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Gastro solidarietà in Piazza Roma, la grande abbuffata News 

Gastro solidarietà in Piazza Roma, la grande abbuffata

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Dal giornaletto parrocchial-bocciofilo-gastrofighetto della Gazzetta riportiamo la dichiarazione del sindaco «Quale modo migliore per rendere tutto l’amore che ci è stato dato durante i terribili giorni del sisma del 2012, se non usufruire delle nostre eccellenze e metterle a disposizione dei terremotati del Centro Italia?» – con queste empatiche parole il sindaco Giancarlo Muzzarelli ha voluto introdurre l’evento “Uniti per Amatrice” che si terrà mercoledì 7 settembre in piazza Roma.

Ormai per Amatrice sembra essere purtroppo un tragicomico destino quello di suscitare delle adunate gastronomiche nel segno della solidarietà. Evidentemente a pancia piena ci si sente molto più solidali e molto più vicini ai terremotati che hanno perso tutto ed ora vivono nelle tende, mangiano alla mensa della tendopoli e questo riguarda ovviamente soltanto i sopravvissuti. I morti ormai se se nono andati accompagnati dai funerali di stato, quello stesso stato colpevole di non aver mai elaborato un piano di prevenzione.

!0, 100, mille sagre all’amatriciana come solidarietà per le popolazioni colpite dal terremoto e soprattutto dai criminali che pur avendo a disposizione dei fondi per la messa in sicurezza degli edifici non l’hanno fatto oppure hanno fatto finta di occuparsene.

Questa solidarietà gastro festaiola per me è insopportabile, sono abituato ad una solidarietà più discrete, meno spettacolare
Nel caso dell’iniziativa dei ristoranti, iniziativa nazionale con tanto di vetrofania da appiccicare all’ingresso, con lo slogan un euro lo mette il cliente un euro lo mettiamo noi per ogni piatto di amatriciana ordinato, si tratta di vera e propria speculazione, di sciacallaggio gastronomico. Se l’iniziativa attira qualche cliente in più, bene, tutto fa brodo, tanto quei due euro non arriveranno mai a nessuno.

Nel caso dell’iniziativa modenese si tratta semplicemente di una sagra di paese, allestita in piazza Roma che ormai appare battezzata per ospitare sagre e feste, dove si fa un po’ di baldoria e poi si torna a casa con la pancia piena e la coscienza messa tacere.

Poi ci meravigliamo che  Charlie Hebdo disegni vignette irriverenti e offensive ?

Almeno queste abbuffate in nome della solidarietà fossero organizzate nel rispetto della cultura di Amatrice, della sua gastronomia, nel rispetto della ricetta originale tipica del luogo. No tutto viene riadattato per fare un po’ di propaganda locale e allora i tradizionali bucatini vengono sostituiti con la gramigna e il pecorino con il parmigiano reggiano.
Che dire ? Siamo senza vergogna.
Già Cracco il cuoco televisivo aveva provato a dire che nell’amatriciana ci voleva l’aglio, cosa che ha costretto il Consiglio comunale di Amatrice a diffidare il cuoco che ormai cucina soltanto se c’è una telecamera accesa.
Ora si aggiunge la correzione modenese. Amatriciana sì ma con la gramigna e il parmigiano reggiano.
Lo sono senza vergogna, ma c’è da vergognarsi.

 

Gabriele Morelli

Gabriele Morelli

Social media Manager at GMComunicazione
Gabriele Morelli

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