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di Giuseppe Leonelli

Eh no… A questo non ci stiamo. «Gradevoli» a noi non l’ha mai detto nessuno. Il Comune di Modena dice che Prima Pagina ha uno stile «non sempre gradevole». Eh no… Questo significherebbe che ogni tanto lo siamo. Gradevoli. E questo – per citare Stefano Bonaccini – a noi davvero non l’ha mai detto nessuno.
No. Non siamo proprio gradevoli. Ma proprio mai. Come neppure ‘vittime’, tra virgolette come dice il Comune di Modena di Giancarlo Muzzarelli. Anche quello, proprio mai.
Mai gradevoli e mai vittime.
Non siamo gradevoli quando sottolineiamo come un evento patrocinato dal Comune di Modena e da Modenamoremio offenda un maestro di musica e professionista stimato come Adriano Primo Baldi che scrive sulle nostre colonne, definendolo «anziano frustrato» e irrida il nostro quotidiano con battutine sul numero di copie vendute.
Non siamo gradevoli quando scriviamo che il sindaco di Modena, il Pd (Partito democratico), l’assessore alla legalità regionale Massimo Mezzetti, il presidente della Regione Bonaccini e l’Associazione stampa modenese (il cui referente è il responsabile dell’ufficio stampa comunale Roberto Righetti) e l’Ordine dei giornalisti hanno pensato bene di non aprire bocca quando il nostro simpatico giornale è stato accusato di essere filomafioso dal senatore Pd (e componente della commissione antimafia) Stefano Vaccari e dal referente di Libera Maurizio Piccinini.
Non siamo gradevoli quando alziamo la voce e scriviamo quelli che vengono definiti «attacchi personali» solo per tentare di esercitare il nostro diritto e dovere di cronaca e di critica.
Non siamo gradevoli quando nella palude del conformismo diciamo che a un giornale non si dice «mafioso» e a un critico culturale non si dice «anziano frustrato». Perchè i due fatti, gravissimo il primo, grave il secondo, sono connessi. Eccome. E che chi tace è corresponsabile e permette che la calunnia e la delegittimazione prevalgano. Perchè la calunnia (orrenda quella sulla mafia, stupidamente superficiale quella agli anziani) si nutre e si moltiplica grazie al silenzio complice. Alla faccia della libertà di espressione. E questo va urlato!
No, noi non siamo mai gradevoli. E siamo orgogliosi di esserlo. Sgradevoli. E non vittime, ma al massimo carnefici di noi stessi. Ecco questo è: caro sindaco, caro presidente dell’associazione stampa, caro presidente dell’ordine dei giornalisti (che di ordinato vi sono solo i menu pagati dalla Regione a giornalisti consenzienti), caro assessore alla legalità e caro presidente della Regione.

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