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Modena, oltre a Bottura c’è di più Comunicati 

Modena, oltre a Bottura c’è di più

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A PROPOSITO DI BOTTURA E IL PREMIER RENZI: FAR DEL BENE NELL’ANONIMATO GRATIFICA SOLTANTO CHI AL POSTO DELLA TV CERCA IL PARADISO
di Adriano Primo Baldi

Chi vuol esser lieto, sia: ma con lui non c’è certezza.
Per il presidente di Federalberghi Amedeo Faenza il bilancio del 2015 è “incoraggiante”. Riferendosi al 2016 ha dichiarato: “non c’è da gridare al boom” “Non c’è da dimenticare che purtroppo ci sono degli alberghi che chiudono, e questo è significativo per il proseguo dell’anno”. Davvero “incoraggiante”. “La cucina non è soltanto tecnica o estetica ma anche etica”. Lo ha dichiarato la signora Lara Gilmore, moglie dell’oste Massimo Bottura. I Bottura sono in Brasile dove hanno realizzato il “Refettorio Gastromotiva”.

Ho visto due foto. In una sono assieme al presidente Renzi e ripresi dalle Tv di tutto il mondo. Un zuppa pubblicitaria che non ti dico. Tra breve approderanno nel Bronx e a Berlino. Tra una posa fotografica e l’altra risolveranno il problema della fame. Lo hanno dichiarato: “chiunque troverà una zuppa calda”. Credo che non trascureranno l’India e l’Africa: sono paesi con milioni di poveri e di affamati, il Refettorio dovrebbe essere di grandi dimensioni e non durare il tempo di una fotografia. Quel “chiunque troverà una zuppa calda” attira molto. A proposito di foto, una di quelle scattate a Rio e pubblicata a Modena, è angosciosa. Riporto la didascalia: Lara Gilmore, vestito bianco, in posa con il premier Matteo Renzi, e il marito Massimo Bottura nel giorno dell’inaugurazione del locale. Le coincidenze sono tanto nella vita.
Hanno scritto volumi e volumi sulla fame nel mondo. Anche sul marketing. Bottura è un mago. Marketing e comunicazione li ha nel Dna. Far del bene nell’anonimato gratifica solo chi al posto della Tv cerca il paradiso.




Dopo le parole del procuratore capo di Bologna, Giuseppe Amato, dei senatori Carlo Giovanardi e Stefano Vaccari, e del vice presidente dell’antimafia Luigi Gaetti (che ha ragione), le parole di Franco Zavatti della Cgil modenese fanno venire in mente i dialoghi di Confucio: “Studiare senza meditare è inutile, meditare senza studiare è pericoloso”. Lo ammetto: senza polemica non riesco a scrivere. Anche nelle lettere d’amore ne ho fatta. Bernard Shaw le cominciava così: “Cara bugiarda” o “Adorabile strega”. Io invece ho anticipato Grillo: “Cara, se esci con me, bene, altrimenti vaffanculo”. Qualche poveretta è uscita.

Per una volta ascolto chi mi domanda se a Modena c’è una cosa, almeno una, fatta bene. Vedo di trovarla e mi adeguo a chi non scende mai in polemica: a chi non si scompone di fronte alle ingiustizie, alle malefatte, agli sprechi, alle discriminazioni e alle clientele; mi adeguo a chi non si accorge di coloro che non possono pagare i servizi privati nella sanità, nei trasporti, nei servizi sociali; e non si accorge di chi non riesce a pagare badanti e tiketoni: senza dire di chi scelse rozzi rappresentanti di partito per incarichi nei teatri in obbedienza a indicazioni politiche spartitorie; mi adeguo a chi non si indigna di fronte all’impotenza di coloro che vorrebbero riscuotere l’affitto e dopo anni e spese si riprendono il proprio appartamento distrutto da inquilini morosi; mi adeguo a coloro che reagiscono solo per le malefatte degli avversari, ma restano silenziosi verso chi premia con denaro pubblico l’incapacità e massacra Giuseppe Verdi; mi adeguo a coloro che decretano l’ostracismo verso chi rifiuta servilismo e adulazione.

“La colpa – dice Cassio a Bruto – non è delle stelle, ma di noi stessi che siamo anime di schiavi”.
Faccio una promessa: se sarò ascoltato dalle autorità comunali e realizzeranno una mia proposta – che ai cittadini non costa denaro – ringrazierò l’amministrazione comunale pubblicamente e mi impegno a parlarne bene in un apposito articolo. Aggiungo anche un premio: mi asterrò per 15 giorni dal parlare di tutte le scienze che riguardano l’uomo e la società. (Come faccio sempre?) Così dice qualcuno. Mi riconoscono capacità che non ho. Non tutti capiscono che queste capacità mi sono riconosciute in senso ironico. Quindi a volte me ne avvantaggio. So che c’è un fascino perverso nel parlar male, ma nessuno si preoccupi: provoca soltanto la collera altrui. Chi pensa di stare ritto, guardi di non cadere: pagherebbe più degli altri. Cosa chiedo? Mi spiego e poi dirò cosa voglio.
materassi

Modena ha avuto tra i suoi insegnanti all’Istituto Musicale “Orazio Vecchi” il violinista fiorentino scomparso nel 1989 Sandro Materassi. L’attuale insegnate è una sua allieva, Paola Besutti. Materassi venne al “Vecchi” per merito del Comune. (Una cosa buona l’ho già trovata: basta volere e non essere faziosi). Ha insegnato qui per 25 anni realizzando una grande scuola violinistica.
So che per gli innamorati del “genio” Bottura (così lo ha definito la moglie) la mia proposta non dice nulla, ma per anni Materassi ha rappresentato l’Italia nel più importante concorso violinistico che si svolge al mondo: il Niccolò Paganini a Genova. Fu il più apprezzato allievo dei corsi di perfezionamento del grande violinista ungherese Jenö Hubay. Accompagnato dal pianista e compositore Luigi Dallapiccola, che gli ha dedicato la Tartiniana seconda, si è esibito nei teatri più prestigiosi di tutti i paesi. Esclusa la Germania perché Dallapiccola era ebreo e non ha mai voluto metterci piede. E’ stato un innovatore del repertorio violinistico nel primo novecento e proprio a Modena, all’insaputa dell’attuale padrone di casa, ha costruito una grande scuola violinistica. Molti anni fa chiesi a un amico, allora consigliere comunale, che gli venisse dedicata una strada. Mi suggerì di avanzare direttamente la proposta. Lasciai perdere. Ora ci riprovo. Questa è la mia richiesta. Auspico una risposta a breve. Se sarà positiva mi preparo con coerenza e sacrificio a mantenere la promessa. Diversamente non riesco a tacere nemmeno per quindici giorni.

Circa il parlar male dell’amministrazione ammetto l’imperfezione. Se come richiesto la mia proposta sarà accettata, faccio promesse, ma non miracoli.

Adriano Primo Baldi
 




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