Cultura, il Comune rispolvera le commissioni o è solo in confusione?

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CULTURA, IL COMUNE RISPOLVERA DAVVERO LE COMMISSIONI O E’ SOLO UN’ ILLUSIONE?
di Adriano Primo Baldi

Il Comune di Modena ha finalmente ripristinato le commissioni consultive di gestione? Ritorna così la Commissione teatrale? Nel passato fu, secondo i casi, applaudita e fischiata all’apertura del sipario in occasione di eventi particolari. E’ stata soppressa per la teorizzazione di alcune sbandate intellettuali prese dai compagni dell’allora Pci nel dopo ’68. Leggendo Prima Pagina ho pensato che finalmente anche la Galleria Civica non sarà più un appalto dato a un direttore che la può trasformare, di fatto, in un giocattolo privato a sua disposizione.

Oggi che si va verso la fusione (non vale nemmeno più la pena di commentare l’assurdo) di ogni strumento produttivo nel Polo dell’Immagine che comprenderà la Galleria Civica, il Museo della Figurina e la Fondazione Fotografia, sotto un’unica direzione, una Commissione di gestione sarebbe più che opportuna. Da ogni parte si sente dire (in molti casi sbagliando) che la classe politica non lavora. Qui, almeno per quanto riguarda il Polo dell’Immagine, avviene il contrario: la classe politica lavora e sarebbe meglio che si riposasse.
E’ certo: il Polo dell’immagine si farà. Purtroppo! Però, una cosa buona si sta facendo. Il ripristino appunto delle Commissioni di gestione. Almeno così sembra leggendo alcuni passaggi del comunicato stampa del Comune.

“Il progetto per “Modena 29 settembre” è stato scelto attraverso l’invito a presentare proposte artistiche e organizzative per la realizzazione integrale dell’iniziativa, inviato a nove agenzie specializzate nell’organizzazione di eventi artistici e di spettacolo”. Perché ne hanno interpellato solo nove e non c’è stato un bando? E chi le ha scelte queste nove? E sulla base di che cosa? Interrogativi inevitabili, ma basta andare avanti e verso la fine si troverà la risposta. Il comunicato prosegue: “Nelle procedure è stato coinvolto anche il Teatro Comunale per le sue qualificate competenze nella valutazione qualitativa dei progetti artistici”.

Oppalala. Dire genericamente il Teatro Comunale non vuol dire nulla. Che io sappia, se non sono state fatte al teatro nuove assunzioni con specifiche competenze per la musica beat, c’è una sola persona che ha titoli musicali e competenza, ed è Aldo Sisillo: docente di flauto traverso al Conservatorio di Parma e direttore del nostro teatro. Il suo curriculum, che si può consultare in internet, è fatto di tante esperienze, ma nessuna di queste è legata a scelte come quelle effettuate per “Modena 29 settembre”, che riguardano un genere musicale assai distante dalle competenze di Sisillo. Anzi, che non hanno nulla a che vedere con progetti che comprendono il leader dell’Equipe 84 Maurizio Vandelli, Andrea Mingardi, Alexia, band giovanili, o con ”Modena capitale del beat”. Sisillo a parte, il nostro è un assessorato alla cultura abbastanza stravagante: non hanno consultato il Teatro Comunale per la Traviata di agosto, prodotta dal Salotto Agazzotti per conto del Comune in piazza XX settembre (che si può tranquillamente definire una mascalzonata artistica fatta a Giuseppe Verdi), ma lo consultano per Mingardi, Alexia e vari? Ma insomma!
Lascio stare questo triste trascorso agostano, anche se non dimentico di dovere una risposta alla donna del Salotto, tale Sabrina Gasparini, riguardante la mia anziana frustrazione, e che, a dire il vero, aumenta di giorno in giorno quando vedo che una scelta giusta (quella di interpellare il Teatro) avviene in modo sbagliato e fuori dalle specifiche competenze di chi rappresenta l’importante ente. Sapere cosa chiedere, a chi chiedere, e distinguere chi si occupa di ombrelli, da chi si occupa di costumi da bagno, non dovrebbe essere difficile: anche se è vero che entrambi fanno riferimento all’acqua. E a proposito d’acqua, l’assessore Cavazza mi fa ricordare, oltre ai buchi, una bella commedia di Gilberto Govi che a un suo personaggio, il signor Passalacqua, consigliò di costruire una fabbrica d’impermeabili e di reclamizzarli con il suo nome …

La vera novità, almeno per me, consiste nello scoprire che c’è stata l’istituzione di una Commissione per “Modena 29 settembre”. La nota del Comune dice che: “Tra i progetti presentati, la Commissione di valutazione ha scelto quello di Made Eventi e del Circolo Culturale Montecristo” “Per la Commissione, infatti, il progetto esplicita la volontà di creare un “ponte” tra gli anni del beat e il presente”. Quindi, ponti, e presente a parte, c’è stata una Commissione per la scelta delle nove agenzie specializzate, e una Commissione, immagino la stessa, per la scelta del progetto vincitore. Sapere se c’è stato un dibattito in Consiglio Comunale sulla nomina della Commissione stessa; sapere da chi è formata; e quali poteri sono stati a essa attribuiti, è sicuramente importante. Immagino che la Commissione sia consultiva e che abbia al suo interno autorevoli esperti; così come immagino che prima della loro nomina ci sia stato un ampio dibattito che ha coinvolto tutte le forze politiche. Perché le forze politiche non ne abbiano parlato resta un mistero.
La strada delle commissioni è giusta per il teatro, per il Polo dell’immagine, per il Festival della filosofia che vive di denaro pubblico senza che chi ci mette i soldi partecipi alle scelte. Spero che queste commissioni, che rappresentano una forma di partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica, siano istituite anche per altri settori culturali. Se non ho sognato, e se non è stato un imbroglio, sarà giusto procedere in questo senso. “Nel dialogo fra un venditore di almanacchi e un passeggero di Giacomo Leopardi si alternano “illusione” e “speranza”. Scelgo quest’ultima sperando che non sia un’illusione”.

Adriano Primo Baldi