico, più che ammirato, un amore che passa da una generazione all’altra mantenendo quella precedente. Di conseguenza il suo pubblico si moltiplica, anche ai concerti sono presenti giovani ragazzi assieme a chi ragazzo non è più. Il pubblico di Vasco è diviso equamente tra uomini e donne, giovani e meno giovani.
Senza troppe sovrastrutture è il simbolo di una semplicità che dura.
Tutto bene quindi ? Si ma il concerto di Vasco a Modena porta allo scoperto una quantità enorme di problemi.
Modena ancora una volta dimostra di essere una città inadeguata, non adatta per i piccoli eventi come per i grandi, con delle infrastrutture ridicole sul piano dell’accoglienza, una viabilità che va in crisi e blocca mezza città anche soltanto con una iniziativa come Curiosa in fiera.
Negli ultimi anni sono state costruite strutture sbagliate e al bisogno inutilizzabili come la pista di Marzaglia, inadatta  per le stesse macchine e impraticabile per qualsiasi altro uso, come i parcheggi scambiatori, insufficienti, come il Novi park ridicolo con i suoi 1700 posti per un concerto di Vasco che ha un richiamo minimo di 100 mila persone e 4o mila tra auto e moto.
Molti nei commenti su Facebook hanno espresso preoccupazione per la scelta del Parco Ferrari, cmq anch’esso inadeguato considerato che l’attesa è altissima, il parco misura 40 ettari, 400 mila metri quadri zona boschiva compresa.
Bisogna considerare la dimensione del palco, gli spazi necessari e vitali per impianti e attrezzature, per stand, bagni chimici, sicurezza.
Forse qualcuno ignora che per un concerto di Vasco si possono muovere 20 tir e per un concerto singolo possono lavorare dalle 700 alle mille persone.
Un concerto di Vasco comincia il giorno prima e finisce il giorno dopo.
Che fare quindi, rinunciare ? No assolutamente no. Il problema non è Vasco ma Muzzarelli e con lui tutti gli ultimi sindaci, almeno da Barbolini in poi che non hanno capito che occorreva con lungimiranza lavorare alla realizzazione di una città metropolitana oltre ai confini comunali, costruirla insieme a paesi come Vignola, Pavullo, Carpi, Sassuolo, e perchè no Reggio e Ferrara in  modo tale da realizzare strutture e spazi per grandi eventi che di volta in volta potessero essere modenesi, reggiani, ferraresi andando oltre campanilismi ridicoli e antiquati. Per la  conformazione delle nostre città, per come sono cresciute senza una visione d’insieme questa sarebbe stata l’unica soluzione per dotare ogni polo urbano di opportunità nazionali e d internazionali.
Non è stato fatto, ora è tardi. ora l’unica cosa possibile è dimensionare l’iniziativa del concerto di Vasco nel modo giusto, tenendo conto dell’inadeguatezza della città. Non il concerto dei record sul piano numerico, ma quello perfetto come qualità e con un numero minore di biglietti venduti deciso subito proprio come necessità dello sconcerto cittadino nel non potere fare di più. La sede più opportuna alla fine è quella di Ponte Alto anche se appare la più brutta.
Lo capiranno i fan ?
Lo capiranno i geni comunali che fino ad ora hanno sbagliato tutto ?
Lo capirà Muzzarelli, l’uomo del fare senza pensare ?
Lo capirà chi non è nemmeno capace di misurare la larghezza di una pista ciclabile ?
Forse l’unico a capirlo potrebbe essere Vasco che a 65 anni, tanti ne avrà alla data del concerto, potrebbe dimostrare l’intelligenza anche artistica di annunciare direttamente sul palco, a fine concerto, che quella è stata la sua ultima performance live, salutando quindi quel popolo di ventenni che hanno seguito le sue canzoni fin dall’inizio, le sanno tutte a memoria, saranno presenti da sessantenni per cantarle ancora insieme a lui ed alle generazioni che si sono aggiunte nel corso di 40 anni di carriera.
Questo sì che renderebbe il concerto immortale e lo consegnerebbe definitivamente alla storia della musica, insieme al nome di Modena.
Diciamo questo, sia chiaro, con tutta l’ammirazione che abbiamo per Vasco e con tutto lo sconcerto per scoprire ancora una volta che viviamo in una città inadeguata.

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