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NO, a Modena raccolte più firme

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MODENA IN CONTROTENDENZA RISPETTO AL DATO NAZIONALE: RACCOLTE PIU’ FIRME DELL’OBIETTIVO PREVISTO!

A Modena abbiamo abbondantemente superato l’obiettivo di 6000 firme per l’abrogazione dell’Italicum! Quelle raccolte, infatti, sono oltre 7200, il 20% in più dell’obiettivo fissato dal Coordinamento Regionale! Di queste, a causa del sistema ottocentesco di certificazione dei Comuni, non è permesso nemmeno l’invio telematico dei documenti comunali!, se ne sono potute certificare in tempo 6483 per il quesito sui capilista, 6428 per il quesito sul premio di maggioranza e si noti che Comuni come Milano, Roma, Torino, devono ancora inviarci i certificati richiesti da mesi. Assieme a quelle contro la legge elettorale abbiamo raccolte altre migliaia di firme per i referendum su scuola, lavoro e ambiente. Anche il silenzio dei grandi media nazionali ha ostacolato la raccolta perché i cittadini non sono stati messi in condizione di conoscere adeguatamente le ragioni pro e contro la legge elettorale .

L’importanza del lavoro svolto e del risultato modenese è ancor più significativa se si pensa che in Italia si è riusciti a raggiungere “solo” 420 mila firme, non sufficienti per indire il referendum ma anch’esse frutto di una straordinaria mobilitazione popolare di oltre 400 comitati territoriali.

Avvertiamo la responsabilità di non disperdere il grande patrimonio di impegno e volontà consolidato tra tante difficoltà. Patrimonio che ci permette di rilanciare e sostenere tra i cittadini le ragioni del NO al Referendum di ottobre. Ci incoraggia la constatazione che, in questi tre mesi, dai pochi banchetti di inizio aprile si è via via realizzata una diffusa, capillare rete di volontari in tutti comuni della provincia. Il risultato, per nulla scontato, è stata la costruzione di una coesa comunità di cittadini, forze politiche e associazioni (tra le quali Anpi e Arci), composta di giovani e adulti, donne e uomini, che ha avviato la propria attività con grande anticipo rispetto al Comitato del SI al referendum di ottobre.




Questa costante crescita della mobilitazione conferma che esistono grandi disponibilità di partecipazione democratica che non attendono altro che occasioni per esprimersi.

Continueremo a stare nelle piazze, ad autofinanziarci, ad organizzare dibattiti, feste e confronti per spiegare che le modifiche elettorali e costituzionali riguardano tutti: incidono sulle nostre libertà, sul potere reale dei cittadini di contribuire in modo effettivo alle decisioni politiche, al futuro dell’Italia e della sua democrazia.

Possiamo con orgoglio affermare di aver realizzato anche a Modena un’esperienza il cui grande valore sarà messo a frutto nella campagna elettorale per il referendum costituzionale di ottobre.

Comitato modenese contro l’Italicum e per il No al referendum costituzionale




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