E sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al re

v2975

di Adriano Primo Baldi

“E sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al re.
I migliori se ne vanno: Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Andrzej Wajda, Dario Fo, e tanti altri. Loro rimangono. Va benissimo, ma dovrebbero smettere di governarci. Lunga vita a tutta l’amministrazione comunale modenese, ma dovremmo fargli cambiar mestiere. La storia, da sempre, è fatta di alti e bassi. Ora, però, questi amministratori hanno toccato il fondo. Per dirla con Dario Fo, il mistero della loro presenza produce effetti tragici, ma è davvero “buffo”. ”Dal letame nascono i fiori!?” Quando va bene. In ogni caso bisogna coltivarli con pazienza e metodo. Diversamente il letame fermenta e basta. Con la crisi dei partiti è finita una classe politica sopportabile. Quella che c’è ora è nata spontanea. Almeno da noi, più che fiori ha fermentato e basta.

Ho scritto più volte che piazza Roma era giusto riservarla ai pedoni. Prima però avrebbero dovuto fare i parcheggi interrati e a silos. Quando sarà ultimato il progetto all’ex Amcm e entrerà in funzione il supermercato di quell’area – che si aggiungerà a quello risistemato di Errenord – i negozi del centro sopravvissuti alla devastante politica pro Coop, possono chiudere definitivamente. La sorte del mercato di via Albinelli è segnata. Il controllo delle auto anche in uscita dal centro storico ha messo ulteriormente in crisi i rifornimenti ai negozi. Il funerale del Centro è stato celebrato da qualche tempo, ma lo sgombro delle carcasse dei vecchi negozi, per la trascuratezza dei becchini di piazza Grande, è ancora in corso. Geniale e fuori legge l’idea di far passare il filobus da Piazza Roma con l’impianto di grossi fili d’acciaio che sostengono la rete elettrica dei bus piantati nella facciata del Palazzo Ducale. O l’impianto è fuorilegge o qualcuno è fuori di testa. Per la competente soprintendenza va tutto bene?

Se a casa vostra provate a fare qualcosa che disturbi l’estetica in esterno, anche se non si tratta di un monumento nazionale, arrivano i vigili e giù multe. In questo caso una bella notifica al sindaco che lo chiami a rispondere per direttissima, in un paese normale sarebbe il minimo. Tra le tante cose che non vanno il sindaco, Muzzarelli, una cosa buona, secondo lui, l’ha fatta. Ha speso la delirante somma di 200mila euro (di soldi nostri, s’intende) per l’allestimento di una mostra di figurine di proprietà comunale. Ne ho già parlato, ma non avevo previsto le parole di Muzzarelli felice della visita alla mostra di Piero Lardi Ferrari (figlio del Drake), il quale tra le figurine esposte ne ha trovata una di suo padre in versione pilota. Una scoperta dal costo di 200mila euro per una figurina di proprietà comunale. Ciò che più indigna, oltre alla somma di 200mila euro, è il compenso di 20mila dati a Leo Turrini, inutile curatore (bastava un’impiegata). Turrini fa il giornalista al Resto del Carlino, perché proprio a lui? Perché il Carlino fa comodo all’’amministrazione. Mentre la Gazzetta e Prima Pagina si sono indignati per la faraonica spesa che comprende il ‘regalo’ di 20mila euro a Turrini, il Carlino tace sui costi … C’è anche una curiosa voce di spesa di 31mila euro di “creazione artistica”. Il punto veramente indignante non è lo spreco di soldi, a questo ci siamo abituati. Così com’è abituale il silenzio delle minoranze che non si rivolgono mai alla Corte dei Conti. Sabato, il giornale dello strapagato Leo Turrini, il Resto del Carlino, appunto, è uscito con tutta una pagina dedicata all’argomento figurine. Nessuna parola sull’indignante spesa di 200mila euro. Nessuna parola sul curatore che non è del mestiere. Nessuna parola circa la balla della ‘creatività artistica’ da 31mila euro. Nessuna parola sui servizi integrati da 81mila euro (quasi tutti sanno di cosa si tratta).

Per chi non lo sapesse, i “servizi integrati” sono la definizione di un azzeccagarbugli del modo clientelare di assegnare incarichi finalizzati alla negazione di un qualsiasi principio morale che vieterebbe, per opportunità e buona creanza, di indebitare chi, attraverso un giornale, dovrebbe svolgere un servizio di vigilanza e di obiettiva informazione. Il risultato, in questo caso, si è visto subito. I lettori del Carlino non sanno dello spreco e soprattutto non sapranno in seguito le “malefatte” del Comune nell’impiego dei nostri soldi. Questo grazie al fatto che il sindaco, affidando incarichi extra a quei giornalisti, si garantisce il silenzio sulle cose scomode. Un giornale che non informa obiettivamente non è un giornale. Quando si tacciono consapevolmente, non dico le critiche o i commenti, ma le notizie concernenti le scandalose somme spese, il servizio non è più da giornalista, ma da maggiordomo. D’altra parte al Carlino si rendono conto che svelare spese demenziali per incarichi dati a un collega è imbarazzante. Poi, oggi li danno a lui, domani, a rotazione, possono darli a tutti. E’ così che intendono la stampa libera. Perdono la decenza, ma cosa sarà mai … Il direttore di questo giornale, Giuseppe Leonelli, non vuole che si attacchino i colleghi, e ha ragione. Io non attacco colleghi. M’indigno da cittadino verso chi ha assegnato un incarico da 20mila euro a un giornalista per un mestiere che non è il suo, e per la spesa di 200mila euro per esporre figurine di proprietà comunale. Poi, in particolare, m’indigno del silenzio sulle cifre: il Carlino non ha fatto alcun cenno ai costi scandalosi di questa mostra perché c’è di mezzo l’interesse di un collega. Mi esprimo solo da cittadino che paga gli sprechi e le clientele dell’amministrazione. A pagare siamo chiamati tutti, anche quelli che non riescono ad arrivare a fine mese.

Adriano Primo Baldi

 

Modena Come giornale online Modena Come giornale online Emilia Romagna. GMComunicazione - modenacome@gmail.com
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: