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IL SINDACO SI E’ SCUSATO, MA LA “MUSICOLOGA” ESPERTA DI SALAMI, CONSERVE, E PELLETTERIE, INCARICATA DAL COMUNE DI PRODURRE “LA TRAVIATA”, NON SI SCUSA. ECCO LA RISPOSTA CHE DA TEMPO DEBBO ALLA SUA LETTERA.
di Adriano Primo Baldi

Lui, il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, si è scusato. Colei che aveva parlato a suo nome, no. Dato che i fulmini indirizzati alla donna in questione li incassa il sindaco, la donna attraverso la quale è tirato in ballo, se ne frega. Avevo appena cominciato a leggere: “Il Comune di Modena si dissocia dall’attacco di Sabrina Gasparini, del Salotto Agazzotti, a Prima Pagina, e a uno dei suoi collaboratori”. A parte che ho un nome (anzi due) va bene anche così. Scuse accettate.

E’ arrivato il treno e mentre salivo, pensavo: il sindaco si è scusato e quindi dovrò rivedere certe asprezze nei suoi confronti. Lo farò. Poi guardai meglio il titolo: “Sabrina Gasparini insiste, Baldi anziano e forse un po’ frustrato”. Uhm, grazie a lei il sindaco continua a essere tirato in ballo. Capire è un lusso che non tutti si possono permettere. Giacché la donna insiste, dovrò ribadire. Il sindaco si è scusato sicuramente di malavoglia, ma lei, la Gasparini, non capisce che parlare da un luogo dell’istituzione vuol dire parlare in nome dei cittadini e di chi li rappresenta. E non capisce che il suo riaffermare: Baldi è “anziano e un po’ frustrato” invalida le scuse del Comune. Eh sì, perché le sue offese a Prima Pagina e a me sono state lanciate mentre parlava in nome dell’istituzione e quindi del sindaco.
Il Comune si scusa da un lato; ma dall’altro conferma attraverso di lei, che lo rappresentava in piazza XX settembre, le parole pronunciate. Troppo difficile. Non arriva a capire l’incongruenza. Tramite l’opera di Sabrina Gasparini il sindaco si è preso, in milanese, del pirla; è stato invitato ad interpretare assieme a lei, che da canterina ha battuto le balere, un opera lirica dal titolo “I Pagliacci”; e a scendere dai monti. Se la donna ribadisce, io l’assecondo. Su richiesta del mio direttore, nell’articolo precedente, ho tolto alcuni passaggi. Oggi, dovrei rimetterli e dire al sindaco: ringrazi la Gasparini, e si ricordi che l’ha scelta lei; e quindi chi è causa del suo mal pianga se stesso.

La Gasparini non vuole che si offenda la sua “indipendenza intellettuale”. Cosa semplice. Il tutto si riduce a non offendere la sua indipendenza. La parte intellettuale, anche volendo, è impossibile offenderla. L’intellettualità che lei crede di avere la offende da sola. Sentite che intelletto: “Esiste la libertà di parola e di pensiero ed io esercito il mio diritto”. Per tutti viene prima la libertà di pensiero e poi di parola, ma nel suo caso … Prosegue, sempre lei che prima parla e poi pensa: “E’ vero ho utilizzato un palco pubblico, ed è stata una mia reazione forse avventata”. Come vede il sindaco, la sua delegata con quel “forse” non è sicura di avere fatto una cazzata. Quindi, Muzzarelli dovrebbe sapere che chi semina vento raccoglie tempesta. Senza “Forse”, la vera gravità dell’accaduto sta nella politica culturale del Comune.

L’avere affidato, con bando pubblico, la realizzazione di un’indecente manipolazione dell’opera La Traviata a quella donna pone seri interrogativi. Chi ha accettato quel progetto? Chi ha assegnato alla Gasparini (che è una collaudata negoziante di salumi, conserve e pelletteria), l’opera verdiana? Chi non si è accorto che la donna, oltre a non averne i requisiti ha presentato un progetto lirico che equivale a una bestemmia? Molti negozianti sono i primi a capire l’assurdo di un incarico di questo genere e si domandano come mai? Poi concludono, già, la politica, le amicizie, le protezioni, le clientele, che vergogna: “ a) gente da poco, b) solo clientela, c) nessun rispetto per chi è del mestiere, d) avanzano solo i ruffiani, e) lo schifo dei raccomandati continua …, f) sono diventati peggio di quelli che criticavano, g) allevano solo servitori”. La donna oltretutto non sa leggere.

Ho scritto che ero circondato da “gente anziana” che non mi avrebbe seguito nel fare interrompere con la forza il suo indegno spettacolo. Occorrevano muscoli ed energie che gli anziani non hanno: solo la forza pubblica, vigili e carabinieri potevano mettere fine a quella vergogna. La cosa gravissima è che c’è stato un bando, e quindi c’è chi ha valutato e accettato un progetto fatto da un’incompetente che nel merito portava al massacro e allo sconvolgimento l’opera di Verdi. Chi è stato? Possiamo fare un confronto pubblico con la registrazione di quella recita e invitare musicisti (veri) scelti dal Comune e dalla mia associazione. Poi ne parliamo, con vergogna loro, ma ne parliamo. Un progetto che prevedeva di fare chiacchiere dopo il preludio di Traviata, è demenziale; una formazione con pianoforte e violino che non esiste al mondo, è da sagra paesana; le scenografie proiettate con i vigneti di lambrusco durante il “brindisi” di Verdi urlato con un “tutti in piedi che brindiamo al lambrusco”, e un “Parigi, o cara” sempre al lambrusco, meriterebbe espressioni volgari che non posso scrivere.

Si è trattato di un’indegna speculazione pubblicitaria da baracconi per gratificare le cantine sponsorizzatrici. Sembrava giovedì grasso. E non si vergogna! Anche in forma di concerto La Traviata comporta dodici protagonisti in scena, lei ne aveva tre; e lasciamo stare il baritono … Cantanti a parte, chi ha accettato un progetto di Traviata fatto in quel modo? E perché l’ha accettato? Posso far girare la registrazione dell’indecente recita per i teatri e infangare la mia città, ma questo non l’ho mai voluto. Ho però il dovere di dire al sindaco: stia attento a quelli che, come Sabrina Gasparini, dicono “Io ci mettono la faccia”. Perché bisogna vedere che faccia è: ce ne sono di tanti tipi … Circa l’invito a partecipare ai bandi artistici del Comune che mi è stato rivolto dalla donna del Salotto, non ho partecipato perché l’essere anziano, non vuol dire, essere anche pirla … Ma di questo ne parlo a parte. Così come spiego a parte le false dichiarazioni dei curricula che la donna in questione esibisce secondo gli incompetenti che incontra, o che lei ritiene tali.

Adriano primo Baldi

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