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Camera di commercio, abbiamo bisogno di un presidente dimezzato ? News 

Camera di commercio, abbiamo bisogno di un presidente dimezzato ?

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Un presidente dimezzato per la Camera di Commercio serve a Modena?

Può Modena, ancora soffocata da una crisi che non sembra finire, e dove le imprese arrancano e resistono sempre più a fatica, permettersi fino al 2018 una Camera di Commercio a gestione
Perché questa pare essere la soluzione che viene prospettata per il dopo Torreggiani: l’elezione di un “traghettatore” a tempo determinato, legittimato ad occuparsi esclusivamente dell’ordinaria amministrazione. Questo significherebbe altri due anni di stallo, con una Camera di Commercio immobile, mero osservatore dell’inarrestabile declino del nostro territorio.
A Modena serve nuovo slancio, serve una Camera di commercio che funzioni a pieno regime e rincominci ad essere motore di iniziative per rivitalizzare il territorio.
Per questo trovo sconcertante e imbarazzante che a causa delle inconciliabili rivalità fra le maggiori associazioni del mondo economico modenese, i consiglieri in carica possano pensare a soluzioni tampone.




Perchè non rinnovare l’intero consiglio camerale da subito? Perché aspettare fino al 2018?
D’altra parte, durante questi ultimi otto anni il consiglio non ha mai sollevato perplessità o messo in discussione l’operato del Presidente dimissionario, sostenendone e approvandone le decisioni. Per questo, di fronte alla totale mancanza di risultati, i consiglieri avrebbero dovuto fare come lui: dimettersi. E siccome non è mai troppo tardi, prima di fare altre frittate sarebbe opportuno ed eticamente corretto che lo facessero ora. Mi auguro quindi che l’11 luglio, data della prossima riunione camerale anziché con un presidente azzoppato si esca con un consiglio dimissionario. Un atto di responsabilità, per il bene Modena, di cui i modenesi non potranno che essere grati.
Concordo poi pienamente con Gabriele Morelli, ex segretario regionale Cna, quando sottolinea un problema che anche io avevo sollevato: l’occupazione dei ruoli decisionali (com’è avvenuto anche nella Camera di Commercio) da parte dei “burocrati”, pur nella miglior accezione del termine.
Spetta agli imprenditori reimpossessarsi della cabina di regia, cominciando dalle loro associazioni, da troppo tempo abbandonate in mani che si sono fatte notare più per l’essersi assegnate stipendi da favola che per la preparazione e l’attenzione verso gli interessi delle categorie produttive modenesi.
E, per quanto riguarda la Camera di Commercio, in assenza delle auspicate dimissioni, spetta sempre agli imprenditori prendere in mano la questione, esigendo la nomina di un nuovo consiglio che possa procedere in tempi brevi alla elezione di un nuovo Presidente con un mandato ampio e poteri veri. Qualsiasi strategia o progetto per portare il territorio modenese fuori dalle secche di una interminabile crisi deve poter contare su una Camera di Commercio nel pieno della sua funzionalità

Giuseppe Pellacani




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