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LA ‘MOGLIE DI CESARE’ E GLI INCARICHI IMBARAZZANTI

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LA ‘MOGLIE DI CESARE’ E GLI INCARICHI IMBARAZZANTI
di Adriano Primo Baldi

I problemi che riguardano la famiglia dovrebbero sempre restare privati. Anche quando uno dei coniugi, o entrambi, sono personaggi pubblici. Ma così non è. Di Muzzarelli, sindaco di Modena, ne parlo sempre volentieri. Ovviamente in quanto sindaco e nient’altro. Meno volentieri parlo della moglie. Oggi lo faccio ma con disagio. Il famoso detto: “Chi la fa l’aspetti”, in questo caso, pensando al suo partito, (quello a cui hanno cambiato alcune volte nome) verrebbe a proposito. Ma non è per questo che ne scrivo.
Tra il 1980 e il 1985 mia moglie, Rina Cianassi, ricoprì per un paio d’anni l’incarico di assessore (Pci) alla cultura del Comune di Modena. Era alla terza legislatura.
Il mio partito (Psi), in quegli anni era all’opposizione. Allora scrivevo nella pagina di Modena del giornale di Montanelli. Rina Cianassi, rientrata da una riunione dove avevano discusso le candidature per le elezione del 1985, mi riferì che sette compagni intervennero per elogiare il suo lavoro. Ma che erano tutti d’accordo nel ritenere che la moglie di uno che scriveva sul giornale di Montanelli non dovesse far parte della Giunta. Le proposero di non ricandidarsi e di accettare incarichi all’Ater – dove già era consigliere delegato al Balletto a Reggio Emilia – con la prospettiva di diventarne la presidente. Sbagliarono il calcolo. Reagì indignata sostenendo di non accettare di essere giudicata attraverso l’attività del marito. Disse che una donna deve avere una sua autonomia indipendentemente dagli affetti personali e che l’incarico più importante che le veniva offerto, in coerenza con il detto “promuovere per rimuovere”, lo riteneva, date le motivazioni, vergognoso.
La sollecitai ad accettare la proposta, ma non ne volle sapere: il giorno dopo si dimise da assessore e da tutti gli incarichi. Se ne occuparono ripetutamente i giornali nazionali. L’Unità non mi citava per nome, ma scriveva: “IL marito della Cianassi”. Stigmatizzai sottovoce (si fa per dire) il fatto a una conferenza stampa, e smisero. Politicamente i compagni realizzarono contemporaneamente un delitto e un castigo. Il delitto fu di sviluppare un giudizio intorno a una famiglia; il castigo fu di mettermi di fronte alla responsabilità di critica con articoli un partito e ne fa pagare il prezzo a un incolpevole. E’ mancato per entrambi l’incontro chiarificatore, come nei Fratelli Karamazov, nel monastero del Pci, ma fu meglio così. Eravamo di fronte a pensatori assimilabili agli idiots savants di Borges, dove il pensiero più profondo e l’idiozia più idiota diventano la stessa cosa.

Il ricordo di quegli anni è affiorato perché in questi giorni i giornali hanno scritto che la moglie del sindaco Muzzarelli, Alessandra Pederzoli, commercialista è nel collegio dei revisori dell’azienda A e C.
Tutto regolare. La signora è commercialista e fa il suo mestiere. Ma c’è un però. L’azienda che ha nominato la first lady modenese ha finanziato regolarmente la campagna elettorale del marito. La simpatia non si può proibire. Quindi? Quindi l’azienda A. e C è sotto inchiesta perché accusata di aver costruito edifici con calcestruzzo non a norma, cemento farlocco.
Ma non è finita, la signora ha 21 incarichi come sindaco e presidente del collegio sindacale dei revisori dei conti. E’ sindaco effettivo della Marigliano Gas commissariata e destinataria di una interdittiva antimafia che ne ha bloccato le attività. La CPL Concordia che si è vista arrestare il presidente ha finanziato la campagna elettorale di Muzzarelli.
Tutto regolare, ci mancherebbe altro … Se è la somma che fa il totale, tiriamola: 21 incarichi alla moglie del sindaco Muzzarelli?
Si, perché non si può? Si può. Lasciamo perdere il ricordo di quando questi compagni dicevano che non solo Cesare ma anche la moglie di Cesare deve essere immacolata. Circa la signora Muzzarelli non ho dubbi, ma mi piacerebbe sapere se non le è venuto in mete di dire al marito: “Senti caro, per quanto mi riguarda io mi dimetto subito da tutti gli incarichi di revisore che ho dove le aziende sono indagate come nel caso della A e C e in quello della Marigliano Gas. Ti ricordo però che Rina Cianassi si dimise da assessore e rifiutò un prestigioso incarico soltanto perché i compagni non gradivano di avere in Giunta una donna il cui marito scriveva contro il partito. Se i tuoi finanziatori saranno condannati, diciamo fin d’ora alla città che restituiremo i soldi ricevuti in campagna elettorale”.

Adriano Primo Baldi




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