Regione Emilia Romagna e stampa, per un ricordo di panino alla mortadella

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Da Prima Pagina
Soggiorni in hotel a 5 stelle, pranzi e cene in ristoranti di lusso. E poi giri in Ferrari, trattamenti termali, caccia al tartufo e corsi di cucina. C’è questo e molto altro nel lungo elenco delle spese che la Regione Emilia-Romagna, attraverso l’Agenzia per la promozione del turismo (APT), riserva ai cosiddetti «educational tour», ovvero le attività di promozione turistica riservate ai giornalisti sia italiani che esteri. «Il meccanismo è semplice – recita in una nota il M5S regionale – io (Regione) ti offro ospitalità in Emilia-Romagna, tu (giornalista) torni in redazione e racconti quello che hai visto attraverso servizi tv, articoli di giornale, blog. Senza mai specificare che in realtà si è trattato di una vacanza all inclusive dove chi scrive, o il giornale per cui lavora, non ha speso nemmeno un centesimo. Un’attività che solo nel 2015 è costata più di 400mila euro di soldi pubblici e che ha visto nella lunga lista degli ospiti oltre che giornalisti di testate estere più o meno conosciute (a 6 giornaliste russe ospiti in Riviera APT ha pagato anche i massaggi e trattamenti termali in albergo), anche moltissimi giornalisti italiani, registi, conduttori tv e persino dirigenti RAI con stipendi da super paperoni.

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