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L’assessore (?) Cavazza, il fantasma dello scalone
di Adriano Primno Baldi

fantasma cavazza

Il fantasma ha battuto un colpo. Anche i fantasmi, e anche da piccoli, a volte cadono. Patapùnfete! Dal 1958 non si è più ripreso. Dopo alcuni fumosi giri di parole, derivanti dallo stato di ibernazione politica e dall’assenza dal mondo reale, è riapparso. La perdita di cognizione del rapporto spazio-tempo ne ha ostacolato la comunicazione. Con difficoltà, e pare sotto dettatura a voce di altri spettri, ha parlato.
Ha comunicato con parole a volte incomprensibili, così come ha sempre fatto in Consiglio comunale.
Porfirio, filosofo del III secolo d.C. e discepolo di Plotino, a proposito di fantasmi osservava: “Possono far sorgere in noi passioni vili, provocare guerre, inimicizie; questi spiriti trascorrono il loro tempo ingannando e illudendo i mortali, creando attorno a loro illusioni”. E’ ciò che ha fatto Giampiero Cavazza. E’apparso nelle vesti di fantasma guardiano: sono quei fantasmi che in vita erano armigeri, soldati di ventura, scudieri o semplici domestici, e quando appaiono conservano la loro forma originaria.
Così lui è comparso nella veste di vicesindaco, funzione che lo spettro ha saputo di aver ricoperto al tempo in cui vagava, da domestico dell’inquilino di piazza Grande, intorno al municipio. Circondato da una cornice di vaga luminosità, e avvolto in una tunica il cui contenuto spettrale non era né carne né ossa, ha annunciato con parole interrotte da luci alternate, e pronunciate con voce registrata su nastro magnetico come nella Fabbrica illuminata di Luigi Nono, che l’area ex Amcm avrà fama. Ne riporto un passaggio: “Questo – denominato Parco della creatività – è un progetto di tutta la città, con un profilo culturale di respiro “nazionale e internazionale”. Breve pausa e ripresa del fantasma che a volte, come tutti i fantasmi dice frasi sconnesse, ha citato, senza saperlo, Nono: (“
la folla cresce” – “parla ‎del morto” – “la cabina detta tomba” – “fabbrica come lager” – “uccisi”). Poi il ‎nastro tace, la voce afferma: “passeranno ‎queste angosce non sarà così sempre ritroverai qualcosa”.‎ Che la musica di Nono, con testo nobilitato dalle parole di Cesare Pavese, sia nota nell’aldilà, sorprende.
Parole già difficili per noi, figuriamoci per un vicesindaco fantasma. Chiunque abbia un minimo di contatto con la realtà, non sia sofferente di schizofrenia paranoide, ed abbia piena consapevolezza del significato delle parole con le quali comunicano gli umani, mai avrebbe potuto definire il progetto ex Amcm “di interesse nazionale e internazionale”. Solo un alieno, un extraterrestre, un fantasma, uno spettro, o un ospite del don Giuseppe Benedetto Cottolengo può definire quel progetto con simili espressioni.




L’assessore alla cultura purtroppo non ha cultura. Non conosce il significato e l’uso delle parole “nazionale” e “internazionale”. Secondo un calcolo algoritmico del fantasma, chi verrà in Europa dal resto del globo verrà per visitare la parte condominiale e residenziale che verrà costruita all’ex Amcm; verrà per ammirare la palestra che lì si intende costruire per il liceo Sigonio (scuola della quale si parla in tutto l’universo; verrà per vedere l’avveniristico Centro commerciale con annesso parcheggio sotterraneo, che affosserà del tutto il Centro storico; verrà per visitare il Teatro delle Passioni che nelle guide prenderà il posto del Piccolo di Milano e che, sotto la regia del nostro Strehler di Fanano, e della mente culturale cittadina, al secolo la pensionata dell’ufficio sport, Maria Carafoli, replicheranno ogni sera in quel teatro l’opera politicamente autobiografica: “I pagliacci”. Nulla a che vedere con quella di Ruggero Leoncavallo.
Dopo alcuni colpi di luce e rumori vari, cric!, crac!, cic!, ciac!, il vicesindaco riparla dell’ex Amcm: “ la centralità dei contenuti culturali, con in primo piano la sede di Ert, il cinema e l’innovativo Laboratorio aperto”, sarà di interesse nazionale e internazionale. Da tutto il mondo verranno ad ammirare la “sede Ert”, costituita dalla scrivania di un fossile della politica del suo presidente, ex sindaco di Modena, Giuliano Barbolini, e un suo ritratto rupestre posato su di essa. Visitatori “nazionali e internazionali” sceglieranno l’ex Amcm al posto del Partenone, della Cappella Sistina, della Torre Eiffel, e di ogni altra superata bellezza. L’interesse “nazionale e internazionale” del Parco della creatività è stato annunciato dal vicesindaco fantasma in un apparizione avvenuta nel venerdì mancante. Il progetto, ha affermato: “ci consentirà di “accrescere”, così ha detto: “il benessere individuale e collettivo”. Alle parole “benessere individuale” una voce, dall’aldilà, ha pronunciato i nomi delle solite cooperative dell’edilizia. Di “benessere collettivo” nulla, a parte il costo.

Adriano Primo Baldi




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