Vasco e una città che non sa cosa fare

vasco-rossi-live-kom-2015

Vorremmo evitare di discutere per mesi e mesi su dove debba svolgersi il concerto di Vasco, per arrivare alla fine e fare, come già accaduto, la scelta peggiore.
Ci sono due punti fermi dai quali partire.
Il primo è che, oltre ogni sentimentalismo, il concerto di Vasco è un business che richiede per essere organizzato dei costi altissimi che inevitabilmente si rifletteranno sui numero dei partecipanti necessario a rendere remunerativo l’investimento (100 mila persone?)  e sul prezzo del biglietto che oscillerà tra i 40 e gli 80 euro.
Il secondo punto fermo è che Modena non ha una struttura e nemmeno un’area per i grandi eventi. In tutti questi anni, nemmeno in collaborazione con alcuni grossi comuni della provincia, qualcuno ha pensato a predisporre un’area in cui poter organizzare grandi eventi. Conseguentemente mancano a Modena le strutture per una accoglienza di massa.

numbers-maggio-1
E’, come abbiamo già scritto, una città inadeguata, sonnolenta, ferma e amministrata da incompetenti che negli ultimi 20 anni hanno distrutto più che costruito.
L’occasione del concerto di Vasco dovrebbe essere utilizzata per un ripensamento delle scelte fallimentari che sono state fatte, spendendo malamente soldi pubblici per costruire strutture che poi non hanno le caratteristiche per essere utilizzate.
L’elenco è molto lungo, ce ne siamo sempre occupati e basta scorrere gli articoli pubblicati su Modena Come per capire come una classe di amministratori incompetenti abbia rovinato la città, dal Novi Park, alll’ackeo patacca che lo ricopre che pieno com’è di ascensori e scale non è più utilizzabile per manifestazioni ed eventi, alla costruzione dell’ennesimo supermercato nell’area ex Amcm che congestionerà tutta la viabilità circostante rovinando una delle poche zone in cui a Modena resistono negozi e attività di prossimità.
E’ fuori discussione che tra la scelta di organizzare il concerto a Ponte Alto o al Parco Ferrari, chiunque ragionando sulla complessità dell’evento sceglierebbe Ponte Alto. Non solo per una questione ambientalista ma perchè sul piano logistico è sicuramente meglio un’area attrezzata e collaudata, vicino al casello autostradale, alla tangenziale, con ampie possibilità di parcheggio che non un parco a ridosso del centro.
Potrebbe addirittura capirlo anche Muzzarelli, ma non lo capirà e così ancora una volta Modena farà la scelta peggiore, quella più difficile da gestire, creando problemi e polemiche a non finire.
Se non riescono nemmeno a misurare la larghezza di una pista ciclabile e poi si difendono malamente dicendo che l’hanno realizzata “in deroga” ….. possiamo fidarci di persone così ?