Pranzi di corte e informazione. E il giornalismo ?

 

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Pranzi di corte e informazione. E il giornalismo ?
di Adriano Primo Baldi.

GIORNALISTI ‘SFAMATI’ DALLA REGIONE: CARO ASSESSORE USATE I NOSTRI SOLDI PER FARCI BIDONARE DA INFORMAZIONI COMPRATE.

Prima una premessa. Poi parliamo di giornalisti a scrocco e della regione Emilia Romagna che li ospita con donne al seguito in hotel di lusso, giri in Ferrari, massaggi, e varie. La premessa: ciò che scrivo non è mai rivolto alle persone, ma alle loro funzioni. Quando parlo del sindaco, del vicesindaco e di assessori vari, mi riferisco al loro ruolo e alle loro scelte politiche. Il mio rispetto per Muzzarelli e Cavazza come persone è totale. Presi nel loro ruolo politico il discorso cambia. Ho appena descritto in modo surreale l’assessore “fantasma”. Solo una lettura malata può interpretare la mia descrizione, che nel merito ha temi politico-progettuali, come attacco alla persona e separare il mio scritto da una colorita critica politica che descrive una immaginata conversazione con un “fantasma”.

So che all’ufficio stampa comunale si sono indignati. Queste indignazioni dovrebbero riservarle a coloro che cercano di eliminare le voci critiche. E’ indegno di rispetto chi con subdoli metodi cerca di far togliere la pubblicità a giornali non servili per soffocarli. Di queste mascalzonate non si indignano; anzi, fanno finta di non vedere e non sapere. Aggiungo, per dirla con le parole di Adriano Turrini (presidente e ad della nuova Alleanza 3.O.) che si tratta di mascalzoni “oggettivi”. E qui va ancora bene. Dove i falsi moralisti governano i giornali li chiudono e i giornalisti vengono colpiti fisicamente, moralmente, nel lavoro, negli affetti e altro ancora; e non dai fantasmi che costruisco io, ma da uomini e metodi di regime. I paesi socialisti in questo erano maestri.




E la Turchia è vicina. Vengo alle cene a scrocco a spese della Regione. L’assessore al Turismo, Andrea Corsini, se conoscesse l’Enrico VIII avrebbe ascoltato le parole del duca di Norfolk: “Fermatevi, signore! Le ripide alture si attaccano dapprima a passo lento”. L’incauto assessore regionale, non avrebbe fatto sfoggio di mancanza di senso etico – amministrativo se fosse andato a passo lento. Non avrebbe giustificato l’ospitalità a giornalisti che ci costano 400mila euro l’anno, dando prova di basso livello intellettuale; e non avrebbe espresso concetti politici da seminatore di bassa morale.

Non va bene favorire i cortigiani e comprarne i servigi. Chi favorisce quelli che si mettono a disposizione, per contrasto discrimina chi non si sottomette e chi l’ospitalità la rifiuta. Sono lontani i tempi in cui Giuseppe Verdi, che fu parlamentare del Regno d’Italia dal 1861 al 1865 e senatore nel 1874, pur avendo diritto di viaggiare in treno per recarsi a Roma con biglietti forniti dallo Stato, non li usò mai e pagò sempre di tasca sua. A Sant’Agata tra i suoi cimeli c’è un blocchetto di biglietti per Roma mai usati. Accade ora che gli operatori dell’informazione vengono chiamati dalla Regione in “vacanza” spesati e mantenuti nel lusso per dare “informazioni” viziate. Affabulatori e ciarlatani della politica definiscono questa una scelta produttiva. “Siamo all’assurdo che professionisti già pagati dalle loro testate soggiornano con i nostri soldi negli hotel a 4/5 stelle; partecipano a cene in ristoranti di lusso, fanno giri in Ferrari, trattamenti termali, caccia al tartufo e corsi di cucina”.

Nell’elenco compaiono giornalisti italiani e stranieri. “Non mancano, registi, conduttori tv e persino dirigenti Rai con stipendi da capogiro”. Cinque giornaliste russe, in visita a un centro termale, avrebbero dovuto raccontare com’è organizzato un bagno. Si sono invece fatte massaggiare a nostre spese. Se fossero andate in visita alla Ferrari forse la Regione ne avrebbe regalata una a testa. I rappresentanti della stampa vengono ospitati per parlare bene di noi, dei nostri servizi pubblici e dei politici. Il compito di un giornalista (che ospite non dovrebbe esserlo mai), non è quello di parlare bene a prescindere da ciò che vede. Il suo dovere è di dire come un servizio funziona. E se funziona male deve parlarne male. Ma il corruttivo “tutto gratis”, gli imporrà di parlarne bene con la speranza di ritornare magari con moglie o amante. Questi ospiti, limitati nell’obiettività di critica, non potranno che ingannare i lettori. Un assessore che usa i soldi delle tasse per pagare servizi giornalistici viziati dai vantaggi personali del tutto pagato, è un assessore che usa i nostri soldi per farci bidonare da informazioni “comprate”.




Spendere in ospitalità 400mila euro l’anno per diseducare, ingannare e manipolare, offrendo privilegi ai giornalisti, è vergognoso. Dire poi che così si risparmia sui grandi costi della pubblicità e si promuove un territorio, vuol dire far saltare ogni regola di correttezza legata al mercato pubblicitario. Se la Regione risparmia promuovendosi con giornalisti che ingannano perché “corrotti” dal tutto gratis, agli amministratori regionali andrebbe presentato un conto ben più salato di quello che la Regione paga per i giornalisti ospiti. Il lettore deve conoscere la verità. L’obiettività, per essere tale, per eccesso di rigore, non può farsi offrire nemmeno un caffè. I giornalisti debbono essere accolti da funzionari regionali esperti che li accompagnano a visitare le nostre bellezze, e quando insieme vanno al ristorante, ognuno dovrebbe mandare il conto al proprio ente. Conto contingentato, e che esclude ristoranti come quello di Bottura. I parvenu si corrompono anche dando loro servizi che con i propri soldi non comprerebbero mai. E gli indignati di piazza grande? Tacciono! “Oggettivamente!”.

Adriano Primo Baldi

Se volete leggere una parte dei nomi dei giornalisti e delle testate, quelli italiani a cui sono stati pagati pranzi del 2015 li trovate cliccando qui
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