Vasco, la banda del NO risiede tutta in Comune

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Ormai è una situazione paradossale e le parti sembrano addirittura capovolte. Il concerto di Vasco che si svolgerà tra un anno, sta facendo emergere quanto la città nel suo complesso sia impreparata a gestire grandi eventi. L’impreparazione è totale, sul piano culturale e sul piano delle strutture organizzative e di accoglienza.
Le parti sembrano addirittura capovolte, da un lato una amministrazione comunale normalmente dormiente che improvvisamente ostenta un atteggiamento rockettaro quanto mai inusuale e perlomeno irresponsabile, dall’altro una parte della città che sostiene, in modo più motivato e organizzativamente intelligente, che se il concerto invece che al parco Ferrari viene organizzato in un’altra location probabilmente è meglio.
In una città normale è più facile che avvenga il contrario e cioè che gruppi di cittadini, associazioni, club chiedano di organizzare un concerto ad esempio in centro e che l’amministrazione dica che è meglio organizzarlo in una zona periferica dove ci sono minori problemi logistici.
A Modena no, non è di casa nemmeno la normalità.
E’ da ricordare che, per chi se ne fosse dimenticato, che l’attuale giunta guidata dal rocker Muzzarelli è la continuazione peggiorata della giunta Pighi dove “chitarra di fuoco” Sitta ha creato danni incalcolabili non solo alla città di oggi ma a tutte le generazioni future e che “chitarra di fuoco” voleva costruire proprio al parco Ferrari una specie di astronave con dentro una piscina, degli uffici direzionali, delle residenze e naturalmente un super mercato alimentare.
Anche i giornali locali notoriamente adagiati sull’ufficio stampa del Comune, qualcuno addirittura gemellato, si sono immediatamente buttati sul concerto di Vasco sostenendo che è ora di smetterla di dire no a tutto, che bisogna lanciarsi a testa bassa sull’opportunità che ci viene offerta e che Modena deve dimostrare vitalità al pari delle città europee e che questa volta quelli che dicono sempre no a tutto la devono smettere … perchè il parco Ferrari non può essere messo entro ad una teca di vetro.
Quelli che dicono no a tutto sono individuati e colpevolizzati negli ambientalisti.
Punti di vista ovviamente, ma se ci fermiamo un momento a riflettere sulla condizione in cui si trova la città scopriamo che in realtà la banda del no risiede negli uffici comunali.
– NO ai parcheggi in centro storico e nelle immediate vicinanze.
I parcheggi sono stati infatti costruiti con delibere approvate da un giorno all’altro soltanto all’estrema periferia, adiacenti ai supermercati organizzando di conseguenza tutta la viabilità in modo auto-centrico e caotico.
– NO ad una politica di sostegno, di sviluppo  e trasformazione dei negozi di vicinato, del centro storico, di prossimità ai nuovi quartieri costruiti.
Dagli anni 70 in poi tutta l’edilizia è stata orientata verso la costruzione di quartieri senza servizi in modo da favorire per necessità l’espandersi della grande distribuzione, la crescita del mercato automobilistico ai danni di uno sviluppo urbano equilibrato.
– NO allo sviluppo di forme autonome di organizzazione e produzione della cultura e dell’intrattenimento da parte dei privati.
Tutto è sempre stato controllato e gestito dall’amministrazione comunale, occupando tutto gli spazi possibili, favorendo soltanto alcuni soggetti.

Si potrebbe continuare e dimostrare che  è relativamente facile attribuire la responsabilità del no.
Ritornando al concerto di Vasco che si vuole fare assolutamente al parco Ferrari,  quali sono i vantaggi di volerlo organizzare a tutti costi in quello spazio quando ci sono delle valide e più interessanti alternative ?
La risposta è semplice non c’è nessun vantaggio.
La cosa più assurda è che nonostante Modena non abbia spazi e strutture per ospitare grandi eventi, le alternative ci sono e sono tali da rendere la gestione dell’evento (si parla di 100 mila presenze e l’assessore all’ambiente ha addirittura ipotizzato una partecipazione di 150 mila persone) meno complessa.
Prima alternativa è Ponte Alto, un’area che dopo vari passaggi proprietari poco chiari è ora in gestione al PD locale e che è collaudata per l’organizzazione di manifestazioni di massa. La vicinanza con la tangenziale costituisce da sola motivo di scelta.
Seconda alternativa è la struttura dell’ippodromo, già dotata anche di tribune, struttura ampiamente sottoutilizzata da parte della società proprietaria dell’impianto.
Considerato che la produzione del concerto paga lo spazio che viene utilizzato non si capisce per quale motivo non possano essere percorse altre strade che oltretutto sono sicuramente meno problematiche sul piano della viabilità, della sicurezza, della gestione del flusso delle persone in arrivo e in partenza.
A meno che la questione non sia proprio questa, se il concerto viene fatto al parco Ferrari il Comune guadagna con l’affitto del terreno, negli altri casi no.