Loading

peggio

di Adriano Pimo Baldi

Roma, Torino, Trieste, Pavullo, Finale e tante altre città, porgono distinti saluti. A chi, lo sanno tutti . Il 65% degli aventi diritto a Napoli non ha votato. La vittoria è certamente più di De Magistris che del suo partito. La sinistra non sta sconfiggendo il centro destra. Sta sconfiggendo l’Italia. Anche dove vince l’astensionismo rende penosa la vittoria ed è sempre più protagonista di un abbassamento del livello qualitativo della rappresentanza politica. Li prendono su dal basso, da sotto; li girano verso l’alto e li mettono a governare. La disaffezione alla politica è tutta qui.

I più colti sono governati dai più ignoranti. I più capaci, dai più ruffiani. Gente che in una situazione normale avrebbe al massimo occupato il posto di segretario di sezione si trova a fare il sindaco sostenuta da adoranti servitori che sperano di continuare ad avere privilegi e favori che con le proprie capacità non sarebbero in grado di ottenere. Costoro scavalcano il diritto altrui con il servilismo, la raccomandazione e l’appartenenza a questa o a quella famiglia che fa di loro dei famigli, assecondati e amplificati in tutto ciò che fanno da untorelli del consenso.

E in questo schifo la gente a votare non ci va. Quando vota, come a Roma e Torino, sceglie giovani senza adeguata esperienza pur di uscire da un voto ideologico privo di ogni valutazione oggettiva. Il nonno, il babbo (la mamma no, come hanno scritto Luporini e Gaber) votavano comunista  e per non sentirsi traditori anche loro votavano a sinistra. Di fronte all’evidente incapacità e alla stupidità dell’arroganza, gli elettori di sinistra si sono decisi ad anteporre alla cecità della fede, la speranza.




Nonostante l’inesperienza del M5S i loro rappresentanti vengono votati per vedere se le cose prendono una piega diversa; e comunque con la convinzione che mal che vadano le cose peggio di come sono andate in questi anni non possono andare. A Modena è stato realizzato il progetto “Strade pulite”. Affrontano il problema delle cicche con le stesse persone con le quali “pensano” e realizzano progetti “culturali”. Credono di nobilitare in questo modo un problema fin qui lasciato agli “spazzini”. Nessuno più della sinistra è stato prigioniero dell’industria culturale di massa. Nessuno ha sostenuto questa industria in modo acritico più delle amministrazioni di sinistra. Un tempo gli amministratori si preoccupavano della lettura, del teatro, della musica, solo quando il tutto veniva  espresso in termini professionali alti. Si occupavano di ciò che poteva rappresentare strumento di formazione culturale permanente. Oggi, invece, se fanno suonare un’orchestra la prendono formata da studenti del conservatorio trasformando il saggio scolastico in attività professionale.

Non fanno cultura, la usano per fare delle fiere. La quantità di iniziative è il loro obiettivo a prescindere dal contenuto e da ogni professionalità. A parte naturalmente qualche eccezione inserita nei programmi allo scopo di dare credito a tutto il resto anche “quando questo credito il resto non ce l’ha”, come canta Vasco Rossi. Chiamare la gente, farsi vedere, è il loro scopo principale. In tre giorni fanno una sagra filosofica che contiene tutti i classici, tutti i poeti, tutti i filosofi e tutti i letterati di tutti i tempi. Dopo un’indigestione che costa, almeno a Modena, oltre un milione di euro, vomitano per rigetto citazioni a sproposito quando va bene o non ricordano più nulla nella maggior parte dei casi. Chi sapeva forse ha aggiunto qualcosa al suo sapere ma su 200mila visitatori (sono le cifre che danno loro) solo il 10%, a stare larghi, ha strumenti di decodificazione delle lectio magistralis. Per tutti gli altri è spettacolo. Spettacolo filosofico, certo. Nella musica, se non si tratta del rock, è peggio che andar di notte. Nelle mostre basta essere amici del sindaco Muzzarelli. I nostri “cumunali” solitamente sprecano o sono ostaggio, per ignoranza, di tecnici che gliela raccontano.

Lo prova il fatto che l’ideologa del sindaco per le mostre e le attività culturali è la pensionata dell’ufficio sport Maria Carafoli della quale i giornali continuano a pubblicare una foto che ne esalta l’intellettualità. Oggi, come ho accennato sopra, oltre alle mostre e alla cultura in generale, questa ascoltata signora ha aggiunto al suo sapere, che naturalmente trasmetterà al sindaco come ha fatto fin qui, un altro settore di competenza che andrà ad arricchire il sindaco Muzzarelli: si tratta appunto della lotta ai mozziconi di sigarette. E’ infatti Maria Carafoli che ha collaborato con i servizi ambientali di Hera al progetto “spegni cicca”. La cultura, quando è tale, si esprime anche nell’andare a cicche e la progettazione in questo settore è passata dagli uffici comunali alle aule del sapere di Modenamoremio. La cucina è sempre stata una filosofia, ma nessuno fin qui aveva fatto servizi giornalistici anche alla moglie del cuoco.

La moglie dell’oste Massimo Bottura ha dichiarato: “mio marito è un genio”. La moglie di Albert Bruce Sabin non lo ha mai fatto, e se lo ha fatto nessun giornale lo ha scritto. All’Ert (Emilia Romagna Teatro) un gruppo di incompetenti presieduto dal pensionato settantatreenne ex sindaco di Modena, Giuliano Barbolini, appena nominato da Muzzarelli, sceglierà il nuovo direttore generale. Anche questo fa parte di quell’alto livello culturale generato da una città dove secondo lo slogan del sindaco tutto diventa cultura. Compresa la raccolta delle cicche. Roma, Torino e Trieste e da noi Finale e Pavullo, hanno raccolto il frutto dello scarso livello raggiunto dalla sinistra nel modo di amministrare. Sul piano nazionale il Pd si è “fuso con la Chrysler” e a Modena il Comune si è fuso con l’associazione Modenamoremio. Di questo andazzo generale se ne sono accorti, per ora, gli elettori di molte città: prima o poi se ne accorgeranno anche i modenesi  …

Adriano Primo Baldi

Top Modena Come giornale online Modena Come giornale online Emilia Romagna. GMComunicazione - modenacome@gmail.com
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: